Farmaci
23 Giugno 2025"Dei 167 farmaci innovativi e salva-vita licenziati da Ema in Europa, 77 sono disponibili in Italia": è quanto affermato dal sottosegretario alla salute Marcello Gemmato intervenuto alla XVI edizione di Direzione Nord

“Oggi l’Italia riesce a portare sul mercato i farmaci innovativi in tempi più rapidi rispetto al passato, offrendo cure salvavita ai cittadini e garantendo la sostenibilità del sistema sanitario”. È quanto ha dichiarato il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, intervenuto in videocollegamento all’evento Salute Direzione Nord, in corso al Palazzo Lombardia di Milano. Gemmato ha ricordato che su 167 farmaci innovativi approvati a livello europeo dall’Ema — in gran parte destinati al trattamento dei tumori — ben 77 sono già disponibili in Italia. “Un risultato importante — ha sottolineato — che si deve anche al lavoro dell’Aifa, capace oggi di immettere sul mercato questi farmaci in maniera più performante e con tempi più brevi, riuscendo allo stesso tempo a contrattare un prezzo equo”.
Il sottosegretario ha sottolineato come il settore della farmaceutica stia continuando a investire fortemente in ricerca e sviluppo, con un impegno di 1,9 miliardi di euro, e ha ricordato l’attenzione del governo anche sui farmaci orfani, cioè quei medicinali destinati a patologie rare e spesso ad alto costo: “Su circa 150 farmaci orfani approvati dall’Ema, l’80% è già rimborsato dal Servizio sanitario nazionale e distribuito gratuitamente ai cittadini. Il restante 20% è in fascia C o in fase di contrattazione”.
Ma guardare solo ai numeri non basta. Secondo Gemmato, l’innovazione in campo sanitario deve ora fare un salto di qualità grazie alle nuove tecnologie: “L’intelligenza artificiale e l’utilizzo del fascicolo sanitario elettronico possono e devono consentirci di monitorare in modo più efficace le performance e gli effetti di questi farmaci. Stiamo parlando di terapie che, proprio perché innovative, richiedono un supplemento di attenzione nel follow up”. L’obiettivo, secondo il sottosegretario, è costruire “un ecosistema di dati che, sempre nel pieno rispetto della privacy del cittadino, permetta di valutare con chiarezza quali farmaci siano realmente efficaci e offrano concreti benefici per la salute. Solo così potremo ottimizzare le risorse pubbliche, disinvestendo da terapie poco performanti e puntando su quelle che garantiscono risultati certi”.
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