Università
21 Maggio 2025Polimeni: “Le ragazze sono più brillanti, ma ancora poche. C’è ancora molto da fare: bisogna lavorare sugli stereotipi”. È il quadro che emerge dall’indagine condotta da Ipsos, presentata durante l’evento promosso da MSD Italia in collaborazione con Sapienza Università di Roma
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Due giovani su tre in Italia ignorano l’esistenza del divario scientifico tra il nostro Paese e il resto d’Europa. Non solo: oltre il 90% sottovaluta la disparità di genere nelle discipline STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics), nonostante i dati confermino un calo costante delle iscrizioni femminili negli ultimi dieci anni. È il quadro che emerge dall’indagine condotta da Ipsos, presentata durante l’evento promosso da MSD Italia in collaborazione con Sapienza Università di Roma, a margine del quale è stata inaugurata anche la scultura Urania’s Passion di Lorenzo Quinn, simbolo dell’iniziativa. “Nelle discipline STEM le ragazze sono più brillanti, ma ancora poche”, ha dichiarato la rettrice della Sapienza Antonella Polimeni - “Come ateneo siamo in prima linea per favorire le donne nella scienza, ma c’è ancora molto da fare: bisogna lavorare sugli stereotipi”.
Il cosiddetto “paradosso STEM” è chiaro: la nuova generazione non percepisce un problema che, invece, continua ad alimentarsi. Secondo gli stessi giovani, il divario è causato soprattutto da pregiudizi di genere (29%), dalla mancanza di modelli femminili (22%) e da un orientamento scolastico inefficace (20%). Un contesto in cui l’unione tra scienza e arte – in chiave STEAM – può rappresentare una via alternativa per abbattere barriere culturali e ispirare un cambiamento. Polimeni ha sottolineato i progressi compiuti dall’università: l’introduzione di corsi transdisciplinari, focalizzati su innovazione e alta tecnologia, e l’iniziativa #100ragazzeSTEM, con 100 borse di studio triennali per studentesse meritevoli fuori sede. “I nostri dati mostrano che le ragazze iscritte a corsi STEM si laureano in corso e con voti mediamente più alti dei colleghi maschi – ha detto – ma la loro presenza rimane minoritaria. Siamo ancora lontani dalla parità”.
L’evento ha visto anche l’inaugurazione della scultura Urania’s Passion, installata nella Città Universitaria. Alta quattro metri, l’opera raffigura due mani femminili che sorreggono un atomo, omaggio al contributo delle donne nella scienza e invito a superare i pregiudizi di genere. È il simbolo di “Investing for Future. Donne e STEAM: da gap a plus”, progetto di responsabilità sociale ideato da MSD Italia e patrocinato da Sapienza. “Mi sono ispirato alla musa dell’astronomia Urania – ha spiegato Quinn – per rappresentare la bellezza della scienza fusa con la diversità. L’arte può abbattere i muri e aprire le menti: spero che quest’opera ispiri le ragazze a non porsi limiti”. Il progetto di MSD Italia si fonda sulla convinzione che l’unione tra scienza e creatività possa favorire un nuovo approccio educativo. “In un mondo complesso e incerto, la scienza è il nostro faro – ha dichiarato Nicoletta Luppi, presidente e AD di MSD Italia – ma per essere davvero efficace, deve includere ogni voce, a partire da quella delle donne. Le competenze non hanno genere”. L’iniziativa si propone di coinvolgere istituzioni, università e imprese per promuovere l’accesso delle ragazze alle STEM, ispirando un cambiamento culturale e sociale. Secondo l’indagine Ipsos, oltre il 70% dei giovani crede che l’arte possa integrare la scienza e facilitare l’apprendimento delle materie tecniche. “Servono alleanze tra scuola, università, famiglia e impresa – ha dichiarato Nando Pagnoncelli, presidente di Ipsos – per accendere nelle ragazze l’interesse per la scienza e superare quegli stereotipi che iniziano a pesare già nei primi anni di istruzione”.
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