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Governo e Parlamento

18 Gennaio 2023

Proroga payback, impatto su indebitamento per 2022. La nota del Servizio bilancio del Senato

Il decreto legge, con cui il Governo ha prorogato al 30 aprile il pagamento da parte delle industrie produttrici di medicinali e dispositivi medici degli importi dovuti allo sforamento del tetto di spesa per gli anni 2015-2018


Il decreto legge, con cui il Governo ha prorogato al 30 aprile il pagamento da parte delle industrie produttrici di medicinali e dispositivi medici degli importi dovuti allo sforamento del tetto di spesa per gli anni 2015-2018, «appare suscettibile di impattare sull'indebitamento netto per il 2022» e di conseguenza non sono da escludere «nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica». È quanto scrive il Servizio Bilancio del Senato nella nota di lettura "Conversione in legge del decreto-legge 11 gennaio 2023, n. 4, recante disposizioni urgenti in materia di procedure di ripiano per il superamento del tetto di spesa per i dispositivi medici".

Proprio ieri, in commissione Affari Sociali, il ministro della Salute Orazio Schillaci era tornato sul tema ricalcando che la norma sul payback fosse stata inserita «troppo frettolosamente» dal «Governo precedente in un decreto-legge del 2015, che ha determinato il proliferarsi di un vasto contenzioso, promosso dalle aziende fornitrici di dispositivi medici». Motivo per cui, Schillaci ha ribadito che «i termini originariamente fissati per il payback sono stati rivisti con una specifica disposizione», ovvero quella a cui fa riferimento il Servizio Bilancio del Senato nella nota diffusa. Secondo quest’ultimo, infatti, «il differimento del termine di pagamento al 30 aprile 2023 determinerà il corrispondente spostamento del momento di produzione della relativa obbligazione, il che dovrebbe riflettersi negativamente sull'indebitamento netto per il 2022 (sia pure con equivalente miglioramento dello stesso saldo per il corrente anno)».

Tale proroga, tra l’altro, comunque non consentirà alle aziende di riuscire a pagare i 2,2 miliardi previsti. «Non abbiamo le risorse per farlo», aveva precisato il presidente di Confindustria dispositivi medici, Massimiliano Boggetti, in occasione della manifestazione indetta a Roma la scorsa settimana dalle associazioni che rappresentano le aziende che producono i dispositivi medici per protestare contro il payback.
Il Servizio Bilancio spiega anche come «in alcuni casi, la scadenza dell'obbligazione potrebbe essere stata determinata nel 2023 anche prima del decreto-legge di proroga», visto che il «Dm attuativo aveva previsto 90 giorni dal 15 settembre 2022 per l'emanazione dei decreti con l'elenco delle aziende produttrici e i relativi importi di ripiano dovuti» da ciascuna e che «il versamento delle somme da parte delle aziende era dovuto entro e non oltre 30 giorni, potendo quindi arrivare potenzialmente a gennaio 2023».

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