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27 Settembre 2024Con un investimento di soli 0,24 dollari per paziente all'anno in salute digitale si potrebbe salvare oltre 2 milioni di vite da malattie non trasmissibili nei prossimi dieci anni e ridurre milioni di ospedalizzazioni

Un nuovo rapporto dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dell'International Telecommunication Union (ITU) mostra che investire $0,24 per paziente all'anno in strumenti digitali come la telemedicina e i chatbot potrebbe salvare oltre 2 milioni di vite da malattie non trasmissibili (NCD) nei prossimi dieci anni. Questo investimento potrebbe inoltre prevenire circa 7 milioni di eventi acuti e ospedalizzazioni, alleggerendo notevolmente la pressione sui sistemi sanitari globali.
La sfida delle malattie non trasmissibili
Le NCD, tra cui malattie cardiovascolari, cancro, diabete e malattie respiratorie croniche, rappresentano oltre il 74% dei decessi globali ogni anno, molti dei quali potrebbero essere evitati. Nonostante i progressi nella lotta contro queste malattie, l'integrazione delle tecnologie digitali nei sistemi sanitari rimane una sfida importante.
Le principali cause di queste malattie, come fumo, diete non salutari, uso dannoso di alcol e inattività fisica, sono responsabili di condizioni di salute come pressione alta, obesità, glicemia alta e colesterolo alto. Gli strumenti digitali, come la messaggistica mobile e i chatbot, possono aiutare le persone a comprendere meglio i loro fattori di rischio modificabili e promuovere abitudini più salutari.
Le persone che convivono con le NCD necessitano di un monitoraggio regolare e di cure continue, spesso a lungo termine. Strumenti come la telemedicina possono abbattere le barriere all'accesso alle cure, mentre i dati in tempo reale possono aiutare i professionisti sanitari a prendere decisioni più informate.
I dati del rapporto
Investire in tecnologie di salute digitale è una strategia cruciale per ridurre il peso delle malattie non trasmissibili e salvare milioni di vite. Il rapporto, intitolato "Going digital for noncommunicable diseases: the case for action", è stato presentato durante un evento organizzato dal Governo del Gambia nell'ambito della 79esima Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Sebbene oltre il 60% dei paesi abbia sviluppato una strategia per la salute digitale, molte di queste tecnologie non sono integrate nei sistemi sanitari esistenti. Il rapporto invita i paesi a investire nell'infrastruttura digitale pubblica e a promuovere standard di interoperabilità per superare le barriere critiche. Il Dr Tedros Adhanom Ghebreyesus, Direttore Generale dell'OMS, ha sottolineato come "Il futuro della salute è digitale. Ma per renderla una realtà, abbiamo bisogno sia di risorse che di collaborazione. Nessuno può farcela da solo. Invitiamo governi, partner e donatori a unirsi, investire strategicamente e garantire che queste innovazioni salvavita raggiungano coloro che ne hanno più bisogno".
Il rapporto si collega all'Iniziativa Globale sulla Salute Digitale dell'OMS e alla Strategia Globale sulla Salute Digitale 2020-2025. Attraverso il programma Be He@lthy, Be Mobile, l'ONU e i suoi partner forniranno supporto strategico personalizzato ai governi per accelerare l'adozione delle tecnologie digitali.
Gli strumenti già disponibili
Un esempio di tecnologia digitale di successo è S.A.R.A.H., un prototipo di chatbot creato dall'OMS per combattere la disinformazione durante la pandemia di COVID-19. Ora, la piattaforma offre informazioni utili per chi è a rischio di ipertensione e diabete, disponibili in più lingue tramite app di messaggistica come WhatsApp.
Doreen Bogdan-Martin, Segretario Generale dell'ITU, ha dichiarato che la rivoluzione digitale può dare il via a una rivoluzione sanitaria, sottolineando l'importanza di sviluppare una robusta infrastruttura digitale pubblica per garantire che nessuno venga lasciato indietro nell'accesso alle cure
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