Antimicrobico resistenza
19 Ottobre 2026All'evento del Biotecnopolo di Siena, il ministro della Salute richiama il ruolo della ricerca biotecnologica, della biosicurezza e della collaborazione pubblico-privato

La resistenza antimicrobica è una delle priorità per la sicurezza sanitaria e richiede un'azione coordinata tra prevenzione, ricerca, diagnostica e cooperazione internazionale. Lo ha ribadito il ministro della Salute Orazio Schillaci, intervenendo il 16 ottobre all'evento Biotecnologie per la sicurezza nazionale. Ricerca, innovazione e capacità strategiche per il futuro dell'Italia, promosso dalla Fondazione Biotecnopolo di Siena. Il ministro ha richiamato il ruolo della ricerca biotecnologica nel contrasto alle minacce biologiche e la necessità di rafforzare la collaborazione tra istituzioni, comunità scientifica e industria.
Antibiotico-resistenza, il ruolo della ricerca
Tra le sfide indicate dal ministro figura la perdita di efficacia degli antibiotici, con conseguenze sulla sicurezza delle cure e sulla possibilità di eseguire numerose procedure mediche. «La perdita di efficacia degli antibiotici può rendere difficili le cure e compromettere la sicurezza di molte procedure mediche», ha affermato Schillaci, sottolineando che la resistenza antimicrobica riguarda la salute pubblica, l'organizzazione dell'assistenza e la protezione dei pazienti più fragili.
Il ministro ha espresso apprezzamento per il lavoro del Biotecnopolo di Siena su questo fronte e ha ribadito la necessità di una risposta condivisa secondo l'approccio One Health, che considera insieme salute umana, animale e ambiente.
«La prevenzione delle infezioni, l'uso appropriato degli antimicrobici e la ricerca di nuovi strumenti devono procedere insieme», ha dichiarato Schillaci. Diagnostica, vaccini, anticorpi monoclonali e formazione dei professionisti sono stati indicati tra gli ambiti su cui intervenire per rendere più efficaci le strategie di prevenzione e trattamento.
Biosicurezza e preparazione alle minacce biologiche
Nel suo intervento, Schillaci ha collegato il tema della ricerca biotecnologica alla crescente rilevanza della biosicurezza nel contesto internazionale. Conflitti, tensioni e minacce ibride, ha osservato, possono avere conseguenze sui sistemi sanitari, sulle reti di approvvigionamento e sulle infrastrutture necessarie alla continuità dei servizi essenziali.
«Occorre una preparazione che preceda le crisi e trovi continuità nelle politiche pubbliche», ha sottolineato il ministro. Per affrontare le minacce biologiche sono necessarie competenze scientifiche, infrastrutture, sistemi di sorveglianza e collaborazioni consolidate, in grado di favorire l'identificazione tempestiva dei rischi e lo sviluppo di strumenti di contrasto.
Biotecnopolo di Siena e collaborazione pubblico-privato
Schillaci ha confermato il sostegno istituzionale allo sviluppo del Biotecnopolo di Siena, richiamandone il possibile contributo al rafforzamento delle capacità nazionali nella ricerca e nell'innovazione sanitaria.
In questo percorso, il rapporto tra ricerca pubblica e industria assume un ruolo centrale. «Le competenze scientifiche devono poter incontrare le capacità necessarie per sviluppare e produrre nuove soluzioni. Ma questo rapporto richiede progetti solidi, responsabilità chiare e obiettivi condivisi», ha affermato il ministro, precisando che l'interesse pubblico deve restare il riferimento dell'azione istituzionale.
La collaborazione con le imprese, ha aggiunto, può contribuire attraverso investimenti, sviluppo tecnologico e nuove possibilità di cura. Per Schillaci, il valore degli investimenti nella ricerca deve essere misurato anche attraverso i risultati ottenuti nella prevenzione, nella diagnosi e nell'assistenza, garantendo che l'accesso all'innovazione sia coerente con la vocazione universalistica del Servizio sanitario nazionale.
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