salute mentale
14 Ottobre 2026L'Organizzazione mondiale della sanità propone un percorso per superare il ricorso alle grandi strutture psichiatriche

L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha pubblicato nuove indicazioni operative per sostenere la trasformazione dei servizi di salute mentale, favorendo il passaggio dall'assistenza nelle grandi strutture psichiatriche a modelli territoriali e di comunità. L'iniziativa è stata illustrata in un intervento congiunto del direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, e del presidente dello Sri Lanka, Anura Kumara Dissanayake.
Secondo l'Oms, nonostante i progressi compiuti in diversi Paesi, un numero elevato di persone con disturbi mentali continua a vivere per periodi prolungati in ospedali psichiatrici e istituzioni sociosanitarie, talvolta per decenni.
I dati del Mental Health Atlas richiamati nell'intervento indicano che circa la metà delle persone ricoverate nelle strutture considerate è stata ammessa contro la propria volontà. L'Oms stima inoltre che quasi metà dei finanziamenti pubblici destinati alla salute mentale a livello mondiale venga impiegata per mantenere grandi strutture istituzionali, mentre i servizi territoriali e quelli integrati negli ospedali generali continuano a ricevere risorse insufficienti.
Per l'Organizzazione, la trasformazione dell'assistenza non riguarda soltanto l'organizzazione sanitaria, ma anche la tutela dei diritti, dell'autonomia e della partecipazione sociale delle persone con disturbi mentali.
La transizione verso i servizi territoriali
Le nuove indicazioni sono rivolte ai responsabili dei sistemi sanitari e intendono accompagnare le diverse fasi della deistituzionalizzazione, tenendo conto delle risorse, della normativa e dell'organizzazione dei servizi di ciascun Paese.
L'Oms sottolinea che la riduzione dei posti letto nelle strutture psichiatriche deve procedere insieme allo sviluppo di servizi locali e di strumenti di sostegno. Tra questi figurano assistenza territoriale, soluzioni abitative, riabilitazione, supporto tra pari, istruzione, occupazione, tutela legale e sostegno alle famiglie.
La continuità assistenziale rappresenta un elemento centrale del percorso. Secondo l'Organizzazione, nessuna persona dovrebbe essere dimessa da una struttura senza la disponibilità di servizi e supporti adeguati nella comunità.
L'obiettivo non è quindi soltanto ridurre il ricorso al ricovero, ma creare condizioni che consentano alle persone di vivere in autonomia e partecipare alla vita sociale, con accesso all'assistenza sanitaria e ai servizi di protezione sociale.
L'esperienza dello Sri Lanka
Nell'intervento congiunto viene richiamata l'esperienza dello Sri Lanka, che negli ultimi vent'anni ha avviato una trasformazione del proprio sistema di salute mentale, passando da un modello centrato sulle istituzioni a una rete decentrata di servizi.
Oggi l'assistenza nel Paese viene erogata attraverso reparti e ambulatori negli ospedali generali, servizi territoriali, strutture intermedie di riabilitazione e ambulatori dedicati alla salute mentale dell'infanzia.
L'Oms presenta questa esperienza come un esempio di riorganizzazione realizzabile attraverso politiche nazionali e sviluppo progressivo dei servizi locali.
Il coinvolgimento delle persone assistite
Le nuove indicazioni richiamano anche la necessità di coinvolgere direttamente le persone con esperienza di disturbi mentali nella progettazione delle politiche e dei servizi.
Secondo l'Oms, la deistituzionalizzazione richiede il contributo dei professionisti sanitari, delle persone assistite, delle famiglie e delle comunità. Le modalità di attuazione devono essere adattate ai diversi contesti nazionali, individuando interventi concretamente realizzabili.
L'Organizzazione invita governi e sistemi sanitari e sociali a considerare prioritario questo percorso, garantendo che la transizione avvenga attraverso il rafforzamento dell'assistenza e non attraverso la sola riduzione delle strutture esistenti.
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