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06 Ottobre 2026Aceti: la spesa sanitaria cresce in valore assoluto ma dal 2027 scende al 6,3% del Pil

Il Documento programmatico di finanza pubblica 2026 non chiarisce quali risorse saranno disponibili per sostenere la sanità dopo la conclusione del Pnrr. A sollevare la questione è Tonino Aceti, presidente di Salutequità, che indica nella prossima legge di Bilancio il passaggio decisivo per definire il finanziamento del Servizio sanitario nazionale dal 2027.
«Ci si aspettava di più, sia in termini di valori di spesa sanitaria pubblica sul Pil, sia dal punto di vista della chiarezza delle indicazioni rispetto al finanziamento», afferma Aceti. Secondo il presidente di Salutequità, mancano soprattutto indicazioni sul finanziamento della sanità nella fase successiva al Pnrr.
Il rischio indicato riguarda anche l’assistenza domiciliare. «Dal prossimo anno, se la prossima legge di Bilancio non mette i soldi per garantire la prosecuzione di tutti gli investimenti fatti – sostiene Aceti – ritorneremo, ad esempio, sull’assistenza domiciliare a livelli che non possiamo più permetterci in un Paese che invecchia», con una popolazione caratterizzata da cronicità e fragilità.
Salutequità richiama anche l’andamento della spesa sanitaria rispetto al Pil. Il Dpfp indica un aumento della spesa in valori assoluti, mentre la sua incidenza sul Pil scende dal 6,4% del 2026 al 6,3%. Per Aceti il dato fotografa il livello di investimento previsto per il servizio sanitario pubblico.
Un secondo elemento riguarda la distinzione tra spesa sanitaria e finanziamento del Ssn. «Il finanziamento e la spesa sono due cose differenti», sottolinea Aceti. Secondo il presidente di Salutequità, i dati mostrerebbero una nuova distanza tra le risorse messe a disposizione e quelle effettivamente spese, con possibili conseguenze sull’equilibrio del sistema.
Le risposte, secondo Salutequità, dovranno quindi arrivare dalla legge di Bilancio. Aceti richiama a questo proposito l’ultimo rapporto sulle tendenze della Ragioneria generale dello Stato, secondo il quale, nella lettura proposta da Salutequità, per sostenere la sanità nella fase successiva al Pnrr sarebbero necessari almeno 1,3 miliardi di euro aggiuntivi ogni anno.
«Le risposte dovranno essere robuste», conclude Aceti, rilevando che il Dpfp non fornisce indicazioni su queste ulteriori risorse.
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