Spesa Farmaceutica
26 Novembre 2024Nel primo semestre 2024 la spesa farmaceutica per acquisti diretti, composta soprattutto da medicinali a dispensazione ospedaliera, in Italia è stata di 7,687 miliardi di euro, pari all'11,59% del Fondo sanitario nazionale

Nel primo semestre 2024 la spesa farmaceutica per acquisti diretti, composta soprattutto da medicinali a dispensazione ospedaliera, in Italia è stata di 7,687 miliardi di euro, pari all'11,59% del Fondo sanitario nazionale. In valori assoluti lo scostamento rispetto al tetto di spesa programmato è di 2,181 miliardi, emerge dal Monitoraggio Aifa della spesa farmaceutica nazionale e regionale per il periodo gennaio-giugno.
La spesa per i farmaci innovativi - riporta sul suo sito l'Agenzia italiana del farmaco - sale del 20,9% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, attestandosi a 502 milioni, mentre cala del 9,9% la spesa per i medicinali di fascia C acquistati dalle Regioni, pari a 389 milioni. Si attesta a 296 milioni, sotto il tetto di spesa programmato, la spesa per la farmaceutica convenzionata (medicinali distribuiti dalle farmacie), che al netto del payback cresce dello 0,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, per effetto anche del nuovo criterio di remunerazione delle farmacie introdotto dalla Finanziaria 2024. È invece pari a 545 milioni la quota di compartecipazione alla spesa da parte dei cittadini per il pagamento del differenziale di prezzo tra i medicinali generici (meno costosi) e gli originator.
"L'andamento della spesa per acquisti diretti non deve sorprendere, visto che già lo scorso anno nel primo semestre si era registrato uno scostamento del 10,88% rispetto al tetto di spesa programmato, inferiore di appena lo 0,6% rispetto a quello registratosi in questa prima metà dell'anno - commenta il presidente dell'Aifa, Robert Nisticò - L'incremento di spesa, come nei precedenti monitoraggi, risente soprattutto della crescita di quella per i farmaci oncologici a uso ospedaliero. L'Aifa - sottolinea il presidente - utilizza tutti gli strumenti a sua disposizione per il controllo della spesa, a cominciare dalla contrattazione dei prezzi, tra i più bassi d'Europa, per finire con le complesse procedure di ripiano in base al meccanismo del payback, che porteranno quest'anno nelle casse dello Stato circa 2 miliardi di euro. Ma è chiaro che la spesa per gli acquisti diretti è condizionata anche dall'assegnazione dei budget nelle singole aziende ospedaliere e dai controlli sulle prescrizioni. Quello a cui stiamo assistendo in Italia - precisa Nisticò - è un andamento che non si discosta dalla crescita registrata in tutti i Paesi avanzati, perché la ricerca corre veloce, ma ha un costo. Così come incide l'invecchiamento della popolazione, che va di pari passo con l'accrescimento dei bisogni assistenziali. Ciò non toglie che, come dimostrano i dati del nostro Rapporto OsMed da poco pubblicato, ci sia ancora da lavorare in termini di appropriatezza e aderenza alle terapie".
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