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29 Giugno 2023

Alcol, in Italia 7,7 mln di consumatori. La relazione del ministro Schillaci

Nel 2021 in Italia il 20% degli uomini e l'8,7% delle donne di età superiore a 11 anni, per un totale di oltre 7,7 milioni di cittadini (5,25 mln maschi e 2,45 mln femmine) sono da considerarsi consumatori di alcol a rischio, in quanto hanno superato il consumo giornaliero di 24 grammi al giorno (2 unità) per l'uomo adulto e 12 grammi (1 unità) per le donne adulte


Nel 2021 in Italia il 20% degli uomini e l'8,7% delle donne di età superiore a 11 anni, per un totale di oltre 7,7 milioni di cittadini (5,25 mln maschi e 2,45 mln femmine) sono da considerarsi consumatori di alcol a rischio, in quanto hanno superato il consumo giornaliero di 24 grammi al giorno (2 unità) per l'uomo adulto e 12 grammi (1 unità) per le donne adulte e gli anziani di entrambi i sessi. Sono alcuni dati contenuti nella Relazione al Parlamento in materia di alcol e problemi alcol correlati, trasmessa dal ministro della Salute, Orazio Schillaci.

I dati Istat riferiti al 2021 mostrano, rispetto all'anno precedente -si legge nella Relazione - un consumo stabile di alcol (66,4% nel 2020 e 66,3% nel 2021), mentre si riduce il consumo giornaliero (20,6% nel 2020 e 19,4% nel 2021) e quello fuori pasto (31,7% nel 2020 e 30,7% nel 2021). Risulta, invece, in aumento il consumo occasionale (45,7% nel 2020 e 46,9% nel 2021). Negli ultimi 10 anni si continua a registrare la tendenza del progressivo incremento della quota di donne consumatrici di bevande alcoliche che, per il consumo occasionale, passano dal 38,4% al 45,1%, e per il consumo fuori pasto passano dal 16% al 21,7%.

Nel tempo si assiste anche a sensibili cambiamenti, in tutte le classi di età, nel tipo di bevande consumate. Il consumo esclusivo di vino e birra diminuisce in quasi tutte le fasce di età, mentre aumenta l'abitudine a consumare altri alcolici insieme al vino e alla birra, specialmente tra le donne di 45 anni e più. Il consumo di alcol è più marcato nel Centro-Nord, soprattutto tra i maschi. E anche il tipo di bevanda alcolica di uso prevalente ha una variabilità 'geografica': il vino è utilizzato in genere più frequentemente al Nord mentre la birra e i superalcolici al Sud. E ancora: la quota di consumatori di bevande alcoliche aumenta al crescere del titolo di studio conseguito: ciò avviene soprattutto per le donne e, in particolare, in relazione al consumo fuori pasto. Andamento inverso ha, invece, il consumo quotidiano che risulta crescente al diminuire del titolo di studio, soprattutto gli uomini.

TAG: ALCOOL, SANITà GOVERNO

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