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Acque reflue

13 Ottobre 2026

Acque reflue, l'industria dei generici chiede di rivedere gli oneri sui farmaci

Medicines for Europe sollecita i ministri dell'Ambiente dell'UE a riesaminare il sistema di responsabilità estesa del produttore previsto dalla direttiva sulle acque reflue urbane


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Medicines for Europe chiede ai ministri dell'Ambiente dell'Unione europea di riconsiderare il sistema di responsabilità estesa del produttore previsto dalla direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane, alla luce delle questioni scientifiche e giuridiche sollevate nei mesi scorsi. L'associazione, che rappresenta le industrie europee dei farmaci equivalenti, biosimilari e a valore aggiunto, ha ribadito la propria posizione in un comunicato, mentre gli Stati membri procedono verso il recepimento nazionale della direttiva.

Al centro delle contestazioni figura il meccanismo di responsabilità estesa del produttore, che prevede il contributo dei settori farmaceutico e cosmetico ai costi dei trattamenti destinati alla rimozione dei microinquinanti dalle acque reflue urbane.

L'associazione invita i governi a seguire l'esempio dei Paesi Bassi, che, secondo quanto riferito nel comunicato, hanno proposto di recepire la direttiva senza attuare, in questa fase, l'articolo 9 e l'allegato III, in attesa di chiarimenti sulle questioni ancora aperte.

Medicines for Europe richiama innanzitutto la posizione espressa dal Parlamento europeo a giugno, quando è stata chiesta una nuova valutazione d'impatto che consideri anche le basi scientifiche della direttiva e le possibili conseguenze sulla disponibilità e sull'accessibilità economica dei medicinali.

Un secondo elemento riguarda le conclusioni presentate a settembre dall'avvocata generale Juliane Kokott alla Corte di giustizia dell'Unione europea. Secondo quanto riportato dall'associazione, Kokott ha raccomandato l'annullamento dell'articolo 9, paragrafo 1, lettera a), e dell'allegato III della direttiva, rilevando carenze nelle evidenze scientifiche utilizzate per individuare i settori farmaceutico e cosmetico come destinatari del meccanismo.

Le conclusioni dell'avvocata generale costituiscono una proposta di soluzione giuridica e non una decisione definitiva della Corte.

L'associazione cita inoltre diversi studi scientifici sulla presenza di microinquinanti nelle acque reflue. Le ricerche richiamate documentano la varietà delle sostanze rilevate, tra cui pesticidi, composti industriali, sostanze perfluoroalchiliche e medicinali. Secondo Medicines for Europe, questi risultati mettono in discussione le ipotesi utilizzate dalla Commissione europea per attribuire ai settori farmaceutico e cosmetico una quota compresa tra l'80% e il 100% degli oneri previsti dal sistema di responsabilità estesa del produttore.

Medicines for Europe chiede quindi una revisione del quadro di finanziamento, basata su criteri scientificamente giustificati e proporzionati. Tra le possibilità indicate figura anche l'esame di modelli alternativi, come quello svizzero.

L'associazione collega la richiesta agli obiettivi europei di rafforzamento della base industriale, riduzione degli oneri regolatori e miglioramento della disponibilità dei medicinali. A suo giudizio, l'applicazione dell'attuale sistema potrebbe avere conseguenze non intenzionali sui prezzi e sulla disponibilità dei farmaci, sull'assistenza ai pazienti e sulla competitività dell'industria farmaceutica europea.

Per questo Medicines for Europe sollecita i ministri dell'Ambiente a chiedere alla Commissione europea e agli Stati membri di affrontare le questioni scientifiche e giuridiche ancora aperte prima di procedere con l'attuazione del meccanismo nella sua forma attuale.

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