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Ingegneri clinici

19 Giugno 2025

Innovazione, l’ingegneria clinica rilancia su Ia e sostenibilità

Si è chiuso il 25° Convegno nazionale dell’Associazione Italiana Ingegneri Clinici, che ha visto oltre 2.500 partecipanti tra esperti, istituzioni, accademici e aziende confrontarsi sul ruolo delle tecnologie sanitarie in chiave di sostenibilità ambientale e innovazione digitale


direttivo AIIC chiusura convegno

Si è chiuso il 25° Convegno nazionale dell’Associazione Italiana Ingegneri Clinici (AIIC), che ha visto oltre 2.500 partecipanti tra esperti, istituzioni, accademici e aziende confrontarsi sul ruolo delle tecnologie sanitarie in chiave di sostenibilità ambientale e innovazione digitale. Al centro dei lavori, due assi tematici principali: intelligenza artificiale e sanità green.

“Il nostro convegno si conferma un punto di riferimento per l’innovazione tecnologica in sanità”, ha dichiarato Lorenzo Leogrande, presidente del comitato organizzatore, sottolineando la partecipazione qualificata e l’interesse crescente da parte del sistema industriale. Il presidente AIIC, Umberto Nocco, ha ribadito l’impegno dell’associazione a promuovere competenze, responsabilità e dialogo con tutti gli attori della sanità pubblica e privata. L’edizione 2026 si terrà a Torino.

Tra i temi affrontati, l’urgenza di ridurre l’impatto ambientale delle tecnologie sanitarie è emersa in modo trasversale. “La sostenibilità nei contesti assistenziali è ancora un percorso agli inizi – ha osservato Leogrande – ma sono molti gli ambiti su cui è possibile intervenire, anche con il supporto delle società scientifiche”. In quest’ottica si è discusso di riutilizzo delle tecnologie mediche, secondo un approccio strategico e non residuale.

“Il mercato del second hand è in espansione – ha ricordato Carmelo Minniti – e può diventare un’opportunità per l’accessibilità e la sostenibilità”. Su questo fronte, è stata proposta la creazione di un’Agenzia nazionale per la gestione del riuso tecnologico, come indicato da Federico Lega (Università di Milano). Al tema si collega anche il “Right to Repair”, diritto alla riparazione, rivendicato da AIIC come strumento per difendere autonomia e sicurezza nella gestione del ciclo di vita dei dispositivi.

Sul piano digitale, l’interoperabilità dei medical device è stata indicata come sfida cruciale. “Il dato è il vero oro della sanità moderna – ha spiegato Gianluca Giaconia – ma resta un ritardo da colmare sia nella formazione degli ingegneri clinici che negli standard industriali”.

Tra i progetti presentati: il sistema di telestroke dell’Asl di Salerno, il progetto Metacare (Asl 3 Nuoro) sul metaverso per la sanità territoriale e Ted, l’intelligent doctor dell’Università di Salerno. Spazio anche alle applicazioni in stampa 3D con il 3D Innovation Hub dell’IRCCS Humanitas di Milano.

Il contributo del settore produttivo è stato centrale anche grazie al Premio Innovazione AIIC, che ha premiato i progetti di Moviebell (sanità digitale e AI), Medtronic (diagnostica e riabilitazione), Native Digital (supporto ai processi), e gli stand più interattivi di Ge, Philips, Asp, AbMedica, Olympus e Altamed.

Nel corso della plenaria, Fabio Faltoni, presidente di Confindustria Dispositivi Medici, ha lanciato un appello: “Il nostro settore ha implicazioni etiche e cliniche troppo rilevanti per restare prigioniero di regole inadeguate. Serve un cambio di passo, soprattutto a livello europeo. L’innovazione va accompagnata, non rincorsa”.

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