Login con

SPECIALI


Progetto Beat

18 Dicembre 2025

Cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva, Limongelli: Reti dedicate e criteri uniformi per garantire diagnosi tempestive

Il documento Beat, edito Edra, propone un modello organizzativo multidisciplinare per superare le disomogeneità territoriali. Il cardiologo della Vanvitelli: “Patologia tutt’altro che rara, ora servono centri strutturati e percorsi omogenei”


Progetto senza titolo   2025 11 26T161333.307

“Oggi abbiamo conoscenze, tecnologie e terapie che stanno rivoluzionando la gestione della cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva, ma senza una rete organizzata continueremo ad avere ritardi diagnostici e accessi diseguali alle cure”. Così Giuseppe Limongelli, Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, introduce il progetto BEat – Percorsi di riflessione e confronto sulla gestione del paziente con cardiomiopatia, di cui è membro del Board scientifico. La patologia, ricorda, è “caratterizzata dall’ingrandimento del cuore in larga parte dovuto a cause genetiche” e per anni è rimasta appannaggio di pochi centri esperti. “Oggi però lo scenario è cambiato: conosciamo meglio le basi genetiche, abbiamo a disposizione tecniche di multi-imaging e terapie mirate che richiedono un’organizzazione diversa”. Il nodo principale resta la diagnosi tardiva: “Il ritardo può superare l’anno e talvolta arrivare a 3-4 anni. Per abbatterlo serve formazione: ai cardiologi non esperti, ma anche ai medici di medicina generale, che spesso sono i primi a intercettare i segnali d’allarme”.



A questo si affianca la necessità di potenziare l’offerta di genetica clinica e molecolare e di costruire centri di riferimento multidisciplinari, con un ruolo strutturale dei genetisti e degli specialisti dell’imaging avanzato. Nel documento Beat, edito Edra, vengono identificati questi pilastri come base di una programmazione sanitaria omogenea sulle cardiomiopatie. Limongelli insiste: “Le nuove terapie richiedono centri preparati e sostenuti dalle Regioni, capaci non solo di prescriverle, ma di seguire i pazienti nel lungo periodo con un follow-up strutturato”. La cardiomiopatia ipertrofica, pur non essendo tecnicamente una malattia rara, “ha tutte le caratteristiche delle rare: ritardo diagnostico, complessità, necessità di un approccio multidisciplinare, pochi centri specialistici”. Per questo, secondo il Board, serve un modello simile alle reti delle malattie rare: “Le Regioni devono identificare i centri di riferimento con criteri basati sull’expertise, garantendo allo stesso tempo copertura territoriale e percorsi condivisi”. Il modello proposto è quello hub & spoke, con un nucleo iniziale di centri hub collegati a centri spoke che, grazie alla formazione, possano crescere fino a diventare nuovi centri di expertise. “Servono ambulatori multidisciplinari, competenze di imaging e genetica e la capacità di prescrivere farmaci che richiedono grande precisione e un follow-up dedicato”. Le terapie innovative, integrate in una rete così strutturata, possono diventare “un vero driver di equità e di Value-Based Care”, garantendo accesso omogeneo indipendentemente dalla Regione.

Il progetto BEat può, secondo Limongelli, diventare uno strumento concreto per ridurre le disparità territoriali: “Può aiutare le Regioni e le istituzioni ad adottare criteri omogenei, superando le barriere che oggi ostacolano diagnosi tempestive e accesso alle terapie”. La sfida adesso è trasformare questa architettura in realtà: “Serve una governance nazionale che definisca criteri condivisi per i centri di expertise, garantisca percorsi uniformi e riduca le disuguaglianze regionali. Il coinvolgimento attivo delle istituzioni, delle società scientifiche e delle associazioni dei pazienti sarà decisivo”. Solo così, conclude, ogni persona con cardiomiopatia “potrà avere le stesse opportunità di cura, indipendentemente da dove risiede, oggi e nel lungo periodo”.


18/12/2025

Progetto Beat
Cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva, nasce il documento BEat per definire un modello nazionale di presa in carico
È stato pubblicato il documento del progetto BEat che identifica tra i...

Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:

Seguici su Youtube! Seguici su Linkedin! Segui il nostro Podcast su Spotify!

Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!

 
Resta aggiornato con noi!

La tua risorsa per news mediche, riferimenti clinici e formazione.

 Dichiaro di aver letto e accetto le condizioni di privacy

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)

Top