Hiv
29 Novembre 2024La Giornata Mondiale contro l’AIDS, celebrata il 1° dicembre di ogni anno, rappresenta un'occasione fondamentale per accrescere la consapevolezza sul virus dell'immunodeficienza umana (HIV) e per promuovere la solidarietà globale nella lotta contro questa pandemia

La Giornata Mondiale contro l’AIDS, celebrata il 1° dicembre di ogni anno, rappresenta un'occasione fondamentale per accrescere la consapevolezza sul virus dell'immunodeficienza umana (HIV) e per promuovere la solidarietà globale nella lotta contro questa pandemia. Nonostante i progressi significativi compiuti negli ultimi quarant'anni, l'HIV continua a essere una sfida importante per la salute pubblica mondiale. In Italia, l’incidenza delle nuove diagnosi di HIV ha subìto un progressivo aumento dal 2020 in poi1.
In base ai dati riportati sull'ultimo bollettino dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS), in Italia nel 2023 l’incidenza (casi/popolazione) delle nuove diagnosi HIV è aumentata rispetto al 20221.
Il numero complessivo di persone che vive con l’infezione da HIV in Italia è stato stimato intorno a 140.000 (120.000-160.000) con tasso di prevalenza pari a 0,2% per 100 residenti.1 Nel 2023 in Italia sono state segnalate 2.349 nuove diagnosi di infezione da HIV, pari a 4,0 nuovi casi per 100.000 residenti.1 Questo tasso pone l'Italia al di sotto della media dei Paesi dell'Europa occidentale e dell'Unione Europea, che registrano 6,2 nuove diagnosi per 100.000 residenti. Inoltre, nel 2023 sono state notificate 532 nuove diagnosi di AIDS, pari a un'incidenza di 0,9 nuovi casi per 100.000 residenti.1 A livello globale, nel 2023, circa 630.000 persone sono decedute a causa di malattie legate all'AIDS, una diminuzione significativa rispetto ai 2 milioni di decessi del 2005 e 1,3 milioni del 2010.2 Questi dati riflettono i progressi nella prevenzione e nel trattamento, ma sottolineano anche la necessità di continuare a focalizzarsi sulla gestione efficace dell'HIV.
Per rispondere ai bisogni non ancora soddisfatti delle persone che vivono con HIV e per dedicare più tempo al dialogo medico-paziente, nasce VHIVIAN, campagna di comunicazione promossa da ViiV Healthcare in collaborazione con Edra S.p.A.
VHIVIAN è rappresentata dalla pianta Aglaonema Pink, che simboleggia la necessità di attenzioni appropriate e specifiche, analogamente al consulto tra lo specialista e la persona con HIV. Le piante, simboli di crescita e rigenerazione, richiamano la possibilità per le persone con HIV non solo di vivere una vita attiva senza limitazioni, ma anche di migliorare la propria qualità di vita attraverso un approccio personalizzato e centrato sulla persona.
Secondo la prof.ssa Antonella Castagna, dell'IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, «ogni visita con il paziente rappresenta l’occasione per definire se il regime terapeutico che la persona con HIV sta assumendo è - per lui o lei - adeguato, con uno sguardo attento al suo stile di vita». Anche il prof. Andrea Gori, dell'Ospedale L. Sacco di Milano, sottolinea la necessità di un percorso personalizzato: «grazie alla più ampia disponibilità di farmaci antiretrovirali e opzioni terapeutiche altamente efficaci, oggi in Italia l’HIV può essere considerata una malattia cronica. Nel trattamento delle cronicità, il colloquio medico-paziente risulta centrale nella definizione della cura tramite l’ascolto e la comprensione dei bisogni».
Un aspetto cruciale è l’aderenza ovvero la capacità del paziente di seguire tutte le raccomandazioni del medico riguardo alla terapia prescritta, inclusi orario, dose e frequenza.3 In particolare, l'aderenza alla terapia antiretrovirale (ART) è determinante per la soppressione virologica.4
I pazienti che si attengono attentamente alla loro terapia possono evitare la resistenza ai farmaci, rallentare la progressione dell’HIV e ridurre l’occorrenza di infezioni opportunistiche, oltre che della mortalità.4 Una soppressione virologica subottimale è infatti associata a esiti clinici peggiori.5 Non solo, la soppressione virologica è il caposaldo del concetto di “trattamento come prevenzione”, in quanto la non rilevabilità del virus della persona che vive con HIV impedisce di trasmetterlo per via sessuale.5 L’aderenza è stata associata con una migliore qualità della vita, della salute generale, della routine quotidiana, della vita sociale, della salute mentale, e con una conta di cellule CD4 più elevata.4
Le persone possono essere non aderenti a causa di diversi fattori, in genere correlati tra loro. 5 Una delle barriere principali all’aderenza all’ART è la complessità del regime terapeutico. 5 Altri fattori includono gli effetti indesiderati dei farmaci5 e percezioni negative sulla qualità delle cure ricevute.6
Una valutazione personalizzata dell'aderenza dovrebbe coinvolgere un approccio multidisciplinare, includendo medici, infermieri, farmacisti e, se necessario, psicologi o assistenti sociali.3 Una gestione efficace dell’HIV, infatti, deve tenere conto anche della presenza di barriere sociali come lo stigma, la solitudine, eventuali problemi abitativi, e la violenza personale, che possono contribuire a una riduzione dell’aderenza alla terapia.7
Le strategie per migliorare l'aderenza possono includere: utilizzo di promemoria (dispositivi come sveglie o app per smartphone); 3 miglioramento della comunicazione medico-paziente (instaurare un rapporto di fiducia e comprensione); 3 regimi terapeutici semplificati ( ad esempio, l’assunzione di una sola compressa al giorno o iniezioni di farmaci a lunga durata d'azione).5 Il coinvolgimento attivo degli operatori sanitari e un supporto continuo possono avere un impatto significativo sull'aderenza e, di conseguenza, sulla qualità della vita delle persone con HIV.4
Utile anche il ricorso a materiali informativi per sdoganare le fake news.
Informarsi è proteggersi.
VERO
FALSO
La Giornata Mondiale contro l’AIDS ci ricorda che, nonostante i progressi compiuti, resta ancora molto da fare per sconfiggere l'epidemia. È fondamentale promuovere l'informazione corretta, combattere lo stigma e sostenere le persone che vivono con HIV attraverso un approccio centrato sul paziente. (https://www.rhivolution.it/).
Riferimenti bibliografici
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