Professioni sanitarie
24 Luglio 2026L’accordo in Conferenza Stato-Regioni consentirà al Ministero dell’Università di programmare gli accessi ai corsi di laurea sulla base delle indicazioni territoriali

Le Regioni e le Province autonome hanno indicato per l’anno accademico 2026-2027 un fabbisogno formativo nazionale di 20.842 medici chirurghi e 25.479 infermieri. I dati sono contenuti nell’accordo sancito il 23 luglio in Conferenza Stato-Regioni, che consentirà al Ministero dell’Università e della Ricerca di programmare gli accessi ai corsi di laurea.
La definizione dei fabbisogni è avvenuta attraverso un percorso condiviso con il Ministero della Salute e le Federazioni nazionali degli Ordini professionali. L’obiettivo indicato è garantire nel tempo la disponibilità delle competenze richieste dal Servizio sanitario nazionale.
La programmazione interessa l’intero sistema delle professioni sanitarie. Oltre a medici e infermieri, le Regioni hanno stimato la necessità di formare 1.599 odontoiatri, 1.733 medici veterinari, 1.500 farmacisti, 2.673 biologi, 469 chimici e 287 fisici.
Per i medici, il fabbisogno più elevato è stato indicato dalla Lombardia, con 3.152 professionisti. Seguono Sicilia con 2.400, Lazio con 2.300, Campania con 2.100 ed Emilia-Romagna con 1.800. Il Veneto ha indicato 1.050 medici, la Toscana 1.100 e il Piemonte 1.080.
Sul fronte infermieristico, la Lombardia ha stimato un fabbisogno di 3.500 professionisti. Il Veneto ne indica 3.000, il Lazio 2.500, la Campania 2.334, il Piemonte 2.300, la Sicilia 2.200 e l’Emilia-Romagna 2.000.
La Valle d’Aosta non ha indicato fabbisogni per la formazione dei medici e ha stimato la necessità di 30 infermieri. Le Province autonome di Trento e Bolzano hanno segnalato rispettivamente un fabbisogno di 80 e 300 medici e di 220 e 200 infermieri.
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