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Sanità privata

12 Ottobre 2026

Sanità privata, contratti fermi e personale verso il pubblico. AISI e COINA chiedono interventi

Al Gemelli il 54,9% dei professionisti intervistati si è già attivato per cambiare azienda. Le associazioni chiedono rinnovi e investimenti


Liste attesa waiting list sanita

La sanità privata rischia di perdere attrattività nei confronti dei professionisti sanitari, anche a causa dei ritardi nei rinnovi contrattuali e delle differenze retributive rispetto al pubblico. A segnalarlo sono l'Associazione imprese sanitarie indipendenti (AISI) e il Coordinamento infermieristico autonomo (COINA), che in due comunicati diffusi il 10 ottobre richiamano l'attenzione sulle condizioni di lavoro e sulle difficoltà nel trattenere personale qualificato.

Secondo i dati richiamati da AISI, circa 300.000 lavoratori della sanità privata accreditata e delle RSA sono coinvolti nelle vertenze per il rinnovo dei contratti collettivi. Il contratto AIOP-ARIS della sanità privata è fermo al 2018, mentre nelle RSA e in alcuni ambiti della riabilitazione le attese raggiungono circa 14 anni. Per alcune figure professionali, in particolare infermieristiche, il divario retributivo rispetto al pubblico può arrivare a 500 euro mensili, secondo stime sindacali.

«I segnali che arrivano dal mercato del lavoro meritano attenzione. Se una parte dei professionisti valuta il ritorno nel pubblico per ragioni economiche, contrattuali o di stabilità, dobbiamo rafforzare le condizioni che rendono attrattive le nostre strutture», afferma Karin Saccomanno, presidente nazionale AISI.

Non esiste ancora una rilevazione nazionale che quantifichi il passaggio dei professionisti dalla sanità privata al pubblico. L'associazione richiama tuttavia le segnalazioni raccolte in Piemonte e Lazio, dove rappresentanti delle strutture private hanno evidenziato difficoltà nel trattenere il personale, anche in relazione alla partecipazione ai concorsi pubblici.

Un riscontro delle intenzioni dei lavoratori arriva dal Policlinico universitario Agostino Gemelli IRCCS di Roma, dove un sondaggio anonimo promosso dal COINA ha coinvolto su base volontaria 266 professionisti, per l'83,5% infermieri. Il 54,9% dichiara di essersi già attivato per cambiare azienda e un ulteriore 31,6% di aver considerato questa possibilità negli ultimi sei mesi.

«L'eccellenza del Gemelli si costruisce ogni giorno grazie ai suoi professionisti, ma il prestigio dell'ospedale non può compensare il mancato riconoscimento economico e professionale», dichiara Marco Ceccarelli, segretario nazionale COINA. «Quando oltre la metà dei partecipanti a un sondaggio cerca concretamente un'altra occupazione, siamo davanti a un segnale che la Fondazione non può ignorare».

Il 94,7% degli intervistati indica il riconoscimento economico tra gli aspetti maggiormente carenti, il 95,9% si sente poco o per nulla valorizzato professionalmente e il 77,1% giudica gli organici inadeguati. Il 72,9% considera il carico di lavoro pesante o molto pesante.

Il sondaggio rileva inoltre che il 71,1% dei partecipanti intende sicuramente o probabilmente partecipare al prossimo concorso pubblico e il 57,5% preferirebbe lavorare nel Servizio sanitario regionale anche a parità di stipendio e distanza da casa. Secondo il COINA, al Gemelli il contratto di riferimento resta quello del 2019-2021, mentre nel pubblico il percorso di rinnovo riguarda il triennio 2025-2027.

«Il rinnovo deve tradursi in miglioramenti economici concreti, valorizzazione delle competenze e condizioni di lavoro sostenibili. Non possiamo continuare a perdere professionisti mentre il divario contrattuale rimane irrisolto», sottolinea Ceccarelli. Il sindacato chiede alla Fondazione l'apertura di un confronto immediato, un calendario negoziale con tempi certi e interventi verificabili sugli organici e sull'organizzazione del lavoro.

La questione contrattuale si inserisce in un quadro economico articolato. Secondo i dati dell'Area Studi Mediobanca richiamati da AISI, i 38 maggiori operatori della sanità privata italiana hanno registrato nel 2024 ricavi per 13,4 miliardi di euro, in crescita del 5,5% rispetto al 2023, e circa 102.000 addetti. Il margine operativo è però sceso al 3,6%, rispetto al 5,4% del 2019.

«I dati Mediobanca mostrano un settore economicamente rilevante, capace di crescere e generare occupazione, ma con margini operativi inferiori rispetto al periodo precedente alla pandemia», osserva Giovanni Onesti, direttore generale AISI. «L'aumento dei ricavi non coincide automaticamente con una maggiore disponibilità di risorse, soprattutto quando crescono i costi di gestione».

Per Onesti, la sostenibilità delle strutture accreditate è collegata anche all'adeguamento delle tariffe e dei budget, necessari per programmare investimenti nel personale, nelle tecnologie e nella qualità delle prestazioni.

La capacità di trattenere i professionisti dipende però anche dalle prospettive di crescita. «La sfida non è soltanto trovare personale qualificato, ma trattenerlo», afferma Fabio Vivaldi, segretario generale AISI, richiamando la necessità di garantire condizioni contrattuali adeguate, stabilità e riconoscimento delle competenze.

AISI individua quattro priorità: superare i ritardi contrattuali, garantire sostenibilità economica alle strutture, rafforzare la formazione specialistica e sviluppare percorsi di carriera. Il COINA sollecita invece un confronto con la direzione del Gemelli, accompagnato da proposte economiche concrete e dalla disponibilità di dati su dimissioni, assunzioni e posizioni rimaste scoperte.

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