Sanità integrativa
20 Ottobre 2026Il ministro propone di governare il ruolo della sanità integrativa senza modificare il carattere pubblico del Ssn

La sanità integrativa può rappresentare un'opportunità per sostenere il Servizio sanitario nazionale e contribuire alla riduzione delle liste d'attesa, purché il suo sviluppo sia governato e non escluda le categorie economicamente più fragili. È la posizione espressa dal ministro della Salute Orazio Schillaci il 20 ottobre, durante il Welfare Italia Forum 2026, organizzato da Unipol e Teha a Roma.
«La sanità integrativa può essere un'opportunità da governare e da non lasciare al caso ma questo non significa che vogliamo privatizzare la sanità. Qui nessuno vuole privatizzare nulla», ha dichiarato il ministro.
Schillaci ha richiamato alcuni dati sulla diffusione della sanità integrativa in Italia, affermando che interessa il 24% della popolazione, con una spesa media annua di 190 euro. Nel confronto con altri Paesi dell'Unione europea, ha citato valori del 75% della popolazione e di 260 euro annui di spesa media.
Secondo il ministro, le forme integrative possono contribuire ad affrontare alcune criticità del sistema, comprese le liste d'attesa, ma il loro sviluppo deve tenere conto delle condizioni economiche delle persone.
«L'unica cosa che mi preme è che sia rivolta a chi magari oggi ne è escluso come i disoccupati e le categorie più povere come pensionati e lavoratori precari», ha sottolineato Schillaci.
Nel suo intervento, il ministro ha collegato il tema della sostenibilità del Servizio sanitario nazionale anche all'invecchiamento della popolazione e alla necessità di rafforzare la prevenzione.
«Se vogliamo continuare a mantenere un sistema universalistico nel contesto di un Servizio sanitario nazionale che rappresenta l'infrastruttura più importante del Paese, dobbiamo puntare sulla prevenzione», ha dichiarato.
Schillaci ha affermato che circa tre quarti del Fondo sanitario nazionale vengono impiegati per curare e assistere le persone con più di 65 anni. Da qui, secondo il ministro, la necessità di investire per ridurre l'insorgenza delle malattie e contenere il fabbisogno di assistenza.
Il ministro ha ricordato gli investimenti sulla prevenzione previsti dalla precedente legge di Bilancio, confermando l'intenzione di proseguire su questa linea nella prossima manovra.
Nel quadro delineato da Schillaci, prevenzione e sanità integrativa rappresentano due ambiti sui quali intervenire per sostenere nel tempo il sistema pubblico e universalistico. Le dichiarazioni riportate non contengono tuttavia indicazioni su specifici provvedimenti normativi o nuovi strumenti di regolazione della sanità integrativa.
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