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09 Febbraio 2024

Linfoma non hodgkin, approvato in Italia anticorpo farmaco-coniugato Roche

L'Agenzia Italiana del Farmaco ha approvato polatuzumab in combinazione con rituximab, ciclofosfamide, doxorubicina e prednisone (R-CHP) per il trattamento di pazienti adulti con linfoma diffuso a grandi cellule B precedentemente non trattato con fattore di indice prognostico 3-5, da oggi disponibile e rimborsato anche in Italia


L'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha approvato polatuzumab in combinazione con rituximab, ciclofosfamide, doxorubicina e prednisone (R-CHP) per il trattamento di pazienti adulti con linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL) precedentemente non trattato con fattore di indice prognostico (IPI) 3-5, da oggi disponibile e rimborsato anche in Italia.
Se ne è parlato nel corso di una conferenza stampa organizzata da Roche che ha sottolineato come lo studio POLARIX ha dimostrato che polatuzumab in combinazione con R-CHP riduce il rischio di progressione della malattia, ricaduta o morte del 27% rispetto allo standard di cura, R-CHOP, con un profilo di sicurezza comparabile.
Il DLBCL rappresenta una forma aggressiva e complessa di malattia, costituendo la variante più diffusa di linfoma non Hodgkin in Italia (circa il 30% delle nuove diagnosi di linfoma non-Hodgkin).
Ogni anno, infatti, si contano oltre 500.000 nuove diagnosi a livello mondiale e circa 13.200 in Italia e le opzioni terapeutiche negli ultimi vent’anni hanno subito progressi limitati nell’ottimizzazione delle risposte per i pazienti con DLBCL non trattato precedentemente.
Sebbene una percentuale considerevole di pazienti risponda positivamente al trattamento iniziale, quasi il 40% non mostra risposta o sperimenta una ricaduta. Polatuzumab in combinazione con R-CHP è la prima terapia dopo circa 20 anni ad aver dimostrato, in uno studio clinico controllato e randomizzato di fase III con 879 pazienti arruolati, un beneficio significativo in termini di PFS (obiettivo primario dello studio) per il trattamento di prima linea del DLBCL.
"Oggi celebriamo un importante passo avanti nella lotta contro il linfoma diffuso a grandi cellule B", ha dichiarato il Professor Maurizio Martelli, Professore Ordinario e Direttore UOC Ematologia Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico Umberto I/ Università “Sapienza” - Roma. "Dopo quasi vent’anni dall'introduzione di nuove opzioni terapeutiche, la decisione dell’AIFA apre le porte a una nuova era di trattamento per i pazienti di recente diagnosi. La combinazione di polatuzumab e R-CHP rappresenta una nuova risorsa rispetto all'attuale terapia standard (R-CHOP) che potrebbe significativamente migliorare gli esiti e portare benefici tangibili a coloro che affrontano questo tipo di linfoma aggressivo. Come comunità scientifica, riconosciamo l'importanza dell’innovazione terapeutica, offrendo così una nuova prospettiva e contribuendo a migliorare la cura e la qualità di vita di molti pazienti affetti da linfoma diffuso a grandi cellule B”.



Sono più di 80 i paesi che hanno approvato la combinazione di polatuzumab con R-CHP per il trattamento di pazienti adulti con DLBCL precedentemente non trattato, compresi l'UE, il Regno Unito, il Giappone, il Canada, la Cina e da oggi anche l’Italia.

“L'approvazione da parte di AIFA di polatuzumab in combinazione con R-CHP rappresenta una svolta significativa per i pazienti italiani affetti da linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL). Questa terapia, la prima approvata negli ultimi 20 anni, offre una nuova prospettiva di trattamento, dimostrando una riduzione del rischio di progressione del 27% rispetto allo standard di cura.” dichiara Federico Pantellini, Medical Affairs Chapter Lead Roche Pharma. La sua efficacia potrebbe non solo migliorare gli esiti clinici, ma anche ridurre la necessità di terapie successive, contribuendo così alla sostenibilità del sistema sanitario. La decisione dell'AIFA apre le porte a una nuova era di cure per i pazienti di recente diagnosi, offrendo una speranza concreta e migliorando la qualità di vita.”



TAG: TUMORI

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