Alzheimer
06 Febbraio 2024Biogen ha annunciato di voler riorientare le sue risorse nel settore dell'Alzheimer, portando avanti solo la ricerca su lecanemab il primo trattamento anti-beta-amiloide approvato dalla FDA negli Stati Uniti, accelerando lo sviluppo di nuove modalità di trattamento, e interrompendo lo sviluppo e la commercializzazione di aducanumab che aveva ricevuto un’approvazione accelerata
Biogen ha annunciato di voler riorientare le sue risorse nel settore dell'Alzheimer, portando avanti solo la ricerca su lecanemab (Leqembi) il primo trattamento anti-beta-amiloide approvato dalla FDA negli Stati Uniti, accelerando lo sviluppo di nuove modalità di trattamento, e interrompendo lo sviluppo e la commercializzazione di aducanumab (Aduhelm) che aveva invece ricevuto un’approvazione accelerata. Una decisione spiega una nota pubblicata sul sito dell’azienda nei giorni scorsi, non legata a sicurezza o efficacia ma a una revisione strategica degli sforzi di ricerca e sviluppo, avviata a gennaio 2023, che include anche la ricerca di potenziali partner o finanziamenti esterni per aducanumab.
“In qualità di pioniere nella malattia di Alzheimer, Biogen sta ridefinendo le priorità delle risorse per costruire un franchising leader in grado di affrontare le molteplici patologie della malattia e le esigenze dei pazienti. Intendiamo portare avanti ulteriormente il lancio di Leqembi, insieme a Eisai, e continuare a sostenere l’innovazione con lo sviluppo di altri asset nella nostra pipeline”, ha affermato Christopher A. Viehbacher, Presidente e Amministratore delegato di Biogen. “Nella ricerca di nuovi farmaci, una svolta può costituire la base che innesca lo sviluppo di farmaci futuri. Aduhelm è stata quella scoperta rivoluzionaria che ha aperto la strada a una nuova classe di farmaci e ha rinvigorito gli investimenti nel settore”.
Aducanumab, che aveva ricevuto l'approvazione accelerata da parte della Food and Drug Administration statunitense nel giugno 2021, è stato reso disponibile per le persone con l'Alzheimer negli Stati Uniti, ma non è stato approvato per l'uso in Europa e nel Regno Unito dopo che l'Agenzia europea per i medicinali (EMA), ha rifiutato di concedere la licenza. Per l’Ema i risultati degli studi clinici erano contrastanti e, nel complesso, non hanno dimostrato che il farmaco fosse efficace nel trattamento delle persone affette da malattia di Alzheimer in fase iniziale. Inoltre, è stata sollevata la preoccupazione che gli studi non dimostrassero che il medicinale fosse sufficientemente sicuro. A fare il punto sulla gestione dei pazienti è l’associazione inglese “Alzheimer resarch UK for cure”.
“Un rappresentante di Biogen – riporta la responsabile della comunicazione dell’associazione - ha affermato che i pazienti che attualmente assumono aducanumab potranno continuare fino a novembre 2024. Ci sono circa 2.500 persone in tutto il mondo che assumono il farmaco, comprese 12 persone nel Regno Unito che sono attualmente arruolate nello studio Envision (lo studio su aducanumab che verrà interrotto, ndr.). Anche se il ritiro di aducanumab dal mercato può sembrare negativo, abbiamo visto in molte altre malattie che i farmaci di prima generazione vengono spesso sostituiti da successori più efficaci - ha affermato Puckering. - Lecanemab, commercializzato negli Stati Uniti con il nome Leqembi, potrebbe essere disponibile per i pazienti che attualmente assumono aducanumab negli Stati Uniti. Lecanemab funziona in modo simile a aducanumab, ma studi clinici hanno dimostrato che è più efficace nel rallentare il declino cognitivo nelle persone con Alzheimer”.
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