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18 Luglio 2023

Medicina di genere, presentato progetto SeGeA per più equità

Diffondere l'applicazione della medicina di genere nel Servizio sanitario nazionale, come stabilito dall'articolo 3 della legge 3 del 2018, e promuovere un cambiamento culturale e professionale che consenta un accesso più equo e mirato alle cure sanitarie per ogni individuo


Medicina di genere, presentato progetto SeGeA per più equità

Diffondere l'applicazione della medicina di genere nel Servizio sanitario nazionale, come stabilito dall'articolo 3 della legge 3 del 2018, e promuovere un cambiamento culturale e professionale che consenta un accesso più equo e mirato alle cure sanitarie per ogni individuo. È con questo obiettivo che è stato presentato, in Senato, il progetto SeGeA, l'iniziativa promossa dalla Federazione nazionale degli Ordini TSRM e PSTRP. «Il progetto SeGeA ha messo in luce diversi ambiti di disparità di sesso e genere, su cui è fondamentale intervenire, in modo strutturato e non rimandando alla sensibilità di ognuno - è quanto ha sottolineato in apertura dei lavori Teresa Calandra, Presidente della FNO TSRM e PSTRP, che ha aggiunto che tutto quel che oggi sappiamo o che sapremo studiando questi fenomeni non può solo servire a capirli meglio, ma deve necessariamente essere utilizzato per prevenirli, usando questo sapere per progettare e realizzare interventi che ne prevengano o controllino le cause». «Promuovere tra le professioniste e i professionisti della sanità un approccio attento e sensibile all’impatto delle differenze di genere sullo stato di salute e di malattia di ogni persona è un obiettivo sempre più impellente. Per centrarlo servono competenze e formazione specifiche che il vostro progetto intende favorire», ha dichiarato il ministro della Salute Orazio Schillaci.

La legge, promossa e firmata dal già Ministro della salute, Beatrice Lorenzin, ha sancito l'importanza di considerare le differenze di genere nella pratica medica e di promuovere l'uguaglianza di accesso alle cure. Al convegno, proprio Lorenzin ha ribadito: «Siamo ancora molto indietro e la ricerca testimonia quello che noi già sappiamo: ci sono ancora degli scogli culturali molto grandi, c'è la consapevolezza, la percezione delle discriminazioni che le donne, che sono la maggioranza con circa l'80% del mondo sanitario, subiscono, sia in termini di carriera sia in termini di qualità professionale. I numeri ci dicono anche come questa percezione viene tradotta dal decisore politico, pensiamo alle commissioni, ai comitati, ai luoghi del potere del sistema sanitario ancora, purtroppo, prettamente maschili». «Non possiamo permetterci di rinunciare al prezioso insieme di idee, pensieri e contributi intellettuale delle donne, soprattutto quando rappresentano il 68% dei nostri professionisti. Questo evento rappresenta un'importante occasione per ribadire l'importanza di aver investito in questo progetto e per sottolineare il nostro impegno costante verso la promozione dell'uguaglianza di genere» è il commento di Giovanni De Biasi, membro del Comitato centrale della FNO TSRM e PSTRP con delega all'equità tra i generi che, insieme a Fulvia Signani, Presidente di Engendering Health (EngHea), ha presentato il progetto SeGeA.  Il progetto SeGeA, realizzato dalla FNO TSRM e PSTRP, in collaborazione con EngHea, si propone di promuovere un approccio di sesso e genere nelle professioni sanitarie attraverso l'implementazione di strategie basate su un solido razionale e un’articolata metodologia.

L’iniziativa ha previsto due momenti. «Una prima fase di indagine sui professionisti sanitari per comprendere quanto essi ritenessero importante conoscere i risvolti concettuali e pratici del tema, anche se gli stessi professionisti non erano ancora completamente alfabetizzati sulla questione. I risultati hanno consentito di porre le basi della seconda fase: un percorso formativo mirato a garantire la condivisione di un comune corpus teorico/pratico utile all’avvio della costruzione di una “comunità competente” sull’approccio» è il commento della Presidente Signani. Dall’indagine è emersa una visione stereotipica sul ruolo di genere, da parte sia di uomini che di donne. Dai dati infatti emergeva che uomini si riconoscevano complessivamente sia come “protettori delle donne” e “persone che hanno bisogno delle cure femminili”, sia come esseri “controllanti” le donne stesse. Queste ultime, a loro volta, si riconoscevano come “persone da proteggere” e “fragili”, ma anche critiche nei confronti delle altre donne che manifestano il desiderio di sovvertire l’ordine “naturale” delle cose. Questi aspetti, sommati a una dichiarata discriminazione percepita (da parte delle donne, più degli uomini), influenzano significativamente la soddisfazione sia professionale, sia personale. Una tavola rotonda con la partecipazione di esperti e rappresentanti di diverse Istituzioni ha chiuso l’evento, tra i partecipanti del dibattito finale Luca Busani, rappresentante del Centro di riferimento di medicina di genere dell'Istituto superiore di sanità (ISS), Flavia Franconi, Coordinatrice del laboratorio di medicina e farmacologia di genere del Consorzio interuniversitario INBB, Alessandra Gallone, Consigliere del Ministro dell'università e ricerca, Silvia Maffei, Medico ginecologa presso il CNR-Regione Toscana "G. Monasterio" di Pisa e membro del Consiglio direttivo di EngHea, Annamaria Moretti, Presidente nazionale del Gruppo italiano salute e genere (GISeG), Fulvia Signani, Presidente di EngHea e Teresa Calandra e Giovanni De Biasi, entrambi rappresentanti della FNO TSRM e PSTRP. 

TAG: DONNE

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