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16 Maggio 2023

Acquisizioni, R&S e digitalizzazione le leve per consolidare la crescita del settore farmaceutico. Il report

Il valore delle operazioni di fusione e acquisizione nel settore Life Sciences, è passato da 306 miliardi di dollari nel 2021 a 135 miliardi di dollari nel 2022, e nel 2023 è prevista una ripresa delle transazioni trainata da una maggiore concorrenza e della crescente domanda di prodotti farmaceutici multi-indicazione


Il valore delle operazioni di fusione e acquisizione (M&A) nel settore Life Sciences, rappresentato da farmaceutico, biotech e medtech, è passato da 306 miliardi di dollari nel 2021 a 135 miliardi di dollari nel 2022, e nel 2023 è prevista una ripresa delle transazioni trainata da una maggiore concorrenza e della crescente domanda di prodotti farmaceutici multi-indicazione. La forte crescita del settore principalmente dovuta alle dinamiche di domanda e risposta alla pandemia, può consolidarsi, la sfida è “confermare questo andamento attraverso leve come acquisizioni strategiche, dismissioni di asset ritenuti non necessari alla crescita, investimenti in R&D e potenziamento nell’adozione del digitale. È quanto emerge dal report “Life Sciences Global Outlook 2023” di Deloitte, che esplora i trend del settore e le principali aree di investimento che potrebbero consentire alle aziende di cogliere le opportunità e consolidare una crescita complessiva che per tutti i suoi comparti nel 2022 si stima valga 2,83 trilioni di dollari.

Tra le principali tendenze rintracciate spicca una evoluzione dei portafogli, frutto di operazioni di consolidamento nel settore. Dopo la flessione registrata in particolare nell’ultimo anno, nel 2023 si prevede un aumento del valore delle transazioni di fusione e acquisizione grazie ad una maggiore concorrenza e domanda di prodotti multi-indicazione. Il settore sta investendo maggiormente in R&D (91%), innovazione digitale (87%) e prodotti innovativi (95%), e vaccini e trattamenti di nuova generazione, come la terapia genica e cellulare, possono rappresentare nuovi flussi di entrate per i player del settore.
Le sfide per l’ambito ricerca e sviluppo (R&D), invece, riguarderanno l’accelerazione dei programmi di trasformazione digitale, i cambiamenti strategici e la riorganizzazione commerciale. Nonostante la rilevanza dell’innovazione nella R&D, il successo dell’attuale modello di R&D, che è ad alto rischio e costo, viene ostacolato da significative sfide finanziarie. Si pensi, ad esempio, alla decrescita dei tassi interni di rendimento per le attività in fase avanzata (dal 6,8% nel 2021 all'1,2% nel 2022), all’aumentare dei costi medi di sviluppo (+298 milioni di dollari nel 2022 rispetto al 2021), e al diminuire del picco di vendite medie previsto (da 500 milioni di dollari nel 2021 a 389 milioni di dollari nel 2022).

Le aziende del settore stanno inoltre adottando soluzioni trasformative per una pianificazione proattiva degli scenari e una mitigazione dei rischi. Questo si traduce, in termini di supply chain, in catene di approvvigionamento più flessibili e processi produttivi più snelli. Infatti, l’88% dei leader del settore ritiene che i problemi legati a produzione e capacità logistica siano le principali sfide da affrontare.
Resta, tuttavia, l’esigenza di far fronte alle politiche di rimborso farmaceutico e alle pressioni della concorrenza sul fronte prezzi e rimborsi, che portano le aziende del settore ad adottare tecniche di pricing dinamico. In tal senso, però, si mira anche a una iper-targetizzazione delle popolazioni di pazienti, specie per le malattie di nicchia, in modo da garantire un accesso equo ai trattamenti.

L’attenzione al paziente, inoltre, permette lo sviluppo di un ecosistema digitale incentrato sul cliente, alimentato da diagnostica decentralizzata, canali e soluzioni direct-to-consumer e raccolta di informazioni reali dai dispositivi “indossabili”.
La pandemia, però, ha anche aperto la strada a nuove sfide e opportunità, come la digitalizzazione. Se da una parte questo aspetto espone le società del settore a rischi come quelli connessi alla gestione dei dati, dall’altra costituisce uno dei maggiori stimoli al perseguimento di un efficientamento digitale, guidato dall’adozione di soluzioni come Software-as-a-Service, AI, Internet of Things, automazione, Blockchain, Data lake, Wearable, AR/VR e terapie digitali.
Infine, le organizzazioni del settore delle scienze della vita guardano con estrema attenzione a tematiche critiche come la disuguaglianza sanitaria e le iniziative ambientali, sociali e di governance. Le disuguaglianze sanitarie – che nell’Unione Europea si stima costino ogni anno circa l’1,4% del PIL – mettono a dura prova la forza lavoro e la produttività, creano problemi alla catena di approvvigionamento, influenzano le decisioni di acquisto dei consumatori e costano alle aziende del settore Life Sciences una notevole perdita di produttività all’anno. Affrontare con successo tali sfide potrebbe generare ritorni positivi in termini di produttività, crescita e vantaggio competitivo.

TAG: FARMACEUTICA

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