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Make RLT Reality

15 Febbraio 2024

La radioligand Therapy in Campania. Un tavolo di oncologi e medici di medicina nucleare a confronto con la Regione

Lo sviluppo della terapia con radio ligandi richiede che i sistemi regionali si adeguino all’incremento delle richieste. In Campania per fortuna l’Istituto Tumori Pascale e l’Azienda Sanitaria Federico II di Napoli possono somministrare le terapie con radioligandi, ma con l’incremento delle richieste legate alle nuove indicazioni occorrerà attivare altri centri


Lo sviluppo della terapia con radio ligandi richiede che i sistemi regionali si adeguino all’incremento delle richieste. In Campania per fortuna l’Istituto Tumori Pascale e l’Azienda Sanitaria Federico II di Napoli possono somministrare le terapie con radioligandi (RLT), ma con l’incremento delle richieste legate alle nuove indicazioni occorrerà attivare altri centri e potenziare gli esistenti. Il tavolo di oncologi e medici di medicina nucleare che si è riunito nei giorni scorsi a Napoli all’interno del progetto “Make RLT Reality”, realizzato da Advanced Accelerator Applications – AdAcAp, azienda parte del Gruppo Novartis, in collaborazione con Edra S.p.A auspica che in Regione avvenga questo adattamento tecnico e strutturale al fine di assicurare le terapie a tutti i pazienti che ne avranno bisogno.

La RLT necessita di essere somministrata in centri specificatamente autorizzati a livello ministeriale e regionale richiedendo un assetto organizzativo, tecnologico e infrastrutturale appropriato. Il tavolo di oncologi e medici nucleari presenterà alla Regione Campania un documento che porti alla luce l’attuale dotazione delle medicine nucleari e l’auspicabile adeguamento strutturale ed organizzativo che i centri ospedalieri regionali dovranno implementare per attivarsi. La RLT, infatti, sta aprendo nuovi orizzonti nella cura dei tumori, non solo neuroendocrini, ma anche del carcinoma prostatico, con un conseguente aumento dei pazienti oncologici che potrebbero accedere a queste terapie già a partire da quest’anno.

Oggi, a livello nazionale, si stima che meno del 40% dei pazienti candidabili possa avere accesso al trattamento con radioligandi. L’ Italia è dotata complessivamente di 35 Unità di Medicina Nucleare attive nella somministrazione della terapia e altre 13 che si trovano in corso di attivazione. Un elemento di criticità risiede nella distribuzione dei centri attualmente attivi fra le regioni. Ciò comporta in Italia una situazione di grande disomogeneità territoriale nella distribuzione delle strutture, concentrate soprattutto nelle regioni del nord, con conseguente allungamento delle liste d’ attesa, una grande mobilità sanitaria e, nei casi più estremi, l’impossibilità per i pazienti di accedere a terapie potenzialmente disease-changing.

All’incontro hanno partecipato: Michela Aurilio, Dirigente Farmacista, IRCCS Istituto Nazionale Tumori Fondazione Pascale di Napoli, Anna Borrelli, Direttore Sanitario Policlinico Universitario Federico II di Napoli, Fabrizio Capuano, Coordinatore FAVO Campania e Membro comitato esecutivo della Federazione, Mara Catalano, Direttore Medicina Nucleare AORN Cardarelli, Napoli, Adriano Cristinziano, Direttore Farmacia AORN Ospedali Dei Colli -Riferimento PTR Regione Campania, Maria Luisa De Rimini, Direttore UOC Medicina Nucleare, AORN Ospedali dei Colli – Monaldi di Napoli, Michele Klain, Responsabile UOS Terapia semplice con Radioligandi Policlinico Universitario Federico II di Napoli, Secondo Lastoria, Direttore S.C. Medicina Nucleare e Terapia Metabolica Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione Pascale di Napoli, Piera Maiolino, Direttore UOC Farmacia, Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione Pascale di Napoli, Sandro Pignata, Direttore S.C. Oncologia Clinica Sperimentale Uro-Ginecologica, Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione Pascale di Napoli, Marco Spadafora, Direttore Medicina Nucleare Ospedale Del Mare di Napoli, e Paola Varrella, Direttore Facente Funzione UOC Medicina Nucleare AORN Moscati di  Avellino.

“A breve il numero dei pazienti con tumore alla prostata candidabili alla terapia con radioligandi supererà la capacità di presa in carico del sistema sanitario nazionale (SSN)– ha detto Sandro Pignata, Direttore S.C. Oncologia Clinica Sperimentale Uro-Ginecologica, Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione Pascale di Napoli – La Regione Campania ha l’opportunità di migliorare e rendere più efficienti le unità di medicina nucleare presenti, in vista dell’evoluzione della situazione clinica dei prossimi anni. La Rete Oncologica Campana è basata sui Gruppi Oncologici Multidisciplinari (GOM), che includono anche il medico nucleare e che hanno la possibilità di selezionare i casi e garantire l’appropriatezza delle prescrizioni di terapie a base di radioligandi.

Secondo Lastoria,
Direttore S.C. Medicina Nucleare e Terapia Metabolica Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione Pascale di Napoli ha sottolineato come: “Grazie ad una recente normativa Euratom entrata in vigore nel 2000, la decisione è del medico nucleare, che prende in carico il paziente, nell’impostare un trattamento o in regime di ricovero o in regime di day hospital, in base alla condizione clinica del paziente. Questa informazione è di vitale importanza, poiché permette di superare la limitazione altrimenti imposta dalla capacità delle degenze protette. Diventa fondamentale per i centri campani essere pronti a recepire questa importante novità. Va, inoltre, risolto il problema delle liste d’attesa per effettuare esami PET/TC con PSMA per valutare l’eleggibilità dei pazienti alla RLT. Il tempo medio di attesa per questo esame, anche nei centri più attrezzati, è di circa due mesi. Purtroppo, senza la possibilità di fare una PET in “tempo reale” sarà impossibile rendere la RLT più accessibile”.

La Dott.ssa Maria Luisa De Rimini, Direttore UOC Medicina Nucleare, AORN Ospedali dei Colli Monaldi di Napoli ha, di seguito, sottolineato la necessità di “Mettere in evidenza, oltre agli aspetti di natura organizzativa, anche la sostenibilità economica della RLT e la possibilità di disporre di un DRG (“Diagnosis-Related Group) specifico per terapia di medicina nucleare” sostenendo che la reale necessità di un DRG che personalizzi la specificità della Terapia di Medicina Nucleare risponde allo scopo di recuperare anche Appropriatezza specialistica di merito della disciplina Medico Nucleare. “Com’è noto il DRG 409 attualmente utilizzato - ha osservato Maria Luisa De Rimini - è una forma di rimborso ad alta inappropriatezza, non solo per pertinenza clinica di Medicina Nucleare, ma anche per aspetti organizzativi e di capienza economica. Un nuovo DRG potrebbe garantire, tra l’altro, l’omogeneità dei trattamenti e relative remunerazioni consentendo equità di accesso ai pazienti diffusamente sul territorio nazionale”. Ritornando, inoltre, a quanto oggi finalmente consentito in ordine al D.Lgs. 101/20 la dott.ssa De Rimini ha segnalato che si rende indispensabile introdurre una voce specifica nei nuovi LEA per assicurare l’erogazione anche ambulatoriale di RLT, nei soggetti clinicamente idonei a trattamenti terapeutici senza necessità di ricovero.

Fabrizio Capuano, Coordinatore FAVO Campania e Membro comitato esecutivo della Federazione, nel suo intervento, ricordando la mission di FAVO ha commentato: “Dobbiamo garantire ai pazienti oncologici i migliori trattamenti riducendo contemporaneamente le disuguaglianze.
Per questa ragione propongo di riorganizzare le risorse umane dei Centri in grado di erogare la RLT al fine di consentire loro di trattare una maggiore quantità di pazienti”.

Il tavolo Campania di “Make RLT reality” ha proposto quindi l’adozione di una serie di misure affinché i centri non si trovino impreparati di fronte alla crescente domanda di terapia con radioligandi:

  • È necessario fornire una stima precisa dello scenario attuale, sia in termini di strutture disponibili che in termini di numero ipotetico di pazienti da trattare e in quale regime (ambulatoriale/day hospital vs ricovero protetto).
  • È fondamentale non trascurare figure chiave, come quelle del fisico medico e del radio farmacista, che sono imprescindibili nel percorso del paziente da sottoporre a RLT.
  • Va aumentato il numero di strutture deputate alla terapia con radioligandi, per evitare la migrazione sanitaria.
  • Per superare le limitazioni imposte dall’ assenza di DRG specifici, si potrebbe costruire un PACC (percorsi ambulatoriali complessi e coordinati), ovvero un percorso per le somministrazioni ambulatoriali, da presentare alla Regione.


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