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Italia-Stati Uniti: Cooperazione internazionale sulle biotecnologie

14 Novembre 2023

Biotecnologie, il mondo del pharma unito per la cooperazione internazionale Italia-Usa

Per sviluppare proposte di sistema utili ed efficaci, bisogna continuare a lavorare per difendere la proprietà intellettuale, con più fondi e risorse al sistema sanitario, con la rimodulazione dei tempi di spesa farmaceutica e con la conseguente riduzione del payback. Le sintesi di Francesco De Santis, Fabrizio Greco e Marcello Cattani


Biotecnologie, il mondo del pharma unito per la cooperazione internazionale Italia-Usa

Per sviluppare proposte di sistema utili ed efficaci per lo sviluppo in Italia del settore biotech e life science, bisogna «continuare a lavorare, come questo Governo sta facendo, per difendere la proprietà intellettuale, con più fondi e risorse al sistema sanitario, con la rimodulazione dei tempi di spesa farmaceutica e con la conseguente riduzione del payback». Queste le parole, a Sanità33, del presidente di Farmindustria, Marcello Cattani, a margine dell'evento 'Italia-Stati Uniti: Cooperazione internazionale sulle biotecnologie emergenti e scienze della vita'.

La conferenza è stato un momento di riflessione per molti esponenti del mondo pharma. Francesco De Santis, Vicepresidente di Confindustria con delega a Ricerca e Sviluppo ha spiegato come «le imprese italiane hanno continuato ad investire in ricerca e sviluppo, raddoppiando i loro stanziamenti negli ultimi 10 anni: nel 2021 + 5,1% rispetto al 2020, e nel 2022 + 3,9% su 2021. La filiera industriale delle Life sciences è forte e protagonista di questa crescita e rappresenta il 10.8% del Pil».



«Se andiamo però ad analizzare la situazione brevetti – aggiunge De Santis - in particolare nel confronto con alcuni Paesi nostri competitor, in alcuni settori registriamo più pubblicazioni qualificate che brevetti realizzati. Per essere competitivi non solo all’interno del nostro Paese ma a livello continentale è fondamentale quindi non disperdere questa scienza generata, sensibilizzando i centri di eccellenza, lavorando anche con il pubblico e rafforzando la proprietà intellettuale anche attraverso la creazione di dottorati di ricerca innovativi. Uno strumento prezioso previsto dal PNRR che permette alle imprese, anche pmi con capacità di investimento limitate, di usufruire del know universitario applicandolo a progetti aziendali». Fabrizio Greco, Presidente dell’Associazione nazionale di Federchimica per lo sviluppo delle biotecnologie, a margine dell’evento ha spiegato: «Le biotecnologie rappresentano una delle maggiori opportunità di sviluppo in vari settori industriali, oltre ad essere un asset strategico per la sicurezza e l’autonomia del nostro Paese. Per sviluppare questo settore, in Italia, è necessario agire su molti fattori: formare i giovani, attrarre investimenti dall’estero, consentire l’accesso di queste nuove tecnologie agli utenti e ai cittadini. Soltanto quando tutti questi aspetti saranno concatenati riusciremo ad essere più competitivi in uno scenario internazionale». Greco ha evidenziato il proprio interesse a questo percorso, «ci poniamo a disposizione delle Istituzioni per collaborare ed identificare le soluzioni necessarie ad accelerare il percorso che porta un’idea a trasformarsi in soluzione innovativa e rendere l’Italia protagonista nella competizione internazionale».



Cattani indica un altro importante passo da compiere, che è quello di «continuare quel viaggio di riforma dell'Aifa perché condiziona l'accesso e condiziona la capacità di dare farmaci, di  attirare innovazione, ma soprattutto anche di complementare  quell'altro aspetto dell'innovazione che è la sostenibilità  industriale. Grandi classi di farmaci che hanno ampia diffusione, che sono salvavita e che per politiche folli e scellerate - sostiene il presidente di Farmindustria - sono state devalorizzate nei corsi dei decenni e questo espone a un rischio di carenze o di difficoltà produttive». Sul fronte della ricerca clinica, «registriamo con favore l'azione di recepimento del Regolamento europeo per andare nella direzione di aumentare la nostra competitività». «Questa è la direzione giusta dove continuare poi a lavorare su un aspetto estremamente cruciale che, negli anni '50, il presidente degli Stati Uniti Dwight Eisenhower aveva citato in maniera molto chiara: 'La forza competitiva di un Paese si misura nella forza della collaborazione tra il pubblico e il privato, nell'interesse del Paese, nell'interesse dei cittadini, nell’interesse dell'industria'. Questi non sono tabù - conclude il Cattani - ma devono essere piani di collaborazione, come ad esempio il tavolo Mimit-Salute per dare slancio agli strumenti di attrazione degli investimenti nel settore farmaceutico».




Anna Capasso



TAG: BIOTECNOLOGIA

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