Farmaci
28 Ottobre 2022 “È necessario attivare un confronto con il nuovo governo sul tema della governance dei farmaci e dei dispositivi medici”. La richiesta arriva da Giovanna Scroccaro, presidente del Comitato prezzi e rimborso (CPR) di AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), intervenuta all’incontro “Monitoraggio della spesa farmaceutica per farmaci e DM: il prezzo è giusto?”
“È necessario attivare un confronto con il nuovo governo sul tema della governance dei farmaci e dei dispositivi medici”. La richiesta arriva da Giovanna Scroccaro, presidente del Comitato prezzi e rimborso (CPR) di AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), intervenuta all’incontro “Monitoraggio della spesa farmaceutica per farmaci e DM: il prezzo è giusto?” nell’ambito del XLIII Congresso Nazionale SIFO, in programma a Bologna fino a domenica. “Il modello attuale prevede che ci sia il tetto di spesa dei farmaci e dei dispositivi medici- ha detto Scroccaro- se c’è uno sforamento il ripiano in parte è a carico delle aziende, le quali però chiedono a gran voce di eliminare tetti di spesa e payback. Ma se così fosse, tutta la spesa rimarrebbe a carico delle Regioni con evidenti problemi di sostenibilità e quadratura dei bilanci. È una questione che va discussa quanto prima”.
Gli ultimi dati di AIFA mostrano che c’è un “aumento consistente” della spesa farmaceutica e anche se non disponiamo di analoghi rapporti periodici per i dispositivi, sappiamo che anche la spesa per i dispositivi medici aumenta. “Va fatta però una distinzione- ha tenuto a chiarire la presidente del CPR di AIFA- i prezzi dei farmaci rimborsati dal Servizio sanitario nazionale sono negoziati dall’Agenzia Italiana del Farmaco, mentre i prezzi dei dispositivi medici non vengono contrattati a livello nazionale, sono prezzi liberamente decisi dal produttore e sono le stazioni appaltanti che possono introdurre procedure di acquisto concorrenziali e abbassare i prezzi”. Nel corso del dibattito, a cui hanno preso parte diversi steakholder, tra rappresentanti delle Regioni, Aziende Sanitarie, Farmindustria e di Confindustria dispositivi medici, si è discusso quindi dei fattori che determinano i prezzi dei farmaci e dei dispositivi.
“Per quanto riguarda poi la negoziazione dei prezzi dei farmaci in AIFA, essa vede due parti- ha spiegato Scroccaro- da un lato c’è un’azienda farmaceutica che propone un prezzo , dall’altro c’è AIFA che, sulla base di attente valutazioni, avanza a sua volta una proposta: solo se si trova un accordo sul prezzo il farmaco viene rimborsato. Bisogna dire- ha poi sottolineato l’esperta- che le aziende farmaceutiche arrivano alla ‘trattativa‘ con dei prezzi che il CPR considera quasi sempre troppo elevati e solo in fase di negoziazione le aziende accettano, almeno in parte, gli sconti proposti dal CPR. Dobbiamo capire, allora, quali sono le motivazioni che supportano le richieste di prezzo dei farmaci avanzate dall’industria e affinare i metodi per definire il prezzo giusto di un farmaco”.
Le industrie sostengono che i prezzi dei farmaci e dei dispositivi medici sono “giustificati” alla luce della spesa sostenuta per il loro sviluppo, “ma anche del fatto- ha proseguito la presidente del CPR di AIFA- che questi farmaci e dispositivi medici, seppure costosi, potranno comunque produrre dei risparmi sul sistema salute”. Dall’altro lato le Regioni registrano una spesa “sempre più crescente” e faticano a rilevare i risparmi paventati dall’industria. Il confronto è dunque “urgente”: le aziende di settore auspicano una nuova governance “chiedendo uno stop al payback e alle manovre di tagli di prezzi- ha aggiunto ancora Scroccaro- mentre le Regioni vogliono maggiore chiarezza per capire come fare per sostenere queste spese crescenti”.
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