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19 Febbraio 2024

Screening, in Lombardia tessera a punti per incentivare l’adesione

Ski pass gratuiti, ingressi gratis nei centri termali, accessi privilegiati ai grandi eventi. La Regione Lombardia prova a rivoluzionare l’idea di prevenzione: se allo screening contro i tumori partecipano pochi cittadini, per cambiare le cose non servono penalità, forme di “biasimo”, o intrusioni penalizzanti nelle abitudini della gente, ma incentivi


Screening, in Lombardia tessera a punti per incentivare l’adesione

Ski pass gratuiti, ingressi gratis nei centri termali, accessi privilegiati ai grandi eventi. La Regione Lombardia prova a rivoluzionare l’idea di prevenzione: se allo screening contro i tumori partecipano pochi cittadini, pur sapendo che potrebbe salvare loro la vita, per cambiare le cose non servono penalità, forme di “biasimo”, o intrusioni penalizzanti nelle abitudini della gente, ma incentivi. Magari punti come quelli del supermarket, dopo tre-quattro partecipazioni arriva il premio. E così l’Assessore al Welfare Guido Bertolaso, con l’unità operativa Prevenzione della Direzione Generale dell’Assessorato, pensa ad introdurre una tessera 'a punti' per premiare chi aderirà alle campagne promosse dalla Regione. In alternativa i punti si potrebbero inserire nella Tessera sanitaria. In un’intervista a 'Lombardia Notizie Online', Bertolaso parla di «duplice obiettivo: produrre salute e ridurre sensibilmente i costi economici della sanità. Per ottenere questi risultati è necessario lavorare sulla prevenzione. Quindi aumentare il numero di cittadini che si sottopongono agli screening delle cosiddette 'malattie prevedibili'». Come i tumori del colon, del seno e della cervice uterina oggi e quelli di prostata e polmone domani.

«Purtroppo alcuni screening che proponiamo non riscuotono il successo che meriterebbero», ammette l’Assessore. Qualche numero: allo screening gratuito sul colon retto aderisce solo il 41% degli interessati, che sono circa 2 milioni di cittadini fra i 50 e i 74 anni; allo screening mammografico gratuito aderirebbe il 50% del milione e passa di residenti interessate, anche se bisogna dire che la Lombardia ha abbassato a 45 anni l’età d’ingresso e tiene i 74 anni come età ultima. Sono invece 390 mila le cittadine interessate ogni anno allo screening della cervice uterina, da eseguire ogni 3 anni fra i 25 e i 29 anni ed ogni 5 fra i 30 ed i 64. La Regione sostiene un ingente forzo economico per gli screening; per farlo fruttare, oltre all’inserimento nella tessera sanitaria di punti, Bertolaso pensa a campagne di sensibilizzazione. L’opposizione bolla l’idea come surreale: sarebbe più pratico affrontare le liste d’attesa, ricorda il portavoce Pd in consiglio regionale Pierfrancesco Maiorino. Ma intanto sugli screening l’Assessorato rilancia. Quest’anno la Regione lancerà le campagne contro tumore alla prostata, con esame del PSA a tutti i maschi lombardi fra 50 e 69 anni, e lo screening del polmone con la Tac biennale a chi, fra i 55 e i 75 anni, ambosessi, ha fumato da un pacchetto di sigarette al giorno in su per almeno 20 anni. La DG Welfare metterà inoltre mano al Centro Unico di Prenotazione che, a regime nel 2026, consentirebbe ai cittadini in cerca di un esame di disporre di tutte le agende delle strutture pubbliche e private in regione e in provincia per prenotare l’esame il prima possibile o nei tempi compatibili con le proprie esigenze.

TAG: LOMBARDIA, SCREENING

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