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21 Ottobre 2022

Umbria, tagli lineari alla spesa farmaceutica. Medici, industria e pazienti dicono no

La Corte dei Conti regionale ha ravvisato uno sforamento nella spesa farmaceutica. E così in Umbria –regione benchmark– la Direzione sanità in una circolare dell’11 ottobre stringe i cordoni della borsa con i medici e nelle gare per acquisire farmaci e dispositivi medici. Le Asl assegneranno nuovi tetti di spesa più bassi agli specialisti


La Corte dei Conti regionale ha ravvisato uno sforamento nella spesa farmaceutica. E così in Umbria –regione benchmark, dunque modello per le altre– la Direzione sanità in una circolare dell’11 ottobre stringe i cordoni della borsa con i medici e nelle gare per acquisire farmaci e dispositivi medici. Le Asl assegneranno nuovi tetti di spesa più bassi ai propri specialisti. La spesa per paziente trattato rispetto alla media 2021 dovrà ridursi del 25% per reumatologia, dermatologia, gastroenterologia e nefrologia, del 5% per oncologia ed ematologia, del 10 per tutte le altre strutture. Gli specialisti devono rispettare indicatori di appropriatezza predisposti dalla Cabina di Regia regionale se prescrivono farmaci erogati dagli ospedali o in distribuzione diretta/per conto. Ogni Asl destinerà un farmacista al monitoraggio delle loro ricette, e li valuterà su appropriatezza prescrittiva e raggiungimento degli obiettivi aziendali. Il Direttore Sanitario dovrà assicurare sistematiche riunioni e per chi non si attenga alle disposizioni regionali si prevedono richiamo ufficiale e, se il caso, la revoca dell’autorizzazione a prescrivere. Alle direzioni Asl si ricorda che il mancato rispetto dei tetti di spesa o prescrizioni di farmaci fuori nota AIFA o a maggior costo terapia nello stesso gruppo terapeutico potrebbero prefigurare danno erariale. Quanto ai medici di famiglia, le Asl dovranno destinare almeno un farmacista a tempo pieno ed uno a tempo parziale per monitorarne le ricette. I Direttori dei distretti dovranno programmare sistematici audit con le aggregazioni funzionali e/o con i singoli medici il cui andamento prescrittivo si scosti dagli obiettivi aziendali. In quest’ultimo caso, si attiveranno per il medico contestazioni ed addebiti, nei termini previsti dalla convenzione nazionale e per i Direttori dei Distretti si potrà ravvisare il danno erariale! Nel frattempo, ogni azienda ospedaliera dovrà fornire ogni mese a tutte le Asl l’elenco dei trial farmacologici avviati per evitare si prescrivano terapie costose ove sia già possibile arruolare i pazienti in protocolli sperimentali attivi.

Non è finita. La Regione acquisterà solo dispositivi medici aggiudicati da gare indette dalla centrale PuntoZero ed approvate in precedenza dal Comitato regionale di valutazione. L’importo della gara non potrà superare la spesa del 2019 per ciascun raggruppamento indicato nella classificazione nazionale. Le procedure di acquisto dei “device" dovranno prevedere tutti i costi sostenuti per la gestione inclusi i consumi energetici. Per le pratiche assistenziali, i costi devono essere inferiori alla tariffa Drg, in caso di extra non autorizzati dalle Direzioni si rischia il danno erariale. PuntoZero offrirà strumenti informatici perché i medici specialisti confrontino i propri dati prescrittivi ogni mese ed i dati di prescrizione dei farmaci oncologici relativi ai tre mesi precedenti il decesso dei pazienti. Per Anna Lisa Mandorino, Segretaria generale di Cittadinanzattiva, misure e moniti lederebbero i diritti dei cittadini all’informazione, alla partecipazione, a cure efficaci. La Regione non starebbe mettendo a conoscenza i residenti dei tagli lineari richiesti e del ricorso ai farmaci a più basso costo terapia. «Si cancellano così tre anni di acquisizioni collettive e dichiarazioni pubbliche sulla necessità di superare la logica dei tetti di spesa a favore di una finalizzata al valore complessivo delle cure». Inoltre, in conformità all’Atto di indirizzo sulla partecipazione appena adottato dal ministero della Salute si sarebbero dovute sentire le associazioni dei pazienti (specie reumatologici, gastroenterologici etc, i più penalizzati). E ancora: gli indicatori considerati sono economici, numeri, «non c’è alcuna attenzione al valore dell’innovazione. A parità di indicazioni, un cittadino umbro si trova ad avere un farmaco di vecchia generazione. Lo stesso per i dispositivi medici». Né sono possibili alternative: «le Asl anzi adottano provvedimenti per ridurre la mobilità passiva farmaceutica e le prescrizioni extra-regionali ed “adeguare le attività specialistiche causa della mobilità passiva e/o delle prescrizioni extra-regionali”. Qualcuno ha avvertito la Regione Umbria che è ancora costituzionalmente previsto che un cittadino possa spostarsi liberamente su tutto il territorio nazionale?».

I medici di famiglia Fimmg, in una nota parlano di “atteggiamento dirigista” e “metodi di controllo e sanzioni prive di evidenze scientifiche". «Limitare la possibilità di scelta a farmaci predeterminati, non valutati su reali e oggettivati bisogni, rischia di rendere inefficace il percorso individuale di cura. A ciò si aggiunge il rischio che farmaci innovativi e più efficaci vengano riservati a mercati che non agiscono esclusivamente sulla dimensione economica. E’ ora di abbandonare logiche ciecamente sanzionatorie che scadenti risultati hanno ottenuto quando si è tentato di applicarle, e avviare un serio e profondo confronto nella sede più opportuna, l’AIFA, aprendo al contributo che la Medicina Generale può dare in termini di real life e personalizzazione delle cure». Posizione analoga da Farmindustria: «Dettato da motivazioni puramente economicistiche, il provvedimento non tiene in considerazione le valutazioni regolatorie e scientifiche effettuate a livello centrale dall’Aifa», scrive il Presidente Marcello Cattani. «È sempre più urgente abbandonare la logica dei silos, dei tagli lineari, dei tetti di spesa, dei payback, basata su una visione che fa male a tutti, in favore di una governance al passo con i tempi che permetta l’accesso dei pazienti rapido e omogeneo sul territorio a farmaci e vaccini con risorse finalmente adeguatea. È più che mai necessaria una cabina di regia nazionale che renda omogenea l’erogazione delle prestazioni e dunque delle cure a tutti i cittadini». Sconcerto anche per i produttori di farmaci generici di Egualia, che ricordano: «L’Umbria si accinge a tagliare le prestazioni in aree in cui sono disponibili medicinali capaci di garantire cure appropriate a prezzi accessibili, come è il caso dei numerosi biosimilari presenti sul mercato».

TAG: REGIONI, SPESA FARMACEUTICA, UMBRIA

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