Covid
21 Dicembre 2023 Dopo un primo rinvio, c'è l'ok al Piano con l’obiettivo di disegnare un affidabile sistema di strutture formali e procedure concordate che includano quadri giuridici e politici
La Conferenza Stato-Regioni ha dato l’ok al Piano nazionale di comunicazione del rischio pandemico, con l’obiettivo “di disegnare un affidabile sistema di strutture formali e procedure concordate che includano quadri giuridici e politici”. Dopo un primo rinvio, il testo è stato rivisto e corretto alla luce delle osservazioni presentate dalle Regioni. A cominciare dal titolo, si precisa che si tratta di un documento “ad interim”, poiché non può abbracciare un arco temporale ampio (dal 2023 al 2028), considerando che attua il Panflu 2021-2023 e deve inoltre allinearsi al prossimo Piano. Entro il primo anno dall'entrata in vigore del nuovo piano pandemico nazionale, “verrà fatta una rivalutazione relativa ad eventuali esigenze di aggiornamento/allineamento del presente Piano ad interim, e I ‘integrazione di un insieme di azioni, responsabilità e tempistiche monitorabili concordate e coerenti con il piano pandemico 2024-2028”, si legge nel testo.
Il piano è composto da quattro componenti principali: una sezione introduttiva che analizza la relazione tra pandemia e infodemia, la pianificazione pandemica ed alcuni aspetti concettuali della comunicazione del rischio compresa la pianificazione pandemica della comunicazione. Segue a questa, una sezione dedicata alle strutture formali e procedure concordate per condurre la comunicazione del rischio nonché delle funzioni da attivare nelle varie fasi e una breve sintesi della strategia, strumenti e procedure di comunicazione. La terza sezione del piano, focalizzata sulle azioni necessarie per realizzare il perimetro del piano nazionale di comunicazione del rischio pandemico e rafforzare la preparedness nazionale in comunicazione pandemica, sari sviluppata nella versione definitiva del Piano congiuntamente aI capitolo dedicato al monitoraggio dell'implementazione del Piano Nazionale di comunicazione del rischio pandemico.
Nel corso della stessa seduta della Conferenza è stata raggiunta l’Intesa anche sul Decreto del ministero della Salute di concerto con il Mef che proroga al 2024 l’“Esecuzione dello screening nazionale per l’eliminazione del virus dell’Hcv”. Approvato, inoltre, l’Accordo di programma integrativo con la Regione Toscana per il settore degli investimenti sanitari. Obiettivi del provvedimento sono la riqualificazione della rete ospedaliera, delle aziende ospedaliere universitarie, l’ammodernamento tecnologico e il completamento della rete territoriale. Sul piatto ci sono 61.194.400 euro, di cui 54.986,14 a carico dello Stato e 6.207.893,86 a carico di Regione e aziende. La Conferenza ha espresso parere favorevole allo Schema di Decreto del Ministero della salute concernente il nuovo Sistema informativo nazionale per le dipendenze (SIND). Tra le finalità del provvedimento ci sono: il monitoraggio dell’attività dei servizi sanitari con l’analisi dei volumi di prestazioni e valutazioni epidemiologiche sulle caratteristiche dell’utenza, sui pattern di trattamento anche riguardo al contesto penitenziario e alle misure alternative alla detenzione; il supporto alle attività gestionali dei servizi sanitari per valutare il grado di efficienza e di utilizzo delle risorse. Ok della Conferenza anche al Decreto del ministero della Salute sui criteri di riparto del fondo per il gioco d'azzardo patologico per il 2023. Sul tavolo, 44 milioni di euro di fabbisogno nazionale standard indistinto, da ripartire tra le Regioni e le Pa di Trento e di Bolzano.
Anna Capasso
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