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09 Novembre 2023

Fondo sanitario nazionale, il riparto all’esame della Conferenza Stato-Regioni

Nel testo della Manovra è scritto che, per tagliare le liste d’attesa, le Regioni potranno aumentare nel 2024 dello 0,4% il loro fabbisogno sanitario standard. Cosa vuol dire? Semplicemente che potranno di fatto aumentare di quasi lo 0,4% la quota loro riservata di Fondo sanitario nazionale. Per capire come è fatto il Fondo sanitario nazionale bisogna saper leggere le tabelle dei riparti


Fondo sanitario nazionale, il riparto all’esame della Conferenza Stato-Regioni

Nel testo della Manovra è scritto che, per tagliare le liste d’attesa, le Regioni potranno aumentare nel 2024 dello 0,4% il loro fabbisogno sanitario standard. Cosa vuol dire? Semplicemente che potranno di fatto aumentare di quasi lo 0,4% la quota loro riservata di Fondo sanitario nazionale. Per capire come è fatto il Fondo sanitario nazionale bisogna saper leggere le tabelle dei riparti. Una buona occasione ci è offerta dal Riparto del Fondo Sanitario per il 2023 che oggi è all’esame della Conferenza stato-Regioni (già, del riparto 2024 se ne parlerà a fine prossimo anno). A predisporlo, il Dipartimento Affari Regionali della Presidenza del Consiglio con un grande contributo della DG Programmazione del Ministero della Salute.

Fabbisogno indistinto - Le 19 Regioni e 2 Province autonome si distribuiscono per quest’anno 128,869 miliardi; 864 milioni vanno a concorrere alla spesa regionale per l’acquisto di farmaci innovativi, dei restanti 128 milioni la quota indistinta del fabbisogno è 123,8 miliardi. Con essa la regione fa fronte a tutte le spese principali. Comprende ad esempio un incremento da 1,4 miliardi sulla spesa 2022 con cui arginare l’aumento dei prezzi dell’energia, 1,15 miliardi per attrarre e/o assumere personale sanitario, 0,5 milioni per la soppressione della “quota ricetta”.

Voci extra e quota premiale - Ai 123,8 miliardi del fabbisogno indistinto bisogna poi aggiungere 2,27 miliardi di finanziamenti vincolati dentro i quali ci sono 1,5 miliardi per gli obiettivi di piano, 150 milioni vincolati al miglioramento dell’assistenza territoriale, 644 milioni da ripartirsi come quota premiale a vantaggio delle Regioni che si sono dotate di agenzia centralizzata per gli acquisti. Ricordiamo che per questo 2023 il 98,5% delle risorse del fabbisogno indistinto viene ripartito in relazione al numero dei residenti, lo 0,75% è suddiviso in base all’incidenza della mortalità di cittadini sotto i 75 anni, e un altro 0,75% è suddiviso in base ad indicatori di svantaggio come la popolazione povera, disoccupata, a bassa scolarizzazione.

Gli obiettivi di piano - Degli 1,5 miliardi per gli obiettivi di piano che affiancano la quota di finanziamento indistinto, le Regioni si ripartiscono in particolare poco più di metà vincolata agli obiettivi del Piano Sanitario Nazionale pari a 794,178 milioni che vanno a coprire sei target affidati dal governo cui tutte le Regioni sono tenute: sistemi di condivisione di percorsi diagnostico terapeutici per multicronici; promozione dell’equità e del miglioramento delle condizioni nelle aree svantaggiate; Rete della terapia del dolore e Rete pediatrica di cure palliative e terapie del dolore finanziate con 100 milioni; Piano nazionale di prevenzione (che include riordino e tenuta Registri tumori) finanziato con 240 milioni; progetti di tecnologie sanitarie innovative (non solo ospedaliere ma ospedale-territorio); e infine lo sviluppo del numero unico europeo per le emergenze 116117 che include un censimento delle centrali operative territoriali – le “COT” del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – e vede alcune Regioni avanti con i progetti ed altre agli albori. L’altra parte degli stanziamenti per obiettivi di piano copre finalità altrettanto importanti, come la medicina penitenziaria (fondi per 174 milioni circa), il superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari (stanziamento da 54 milioni), l’incremento delle borse di studio per la medicina generale da 73 milioni. Per i progetti legati ad obiettivi di piano lo stato anticipa un 70% delle somme a riparto, e ne salda un 30% a raggiungimento di specifici target. 

TAG: CONFERENZA STATO REGIONI, FONDO SANITARIO

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