Medicina
05 Ottobre 2023 Un Istituto Superiore di Sanità che continui la sua azione a 360 gradi nella sanità, ma che rimetta al centro della propria azione la sua vocazione alla ricerca, attragga scienziati dall'estero e aspiri, magari, alla conquista di un quinto Premio Nobel. È così che l'attuale commissario dell'Iss, Rocco Bellantone, presenta il suo progetto
Un Istituto Superiore di Sanità (Iss) che continui la sua azione a 360 gradi nella sanità, ma che rimetta al centro della propria azione la sua vocazione alla ricerca, attragga scienziati dall'estero e aspiri, magari, alla conquista di un quinto Premio Nobel. È così che l'attuale commissario dell'Iss, Rocco Bellantone, presenta il suo progetto per l'Istituto in audizione in commissione Affari sociali, sanità, lavoro al Senato.
"L'Istituto Superiore Sanità nacque con una vocazione formidabile alla ricerca. Negli anni, però, ha assunto mansioni sempre più ampie e oggi ci troviamo di fronte a un Istituto che si occupa di mille rivoli della sanità, ma nel tempo ha perso smalto sulla ricerca", ha detto Bellantone. "Il mio progetto è quello di lasciare questa azione a 360 gradi, ma nel contempo enucleare 3-4 settori su cui investire in maniera preponderante".
Per Bellantone è tuttavia necessario intervenire sull'attrattività dell'Istituto in modo da convincere ricercatori italiani all'estero a tornare in Italia. "L'Istituto soffre di livelli stipendiali troppo bassi", dice. Una soluzione, potrebbe essere quella di "dare ai ricercatori una parte delle risorse che si conquistano vincendo bandi competitivi", ha aggiunto, sottolineando che "non si può continuare con le retribuzioni a pioggia. Nella ricerca, se arriva un candidato al Nobel che porterà milioni di euro in bandi, questo deve poter guadagnare di più".
Per il commissario dell'Iss, altre risorse potrebbero arrivare dall'inserimento dell'Istituto tra i possibili beneficiari del 5 per mille e da privati.
Fondamentali anche gli spazi: "So che il ministro della Difesa, con una importante fondazione a capitale italiano, sta valutando la trasformazione di una caserma in un laboratorio biomedico. Sarebbe fondamentale che l'istituto potesse entrare in questa cordata", ha affermato.
Poi il commissario Iss si è soffermato sul rapporto con le regioni sottolineando come sia "incredibile che l'Istituto Superiore di Sanità abbia rapporti con chi si occupa di un decimo della sanità, cioè con il ministero della Salute, ma non abbia rapporti con chi gestisce il resto, cioè le Regioni. È fondamentale creare un collegamento tra Istituto e Regioni".
Bellantone ha chiarito che l'Iss oggi svolge un ruolo chiave in numerosi processi del sistema sanitario nazionale. Le linee guida, per esempio, che con l'avvento della legge Gelli sono diventate la base su cui decidono giudici e periti nei procedimenti per colpa medica. "Ho trovato una situazione preoccupante: in 7 anni l'Iss ha elaborato 80 linee guida. Il mio progetto è chiedere ausilio alle società scientifiche, fare in modo che Iss uniformi quello che viene prodotto dalle società scientifiche in modo da arrivare a un migliaio di linee guida, non a 80". Per il commissario, l'Istituto dovrebbe rafforzare il suo ruolo tecnico anche in chiave di accreditamento delle strutture sanitarie: "Non è possibile che esistano reparti di chirurgia dove si opera un caso l'anno di una malattia". Per Bellantone, l'Istituto potrebbe elaborare requisiti minimi e, con il ministero e le Regioni, lavorare su un sistema di disincentivazione degli interventi a basso volume intervenendo sui Drg.
Infine, nel progetto di nuovo Istituto Superiore di Sanità di Rocco Bellantone, anche un maggior ruolo nell'educazione sanitaria: "Ho in mente un piano ambizioso: vorrei che l'Istituto fosse l'organo tecnico del ministero dell'Istruzione per l'istituzione di corsi di educazione che accompagnino i bambini dalla terza elementare fino alla maturità", ha aggiunto.
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