Governo e Parlamento
04 Agosto 2023 Portare entro il 2027 in maniera strutturale al 7,5% del Pil, il prodotto interno lordo, il finanziamento del servizio sanitario nazionale. È questo l’obiettivo della proposta di legge che la Regione Emilia Romagna, guidata dal presidente Stefano Bonaccini, ha intenzione di fare arrivare a Roma
Portare entro il 2027 in maniera strutturale al 7,5% del Pil, il prodotto interno lordo, il finanziamento del servizio sanitario nazionale. È questo l’obiettivo della proposta di legge che la Regione Emilia Romagna, guidata dal presidente Stefano Bonaccini, ha intenzione di fare arrivare a Roma, in Parlamento, in difesa della sanità pubblica e universalistica, per continuare a garantire - con risorse stabili e adeguate - tenuta e funzionamento del sistema sanitario nazionale, già messo a dura prova dalla pandemia e ora fortemente a rischio. I contenuti e le finalità del Pdl sono stati illustrati ieri in conferenza stampa in Regione, a Bologna, dall'assessore alle Politiche per la Salute, Raffaele Donini. «Le risorse che il Governo ha stanziato per finanziare il Servizio sanitario nazionale dal 2023 al 2025 sono assolutamente insufficienti per sostenere la programmazione sanitaria e garantire il diritto di cura ai cittadini - afferma Donini - La nostra sanità è già stata messa a dura prova dalla pandemia e, se continuerà a essere sottofinanziata, non potrà più continuare a erogare prestazioni, servizi e assistenza a tutti». Se si verificasse lo scenario prospettato da Donini «significherebbe il crollo del sistema sanitario pubblico e universalistico, con la conseguenza che potrà curarsi solo chi avrà le possibilità economiche di farlo. In gioco c'è la difesa di un diritto costituzionale, quello alla salute; la salute di tutti e di ognuno di noi, a partire dalle persone più fragili, che devono poter contare su cure gratuite e accessibili». «L'unica strada - avverte Donini - è aumentare progressivamente e sostanzialmente le risorse destinate alla sanità e poter assumere il personale necessario».
Tre i punti della proposta di legge. Il primo riguarda l'incremento del finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard, a cui concorre lo Stato, su base annua dello 0,21% del Prodotto interno lordo dal 2023 al 2027, fino a raggiungere una percentuale di finanziamento annuale non inferiore al 7,5% del Pil. Obiettivo che comporta un sostanzioso, ma necessario - precisa la Regione - incremento delle risorse: da 128,869 miliardi di euro (fabbisogno programmato nel 2023) a oltre 149 miliardi, per avvicinare l'Italia al livello di altri Paesi europei (come ad esempio Francia, Germania e Regno Unito). Altro punto cardine del pdl, il superamento per le Regioni dei vincoli di spesa per il personale degli enti del Ssn imposti dalla legge nazionale, ma anche il superamento di un altro limite, quello che riguarda il trattamento accessorio per il personale. In questo modo le Regioni potrebbero contare su uno strumento in più per fronteggiare il comune e grave problema della carenza di professionisti sanitari, che insieme alla mancanza di risorse adeguate costituisce un nodo fondamentale da sciogliere per la tenuta dell'intero sistema. Il terzo articolo del progetto di legge riguarda infine la copertura finanziaria, che sarà garantita in prima battuta da maggiori risorse che dovessero rendersi disponibili dalla crescita economica prevista dalla Nota di aggiornamento al Def - novembre 2022 e, in seconda battuta, da risorse derivanti dal contrasto all'evasione ed elusione fiscale e contributiva.
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