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14 Giugno 2024

Alzheimer, parere favorevole della Fda a farmaco Eli Lilly

Il comitato di esperti della Fda ha dato parere favorevole a un nuovo medicinale per l'Alzheimer e le demenze a livello ancora lieve o moderato. Il prodotto della Eli Lilly se autorizzato sarebbe il secondo farmaco disponibile negli Usa per rallentare la progressione della malattia


Alzheimer, parere favorevole della Fda a farmaco Eli Lilly

Il comitato di esperti della Food and drug administration (Fda) ha dato parere favorevole a un nuovo medicinale per l'Alzheimer e le demenze a livello ancora lieve o moderato. Il prodotto della Eli Lilly se autorizzato sarebbe il secondo farmaco disponibile negli Usa per rallentare la progressione della malattia. Il pronunciamento del comitato consultivo esterno al quale la FDA aveva chiesto un parere sull’efficacia di donanemab è arrivato lunedì 10 giugno.

Il gruppo di esperti si è espresso favorevolmente e all’unanimità (11-0) nei confronti del farmaco di Eli Lilly, aprendo di fatto la strada alla sua approvazione da parte dell’ente regolatorio USA.

“Ritengo che le prove siano molto solide e che gli studi dimostrino l’efficacia del farmaco”, ha dichiarato Dean Follman, membro del gruppo di esperti e vicedirettore di Biostatistica presso il National Institute of Allergy and Infectious Diseases.

Il medicinale ha mostrato nei test su 1.700 pazienti sottoposti ad infusioni del prodotto una volta al mese, di rallentare del 35% rispetto a chi non prendeva il farmaco la progressione del declino cognitivo, dei problemi di memoria e altri sintomi delle demenze a livelli lievi e medi. Prima di avviare le sperimentazioni i ricercatori hanno misurato i livelli della proteina tau nel cervello dei malati: gli effetti positivi del farmaco secondo il comitato della Fda sarebbero stati evidenti nei diversi sotto-gruppi di malati senza differenze significative relative al tasso di presenza della proteina.
I consulenti della FDA hanno tuttavia sottolineato che il disegno dello studio potrebbe comportare una restrizione della platea dei beneficiari del farmaco. Tutti i partecipanti, infatti, erano nelle fasi iniziali della malattia e per la maggior parte erano caucasici.

TAG: ALZHEIMER

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