Pharma
05 Giugno 2023 Lilly ha un piano di investimenti di oltre 8 miliardi in ricerca e sviluppo di nuovi farmaci nel 2023 e un piano industriale che vale 7,5 miliardi. E il ceo Dave Ricks ha spiegato agli oltre 1.300 dipendenti italiani che il Paese è di nuovo al centro della strategia di crescita della multinazionale Usa del farmaco con i suoi 30 miliardi di fatturato
Lilly ha un piano di investimenti di oltre 8 miliardi in ricerca e sviluppo di nuovi farmaci nel 2023 e un piano industriale che vale 7,5 miliardi. E il ceo Dave Ricks ha spiegato agli oltre 1.300 dipendenti italiani che il Paese è di nuovo al centro della strategia di crescita della multinazionale Usa del farmaco con i suoi 30 miliardi di fatturato nel 2023. L’annuncio, rilanciato da un’intervista al Corriere della Sera è stato effettuato, in occasione di una visita agli impianti Lilly in Toscana, che producono medicinali per sette milioni di pazienti all'anno nel mondo. "C'è un progetto logistico importante che abbiamo battezzato Pharma Valley", racconta il manager in un'intervista al 'Corriere della Sera'. L'idea, spiega, è "creare una delle più rilevanti piattaforme uniche di stoccaggio e distribuzione d'Europa, integralmente dedicata alle scienze della vita, con oltre 120mila bancali di carico, digitalizzata e alimentata da energie rinnovabili. Puntiamo a realizzarla in partnership con altre eccellenze del territorio, con cui abbiamo già sottoscritto un protocollo d'intesa. I lavori inizieranno quest'anno, con un investimento iniziale di circa 70 milioni, per realizzare un polo attorno a 60mila metri quadrati all'interno dell'interporto di Livorno".
"Il sito produttivo che abbiamo qui a Sesto Fiorentino e le attività di ricerca in Italia stanno giocando un ruolo chiave all'interno dell'azienda - sottolinea Ricks - Nel settore farmaceutico le prospettive di crescita sono guidate dalla scoperta e sviluppo di nuovi farmaci e la ricerca Lilly vive un momento straordinario: abbiamo lanciato 19 nuovi farmaci dal 2014 e abbiamo una delle pipeline più solide nella nostra storia, con 25 molecole in fase I, 18 in fase II e 23 in fase III, in tutte e 4 le nostre principali aree terapeutiche: diabetologia, oncologia, immunologia e neuroscienze". Per fare un confronto, "Lilly da sola spenderà più dell'intera Germania in ricerca biofarmaceutica: oltre 8 miliardi di dollari nel 2023". E "l'Italia, grazie anche ai suoi esperti clinici di grande valore, è uno dei nostri poli di riferimento: basti pensare che, ad oggi, sono attivi sul territorio oltre 30 studi clinici in tutte le fasi e in tutte le aree terapeutiche in cui Lilly è impegnata".
Sul fronte produzione, prosegue il Ceo, "dal 2020 Lilly ha investito globalmente circa 7,5 miliardi di dollari e, di questi, una quota importante anche per il potenziamento del sito produttivo di Sesto Fiorentino", per il quale "è in corso un importante progetto di espansione che prevede la produzione in Italia di tirzepatide, il nostro farmaco per il trattamento del diabete e, potenzialmente, dell'obesità. All'interno dell'impianto è in corso una riorganizzazione strategica, così che possa in breve tempo avere la capacità produttiva di uno dei prodotti chiave per la salute di diversi milioni di pazienti nel mondo. Quest'anno gli investimenti saranno di circa 3,5 miliardi di dollari, il doppio dello scorso anno".
Fra le aree terapeutiche sulle quali il gruppo Usa intende focalizzarsi, "la prima è la gestione cronica del peso e il trattamento dell'obesità; l'altra è la cura dell'Alzheimer. Si tratta di aree con grandi bisogni di salute pubblica - evidenzia Ricks - in cui ad oggi le opzioni disponibili per i pazienti sono ridotte, se nonaddirittura nulle. Il trattamento dell'Alzheimer è una priorità globale, ma anche l'obesità è una patologia direttamente correlata a molte altre malattie cardiache o articolari, al diabete e a un tasso di incidenza più alto di alcuni tumori. La nostra ricerca ci permetterà di lanciare ben 5 nuovi prodotti nei prossimi 18 mesi".
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