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Formazione

08 Novembre 2023

Professionisti sanitari, quest’anno più posti e meno domande. Il report sulle immatricolazioni

A poco meno di due mesi dal test di ammissione ai corsi di laurea la conferenza dei corsi di laurea delle professioni sanitarie ha emesso il suo 28° Report sulle immatricolazioni alle professioni sanitarie, elaborato come ogni anno da Angelo Mastrillo per la Conferenza dei Corsi di Laurea


Professionisti sanitari, quest’anno più posti e meno domande. Il report sulle immatricolazioni

A poco meno di due mesi dal test di ammissione ai corsi di laurea la conferenza dei corsi di laurea delle professioni sanitarie ha emesso il suo 28° Report sulle immatricolazioni alle professioni sanitarie, elaborato come ogni anno da Angelo Mastrillo per la Conferenza dei Corsi di Laurea delle suddette professioni. Il rapporto considera sia i corsi triennali sia quelli di laurea magistrale. Anche se i 34.453 posti in palio sono stati tutti occupati, quest’anno la consueta radiografia ad opera dell’organo consulente del Ministero dell’Università mette in luce un calo delle domande rispetto al 2022: sono state 66.686 rispetto alle 72.836 di un anno fa (-8,6%) mentre crescono le domande per i Corsi di Laurea Magistrale, da 14.595 nel 2022 alle attuali 15.461 (+5,9%). Importanti i trend delle lauree triennali. Malgrado l’aumento dei posti a bando per infermieri, tecnici, ostetriche etc, in tutto 1455 in più, le domande sono state 6050 in meno. Un apparente controsenso: infatti in tre casi su quattro una laurea entro un anno corrisponde ad un posto fisso, spesso nel Servizio sanitario, e decentemente retribuito almeno per un giovane. Qualche coetaneo che studia da avvocato, architetto, informatico magari farebbe cambio. Ma le professioni sanitarie sono diverse tra loro e hanno appeal differenti: a fronte di fisioterapisti, logopedisti, ostetriche, dietisti, igienisti – lavori ambìti, per i quali sono state consegnate online da 4 a 7 domande per ogni posto assegnato – altre professioni tecniche (audiometrista, audioprotesista, ortopedico, ortottista, della prevenzione) e quella di assistente sanitario registrano un numero di domande inferiore a quello dei posti a bando. Si presenta solo un aspirante tecnico ortopedico per ogni 2 posti banditi, anche se le chance di trovare lavoro ad un anno sono del 77%. E se è vero che solo poco più di un audiometrista su due ha il lavoro assicurato a un anno, il tasso di occupazione degli audioprotesisti alla stessa distanza di tempo sale all’85%. Stessa, alta, percentuale per fisioterapisti, logopedisti ed infermieri. Questi ultimi però vengono da due anni di contrazione delle domande, che quest’anno sono state 22.957 a fronte di 20.059 posti assegnati: una domanda per ogni posto in palio.
Per dare un’idea dei gap nei valori attribuiti alle professioni, si va dalle 7 domande per posto degli aspiranti fisioterapisti alle 0,3 dei terapisti occupazionali (che pure in 8 casi su 10 a un anno dalla laurea sono al lavoro). All’origine del “rifiuto” è anche il numero esiguo di posti. Spesso non si tratta di migliaia ma di centinaia (218 per il terapista occupazionale, 94 per gli audiometristi) frammentati su più sedi, con pochi studenti. Se a ciò si aggiunge che dei docenti, pur aumentati di un 20%, da 567 a 666, solo il 14% proviene dalle professioni sanitarie i cui segreti insegna, nello studente ci può essere un po’ di perplessità. Oltre a rinfoltire il numero dei docenti, gli atenei hanno fatto la loro parte aprendo altri corsi, soprattutto di Scienze Infermieristiche, anche in nuove università come la Parthenope di Napoli e quella di Cosenza. Su 34.453 posti riempiti, i 20.059 infermieri vanno a rinfoltire di un 4,5% il numero degli iscritti all’Albo; per le professioni riabilitative gli addetti crescono di una percentuale analoga. Le professioni tecnico diagnostiche aumentano di un 5,6% e c’è un boom delle professioni legate alla prevenzione (+9,8%): se a leggere le bozze di Finanziaria il Servizio sanitario sembrerebbe attraversare una battuta d’arresto, lo stop non pare interessare le sue componenti professionali.
Una curiosità: le regioni avevano chiesto al MUR più posti, in tutto 42.704: c’è dunque una carenza di 8.251 posti pari al 19%. In numeri assoluti, gran parte del gap va a svantaggio della formazione di nuovi infermieri e fisioterapisti oltre che di tecnici di laboratorio. La Conferenza dei Corsi di laurea delle professioni sanitarie auspica che la prossima definizione dei fabbisogni da parte di Ministero della Salute e Conferenza Stato-Regioni avvenga entro il 30 aprile, termine della legge 502/92, così che le Università abbiano il tempo rimodulare alcune carenze od esuberi di offerta formativa. E ha chiesto che i bandi siano pubblicati entro i 60 giorni prima dell’esame di ammissione, come da legge 264/99 all’articolo 4, comma 1.

TAG: UNIVERSITà

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