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Intervista

15 Marzo 2023

Ddl anziani, ecco le semplificazioni. L’intervista ad Antonio Gaudioso

Il Senato ha detto sì, e adesso le legge delega per le politiche di sostegno agli anziani sta per arrivare alla Camera dei Deputati con l’obiettivo di essere approvata in via definitiva entro fine mese. Dopodiché inizia l’iter che porterà ad approvare i decreti attuativi, il cui percorso è sulla carta di 9-10 mesi. A Fare il punto è Antonio Gaudioso


Il Senato ha detto sì, e adesso le legge delega per le politiche di sostegno agli anziani sta per arrivare alla Camera dei Deputati con l’obiettivo di essere approvata in via definitiva entro fine mese. Dopodiché inizia l’iter che porterà ad approvare i decreti attuativi, il cui percorso è sulla carta di 9-10 mesi. Entro fine anno i decreti dovrebbero essere operativi e i cambiamenti da essi generati potrebbero impattare sul territorio. A descrivere l’iter del provvedimento, che si affianca all’altra legge delega sulla non autosufficienza preludendo a un’integrazione dei servizi sanitari e sociali in Italia poco meno di 30 anni dopo un’analoga storica riforma in Germania, è Antonio Gaudioso già capo della della segreteria tecnica del Ministro della Salute ed esperto di politiche sanitarie intervistato da Sanità33. «La novità della legge – spiega Gaudioso – è che per la prima volta si rende organica l’integrazione tra ambito sociale, fin qui gestito per lo più dai comuni, e sanitario, gestito dalle regioni. Fin qui, i due mondi non si sono incontrati. La legge costruisce servizi per le persone anziane a partire dai loro bisogni, integrando i due ambiti e suddividendo i servizi tra quelli destinati all’anziano e quelli più specifici per l’anziano non autosufficiente. Sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza questi obiettivi non si ritrovano in missione 6-Sanità ma in missione 5 dove sono stanziate risorse ad Hoc. Il governo Draghi ha cercato di coordinare missione 5 sociale e missione 6 salute ed investimenti sul SSN in questo senso».

Per Gaudioso, le novità cardine della legge, apportatrici di benefici per la comunità, sono almeno tre. «Primo, l’integrazione degli aspetti relativi alla valutazione multidimensionale dell’anziano in un Punto Unico di Accesso-PUA che, situato nella Casa di Comunità, farà da riferimento per i check sui bisogni assistenziali e sanitari dell’anziano grazie a team pluridisciplinari; dal PUA deriveranno interventi sociali e/o sanitari che saranno dimensionati sulla base dell’intensità. Nel PUA il cittadino potrà di trovare tutti i servizi in un unico punto senza perdere tempo. Grazie alla legge, inoltre, saranno riorganizzati gli ambiti sociali territoriali attraverso un modello unico nazionale, implementabile dalle regioni: servizi sociali e sanitari dialogheranno, e si cercherà in tal modo anche di efficientare le risorse di personale. In terzo luogo, i decreti delegati dovrebbero disciplinare la convergenza delle banche dati della parte sociale e sanitaria dando la chance di mettere insieme ad esempio dati Inps, Inail, Asl e semplificando così la vita delle persone».

Dietro la stesura della legge c’è l’”inchiesta” sulle condizioni della popolazione anziana di una commissione guidata da Monsignor Paglia presidente della Pontificia accademia per la vita, al termine dalla quale si sottolineano sia il valore sociale dell’anziano sia l’esigenza di soddisfare i suoi bisogni di salute in condizioni di “prossimità”, potendo in casa sua. Gaudioso osserva come il percorso partecipato che ha portato alla legge sia peculiare: «La legge non nasce solo per dare risposte puntuali ai bisogni ma mira a garantire lo sviluppo di servizi che tengano il più possibile l’anziano in buona salute, generando risparmi che potrebbero essere reinvestiti nei servizi sociali e quindi rimessi a disposizione della comunità».



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