Il carcinoma del polmone è responsabile del maggior numero di decessi oncologici in Italia, solo nel 2021 ha causato 34mila decessi. Sanità33 fa il punto su diagnosi precoce e ricerca con Mirko Merletti, vice presidente Business Unit Oncology di AstraZeneca Italia
Il carcinoma del polmone è responsabile del maggior numero di decessi oncologici in Italia, solo nel 2021 ha causato 34mila decessi. Di questi circa il 60%, pari a 20.400 morti, riguarda i forti fumatori. «La TAC a basso dosaggio rappresenta una promettente strategia salvavita che consente di aumentare il numero delle diagnosi in fase precoce dall’attuale 25% fino al 60%, consentendo di candidare i pazienti ad intervento chirurgico meno invasivo, aumentando le probabilità di guarigione», spiega a Sanità33 Mirko Merletti, vice presidente Business Unit Oncology di AstraZeneca Italia. Nonostante i forti benefici che se ne trarrebbero, la TAC a basso dosaggio ad oggi «non rientra nella pratica clinica e nei programmi di prevenzione secondaria rimborsati dal servizio sanitario nazionale». Per questo motivo, è stato recentemente stilato il “Manifesto Italiano PolmoniAMO”, realizzato con il sostegno di AstraZeneca.
L’obiettivo del Manifesto è «sensibilizzare cittadini e Istituzioni sull’importanza della diagnosi precoce, aumentare le possibilità di sopravvivenza e garantire risparmi al sistema», spiega Merletti. «La nostra è una call to action alle Istituzioni nazionali e regionali insieme alle Comunità Scientifiche per garantire il diritto all’accesso allo screening ai cittadini italiani ad alto rischio di sviluppare il cancro del polmone, attraverso l’inserimento dello screening all’interno dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) alla stregua dei programmi di screening del cancro cervicale, colorettale e mammario». Studi clinici hanno dimostrato che «questo approccio riduce del 20-25% la mortalità nei forti fumatori, che si può tradurre in oltre 5000 decessi in meno ogni anno nel nostro Paese», sottolinea. Merletti, infatti, evidenzia anche il forte impatto dal punto di vista economico, «il carcinoma polmonare ha un costo di 2,5 miliardi di euro ogni anno, che include sia le uscite dirette (sanitarie) che quelle indirette (sociali)».
Per il raggiungimento di questo obiettivo, «Astrazeneca da sempre è impegnata nella lotta al tumore al polmone, non solo attraverso le terapie innovative che rende disponibili e che sviluppa insieme alla comunità scientifica, ma anche attraverso diverse attività una su tutte la Lung Ambition Alliance, di cui AstraZeneca è membro fondatore. Si tratta di una partnership tra organizzazioni, che includono l’International Association for the Study of Lung Cancer, Guardant Health e la Global Lung Cancer Coalition, con l’obiettivo di raddoppiare la sopravvivenza di pazienti con tumore al polmone entro 5 anni da quando è stata creata. Quindi, entro il 2025». In che modo? «Attraverso tre punti: aumentare i livelli di screening e renderli disponibili a tutti i cittadini che sostanzialmente vengono identificati come cittadini ad alto rischio, aumentare e garantire l'accesso a tutte le cure innovative che si rendono disponibili per i pazienti con tumore al polmone. Il terzo, è migliorare il percorso di cura del paziente con carcinoma», conclude Merletti.
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