Intervista
15 Febbraio 2024 Utilizzare il punto di vista di quattro filosofi per affrontare i temi dei costi sanitari e della sostenibilità del Servizio sanitario nazionale: è l’espediente usato da due medici ospedalieri Franco Cosmi, cardiologo, e Rosario Brischetto, internista, che hanno scritto per Edizioni Lswr un libro in uscita ‘Il mercato della salute. Dialogo immaginario tra Bayes, Machiavelli, Marx e Smith’
Utilizzare il punto di vista di quattro filosofi per affrontare i temi dei costi sanitari e della sostenibilità del Servizio sanitario nazionale: è l’espediente usato da due medici ospedalieri Franco Cosmi, cardiologo, e Rosario Brischetto, internista, che hanno scritto per Edizioni Lswr un libro in uscita ‘Il mercato della salute. Dialogo immaginario tra Bayes, Machiavelli, Marx e Smith’.
A Sanità33 i due esperti spiegano come è nato il libro e con quali obiettivi. “La salute è il bene più prezioso che abbiamo, ma ha un costo, che negli anni è aumentato molto perché sono migliorate le tecnologie e le competenze delle persone che lavorano in sanità e sono cresciute le esigenze del paziente”, sottolinea Cosmi, secondo il quale, ciascuno dei quattro personaggi inclusi nel volume “ha una sua idea di mercato, ha una visione diversa”. Il tentativo è quello di rendere scientifico il problema, “dal momento che c’è un mercato dei bisogni della salute che vanno oltre il necessario e un mercato in cui gli interventi sono scientificamente dimostrati che funzionano. Quello che funziona deve essere garantito a tutti”, osserva il cardiologo.
Il libro, comunque, è destinato a tutti, come ha osservato Brischetto, spiegando che in Italia “abbiamo una ricchezza straordinaria, che è il Servizio sanitario nazionale, la cui sostenibilità, però, è in discussione”. In quest’ottica, “il libro interessa anche i cittadini, che devono essere messi di fronte ai problemi collegati al SSN e alla necessità assoluta di salvarlo”, spiega l’internista, secondo il quale, a livello pratico, “bisogna puntare sull’appropriatezza ed eliminare gli sprechi, per utilizzare al meglio le risorse limitate, ma anche trasmettere una nuova cultura alle persone; una cultura che sottolinei l’importanza del metodo perché la medicina si basa sulla probabilità e lo sforzo è quello di ridurre l’incertezza per dare fondamento sperimentale agli interventi sulla salute”.
Il Sistema sanitario nazionale, dunque, “conviene sia al cittadino che allo stato. Facendo una buona prevenzione si spende di meno. È una cultura che deve entrare nella testa delle persone e ci vuole tempo”, conclude Cosmi, mentre Brischetti sottolinea che “il Ssn deve sopravvivere cercando quanto più possibile innanzitutto l’appropriatezza degli interventi. Bisognerebbe tagliare tante spese inutili in modo da recuperare risorse utilizzabili quando è scientificamente provato”.
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