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Intervista

07 Settembre 2023

Oncologia mutazionale, esperti a confronto per la prima conferenza nazionale a Roma

Quello dell’oncologia mutazionale è un tema di cui in questi ultimi anni si è continuato a parlare in maniera importante, approfondita e diffusa in diversi contesti. Ecco perché Paolo Marchetti, direttore scientifico dell’Idi-Ircs di Roma e Presidente della Fondazione per la Medicina Personalizzata, di aver sentito l’esigenza di dar vita alla prima conferenza nazionale di oncologia mutazionale in Italia


Oncologia mutazionale, esperti a confronto per la prima conferenza nazionale a Roma

Quello dell’oncologia mutazionale è «un tema di cui in questi ultimi anni si è continuato a parlare in maniera importante, approfondita e diffusa in diversi contesti, non solo quelli scientifici ma anche quelli legislativi e normativi dai più alti livelli del nostro Parlamento, fino alle attività legislative delle diverse Regioni. È emersa un'opportunità straordinaria per i nostri pazienti e per tutto il mondo che si occupa di innovazione in oncologia e in medicina più in generale». Ecco perché spiega, a Sanità33, Paolo Marchetti, direttore scientifico dell’Idi-Ircs di Roma e Presidente della Fondazione per la Medicina Personalizzata, di aver sentito l’esigenza di dar vita alla prima conferenza nazionale di oncologia mutazionale in Italia. L'iniziativa che prevede il patrocinio di Alleanza Contro il Cancro, AIOM, Cittadinanzattiva, CIPOMO, F.A.V.O, Fondazione IncontraDonna, FICOG e SIAPeC e il contributo non condizionante di Pfizer, Daichii-Sankyo|Astrazeneca, AstraZeneca, Novartis, Astellas, Amgen, Servier, Roche, GSK e Bayer, si terrà martedì 26 settembre presso il Nobile Collegio Chimico Farmaceutico, a Roma. 



«Sarà l’occasione per discutere di un’oncologia che si basi sulla profilazione genomica e sulla scelta di una terapia target, sulla base della valutazione espressa da un gruppo multidisciplinare, il Molecular Tumor Board», come spiega, a Sanità33, Nello Martini, Presidente Fondazione ReS e promotore, assieme a Marchetti, della Conferenza. “Si tratta di una prospettiva nuova, un nuovo paradigma dell’oncologia”, precisa Martini. «Abbiamo voluto organizzare questa prima conferenza nazionale per spiegare al mondo scientifico ma anche al mondo istituzionale qual è un piano organico che dia equità e uguale sviluppo in tutte le regioni dell’oncologia mutazionale e dare opportunità sia di trattamento che di ricerca per i pazienti», sostiene Martini.  



Nel nostro Paese sono emerse «diversità di interpretazione delle norme e delle regole tra le varie Regioni. Abbiamo avuto modo di definire come quello che per alcune regioni era uno strumento indispensabile nella innovazione e nella ricerca, per altre era utilizzato come uno strumento di pratica clinica quotidiana. Quindi, nonostante un ottimo lavoro prodotto da Agenas e poi introdotto nella legge di istituzione, ad esempio, dei Molecular Tumor Board nelle diverse regioni italiane, c’è una difformità di indirizzo che poi inevitabilmente è la premessa per il perpetrarsi e il progredire di difformità nell'offerta assistenziale e terapeutica», spiega Marchetti. Ecco perché l’esigenza della Conferenza nazionale. L’obiettivo è «raccogliendo le persone maggiormente interessate e più competenti di questi argomenti, riuscire a stabilire quella che è una linea comune di tutto il Paese, in uno sforzo così straordinario e importante come quello dell’applicazione dei principi dell’oncologia mutazionale alla nostra pratica clinica», sostiene Marchetti.  

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