Intervista
09 Agosto 2023 Grande soddisfazione per l’adozione del Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2023-2025 da parte della Conferenza Stato-Regioni, che ha fatto seguito all’approvazione del Ministero della Salute. A esprimerla intervistata da Sanità33, Roberta Siliquini, Presidente della Società Italiana d’Igiene (SItI)
Grande soddisfazione per l’adozione del Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2023-2025 da parte della Conferenza Stato-Regioni, che ha fatto seguito all’approvazione del Ministero della Salute. A esprimerla intervistata da Sanità33, Roberta Siliquini, Presidente della Società Italiana d’Igiene (SItI). “Una decisione che attendevamo da tempo – dichiara. La sua adozione è importantissima perché si declina in un contesto europeo e mondiale che ha già due documenti importanti: il piano d'azione europeo per la vaccinazione 2015-2020 e l'agenda dell'Oms per l'immunizzazione 2030. Tutti questi documenti cercano di porre al centro dei piani sanitari delle nazioni le vaccinazioni e il valore cruciale dei servizi di immunizzazione. Valore che è legato alla prevenzione che spesso purtroppo nei servizi sanitari nazionali è quella che vede il minor numero di risorse impegnate”.
Vi sono importanti novità e molti obiettivi rafforzati, rispetto al Piano precedente. “Questo Piano nazionale prevenzione vaccinale si riferisce ad alcuni elementi che erano già presenti nello scorso piano ma che non sono stati sufficientemente declinati negli anni. In primis, la disomogeneità tra le procedure e le offerte vaccinali nelle diverse regioni, c'è poi la problematica dell’anagrafe vaccinale e del mancato raggiungimento per alcune vaccinazioni dei valori target nonché delle coperture vaccinali mancate, in parte dovuto anche ai ritardi che si sono susseguiti dopo la pandemia”, evidenzia Siliquini. Tra i principali obiettivi, ci sono: “Il mantenimento dello stato di polio free che ormai abbiamo raggiunto da molti anni; il raggiungimento dell'eliminazione di morbillo e rosolia; il rafforzamento della prevenzione delle patologie correlate all'Hpv per il quale esiste un vaccino con coperture particolarmente basse nel nostro Paese; il rafforzamento della comunicazione ai cittadini e la formazione degli operatori sanitari sia alla cultura vaccinale che alla vaccinologia. Come caratteristica nuova del Piano – aggiunge – è stata riservata particolare attenzione ai pazienti ad alto rischio per patologie concomitanti”.
Ora spetta alle Regioni attuare i Piani vaccinali, “spero vada tutto liscio”, dice Siliquini. “Ci sono alcune Regioni già attrezzate, ina assenza di un piano nazionale, che devono fare una revisione di quelli che sono gli attuali standard e gli obiettivi”. Uno degli aspetti su cui le Regioni devono fare “particolarmente attenzione” riguarda l’antimicrobico resistenza. “È un problema rilevantissimo per la nostra nazione, siamo uno dei Paesi a più elevato tasso di antimicrobico resistenza, ma sappiamo anche che la vaccinazione contro alcune patologie riduce l'utilizzo di antibiotici. Quindi l'importanza di questo piano sta anche nel fatto di legare l'antimicrobico resistenza alle buone pratiche vaccinali”.
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