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06 Marzo 2024

Farmaceutica, sfide e opportunità per il futuro dell’Europa. Il manifesto di Eli Lilly

Con le elezioni europee all'orizzonte, la salute diventa un tema decisivo. L'Europa ha bisogno di incrementare la sua capacità di attrarre investimenti in ricerca, sviluppo e produzione in ambito farmaceutico. Sono queste le priorità che la farmaceutica Eli Lilly ha indicato in un 'Manifesto per l'Europa' presentato all’evento “Europa in Salute”


Farmaceutica, sfide e opportunità per il futuro dell’Europa. Il manifesto di Eli Lilly

Con le elezioni europee all'orizzonte, la salute diventa un tema decisivo. L'Europa ha bisogno di incrementare la sua capacità di attrarre investimenti in ricerca, sviluppo e produzione in ambito farmaceutico. Sono queste le priorità che la farmaceutica Eli Lilly ha indicato in un 'Manifesto per l'Europa' presentato all’evento “Europa in Salute”, che si è svolto oggi a Roma, con il patrocinio di Parlamento e Commissione Europea, Regione Lazio, Farmindustria e SIF – Società Italiana di Farmacologia. Eli Lilly hanno messo a confronto istituzioni, società scientifiche e associazioni, esplorando le sfide future per l'Europa per delineare una rotta che assicuri competitività e autonomia a livello globale. In Italia "il settore farmaceutico vale 50 miliardi di euro, siamo primi in Europa e ce la giochiamo con la Germania. È un'eccellenza che va difesa oltre che implementata", ha detto il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato a margine dell'evento, a Sanità33. Per questo "è stato istituito un tavolo tra Mimit e ministero della Salute per aumentare il dialogo tra istituzioni di Governo e industria per sottolineare le opportunità che ci sono in Italia", dichiara.



In un contesto geopolitico segnato da crisi internazionali ed economie concorrenti, la salute è un settore chiave. Nel 2023, l’industria farmaceutica ha generato 340 miliardi di euro in Europa, con investimenti in R&S pari a 44 miliardi e 865 mila posti di lavoro. L'Italia, con 49 miliardi di valore di produzione, detiene una posizione di leadership, con il 90% dedicato all'export. “L’industria farmaceutica italiana è un'eccellenza nel mondo, in termini di performance, fatturato e anche di indici come la qualificazione dei dipendenti laureati e il numero di donne – ha affermato Ugo Cappellacci, Presidente Commissione Affari Sociali, Camera dei Deputati - Oggi raggiunge il 2% del PIL, è in ottima salute e quindi va salvaguardata. Bisogna creare le condizioni ideali anche attraverso la tutela della proprietà intellettuale. La tempistica dei brevetti, infatti, è un incentivo per l'investimento in innovazione e ricerca che si traduce in farmaci adeguati alle sfide delle malattie”.



Il divario di investimenti tra USA e UE mette in luce l'urgenza di una visione industriale a lungo termine. La sfida passa da un sistema di valutazione uniforme per premiare l'innovazione, migliorando i risultati clinici e la sostenibilità del sistema sanitario. Nella mattinata, il focus è stato sulla riforma del 2020 ora al vaglio del Parlamento e del Consiglio europeo. L'obiettivo è semplificare la normativa per accomodare il progresso scientifico e quindi l’accesso tempestivo all'innovazione. Due sfide regolatorie emergono dalle elezioni dell'Unione Europea. Primo, il Regolamento per istituire lo spazio europeo dei dati sanitari, presentato nel 2022, mira a migliorare assistenza sanitaria e ricerca, con le trattative in corso tra gli stati UE. Secondo, la regolamentazione dell'Health Technology Assessment (HTA) del 2021, con criteri di valutazione comuni applicabili dal 2025. “L'Aifa è una delle pedine chiave in una strategia farmaceutica e industriale italiana, ma anche di salute” – ha evidenziato Guido Rasi, Esperto ministero della Salute, già DG EMA - Il regolatore centrale è lo snodo per qualsiasi ipotesi di sviluppo di un sistema: dalle autorizzazioni, alle ispezioni, all’abilitazione dei siti produttivi, di cui l'Italia è già leader”.



La tavola rotonda ha sottolineato l'urgenza di un approccio comunitario contro le diseguaglianze sanitarie, supportato dalla Commissione Europea. In particolare, il piano europeo di lotta contro il cancro del 2021 e l'iniziativa "Healthier Together" mirano a ridurre l'onere delle malattie non trasmissibili, migliorando diagnosi, terapie e la qualità della vita dei pazienti. “Le aziende devono essere capaci di trasferire alle istituzioni nazionali ed europee le esigenze per creare delle partnership di successo – ha sottolineato Federico Villa, Vicepresidente Corporate Affairs & Patient Access Eli Lilly - È fondamentale che questa partnership nasca in una fase preliminare perché solo in questo modo, si può creare un ecosistema normativo che sia effettivamente attrattivo di investimenti”.



“L'alta formazione svolge un ruolo centrale per governare le nuove tecnologie anche in campo sanitario – ha affermato Alessandra Gallone, Senatrice, Consigliere del Ministro dell’Università e della Ricerca - La V missione del PNR ha destinato più di 320 milioni di euro ad un progetto scientifico a cui partecipano in tutto 46 soggetti, 26 università, centri di ricerca, imprese, per avviare un percorso sulla medicina personalizzata. Il ministro sta lavorando affinché i nostri ricercatori restino in Italia”.



Sofia Gorgoni

TAG: AZIENDE, FARMACEUTICA

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