Governo e Parlamento
07 Aprile 2023 Proseguono le riforme per raggiungere i target gli obiettivi fissati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza concordato con l’Unione Europea. Il Consiglio dei Ministri ha appena varato il decreto-legge sul rafforzamento organizzativo delle amministrazioni che dà il via ad oltre 3 mila assunzioni nella Pubblica amministrazione
Proseguono le riforme per raggiungere i target gli obiettivi fissati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza concordato con l’Unione Europea. Il Consiglio dei Ministri ha appena varato il decreto-legge sul rafforzamento organizzativo delle amministrazioni che dà il via ad oltre 3 mila assunzioni nella Pubblica amministrazione. Più di 2.100 assunzioni riguardano Carabinieri, Guardia di finanza, Vigili del fuoco, Polizia, Capitanerie di porto e Guardia costiera e sono finanziate dalla legge di Bilancio 2023 con i fondi previsti per la sicurezza. Poi ci sono le misure di rafforzamento relative a Presidenza del Consiglio e Ministeri di Istruzione, Esteri, Difesa e Turismo, oltre che per il Formez (Centro di formazione per l’ammodernamento delle Pubbliche Amministrazioni) e per la Scuola nazionale di Amministrazione; i nuovi ingressi nei ministeri sono coperti dalla Finanziaria 2022 del governo Draghi. Sono previste tra l’altro 72 assunzioni nell’Agenzia dei Servizi sanitari regionali-Agenas. Tra le misure deliberate – che poi, com’è il caso degli altri decreti-legge, andranno convertite in Parlamento – c'è anche l'aumento del compenso fino al 30% chi vince finanziamenti di ricerca, com’è il caso dei progetti Gant Horizon e Marie Curie, così da far rimanere i ricercatori in Italia. In Sanità, Agenas a parte, ci sono tre misure da citare: primo, la sopravvivenza del numero di pubblica utilità del Ministero della Salute 1500, attivato a gennaio 2020 per offrire consulenza telefonica e informazioni sul Covid-19, specie in relazione alle misure di prevenzione, alla campagna di vaccinazione, al “green pass”. Da gennaio questo numero era stato disattivato lasciando senza lavoro i circa 500 operatori di call center preposti a rispondere alle telefonate in outsourcing. Adesso uno stanziamento di 5 milioni consente la sopravvivenza del servizio per tutto il 2023.
«Avevamo preso l'impegno di trovare una soluzione per il mantenimento del 1500 e la salvaguardia dei livelli occupazionali - afferma il ministro della Salute, Orazio Schillaci - con questa norma il ministero della Salute assicura il servizio fino a dicembre, in attesa dell'affidamento a un nuovo operatore economico. Sono state oltre 8 milioni le chiamate tra il 2020 e il 2022. Terminata l’emergenza Covid, il numero di pubblica utilità può continuare a essere un utile strumento di supporto ai cittadini per una corretta informazione e per mantenere il rapporto di fiducia con il ministero della Salute». Il Decreto PA prevede inoltre la nascita al Ministero della Salute di una Unità di cooperazione internazionale e di tutela del diritto alla salute a livello globale che fornirà supporto tecnologico ai progetti dell’Agenzia Nazionale per la cooperazione allo sviluppo elaborando linee strategiche di cooperazione. Per i pazienti appare importante il potenziamento della struttura organizzativa della Lega italiana per la lotta contro i tumori, cui dovrebbe essere anticipato per il 2023 un finanziamento di euro 276.242 da raddoppiare nel 2024 a titolo di tranche di 2 milioni previsti in Finanziaria 2022 per 9 assunzioni complessive (tra cui 1 dirigente medico e 2 professionisti sanitari) portando così i dipendenti a 21. Ricordiamo infine tra le altre misure del decreto, quelle per il monitoraggio delle riforme della Pubblica Amministrazione e per l’ampliamento della capacità amministrativa dei comuni.
Nello stesso consiglio dei ministri che ha dato l’ok al Decreto-legge PA, è stato approvato un secondo decreto-legge sulla cabina di regia per la siccità volto a coordinare l’azione delle regioni: delegato alla guida è il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ma ci sarà un commissario. La prima riunione è prevista a maggio, una volta approfonditi gli aspetti economico-finanziari. Prosegue in parallelo l’esame del disegno di legge sulla concorrenza. Ancora una volta in gioco sono misure difficili, e dopo i balneari (problema non risolto e ci sarà una sentenza della Corte di Giustizia Europea il 20 aprile) tocca alle concessioni per gli ambulanti. Questo ddl concorrenza, che doveva partire nel 2022 è tra gli obiettivi che il PNRR impone all’Italia di raggiungere entro il 2023.
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