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Governo e Parlamento

24 Febbraio 2023

Covid-19, al via iter parlamentare per commissione d’inchiesta. Ecco cosa prevede

Valutazione della tempestività e adeguatezza delle indicazioni e strumenti forniti dal Governo alle Regioni; verifica di eventuali abusi e sprechi negli acquisti da parte del commissario Covid e valutazione sull'attività svolta dal Comitato tecnico scientifico. Questi gli obiettivi della possibile istituzione della Commissione d’inchiesta sulla gestione dell’emergenza Covid-19


Covid-19, al via iter parlamentare per commissione d’inchiesta. Ecco cosa prevede

Valutazione della tempestività e adeguatezza delle indicazioni e strumenti forniti dal Governo alle Regioni; verifica di eventuali abusi e sprechi negli acquisti da parte del commissario Covid; e una valutazione sull'attività svolta dal Comitato tecnico scientifico. Questi gli obiettivi della possibile istituzione della Commissione d’inchiesta sulla gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid. Il 15 febbraio, in Commissione Affari Sociali alla Camera, che sono stati presentati da Riccardo Molinari della Lega, Galeazzo Bignami di Fratelli d’Italia e Davide Faraone di Azione-Italia Viva tre proposte di legge che puntano a istituire la commissione parlamentare di inchiesta. Di fatto, dunque, la Commissione non è ancora partita. «In questo momento siamo ancora in una fase interlocutoria, ma l'obiettivo è quello di velocizzare l'iter e portare il testo in aula entro aprile. Naturalmente sul tema c'è molta attenzione e ci sono, come comprensibile immaginare, sensibilità molto differenti», spiega Ugo Cappellacci (FI), presidente della Commissione Affari sociali della Camera dei Deputati, all’Ansa.

L’istituzione di una commissione parlamentare di inchiesta sul Covid-19 è uno dei cavalli di battaglia di Fratelli d’Italia ma istituirla non è così semplice, c’è bisogno di tempi più lunghi. Il Parlamento deve approvare una proposta di legge, che contenga gli obiettivi, la composizione, l’organizzazione interna e il tetto di spese per il funzionamento; e poi ottenere il via libera sia della Camera che del Senato. «La scorsa settimana - precisa Cappellacci - sono state richieste delle audizioni, entro domani scadono i tempi per presentare i nominativi degli esperti che verranno ascoltati». I compiti della Commissione d'inchiesta, qualora approvata, sono definiti dall'articolo 3 del testo, di cui è relatrice la deputata Alice Bonguerrieri (FdI). Le tre proposte hanno un contenuto simile, differenziandosi solo in parte sulle competenze attribuite alla Commissione che s'intende istituire nonché sulla durata della stessa e sulle risorse previste per il suo funzionamento. Per quanto concerne la durata della Commissione, la proposta di legge di FdI prevede una durata di 18 mesi, mentre le altre due prevedono una durata corrispondente a quella della XIX legislatura. Tutte e tre le proposte prevedono che la Commissione approvi una relazione al termine dei suoi lavori e altre relazioni ogniqualvolta essa ne ravvisi la necessità. Sui costi del funzionamento, la proposta di Bignami prevede una spesa massima per il Parlamento di 50 mila euro, quella di Molinari al massimo di 200 mila euro l’anno, mentre quella di Faraone al massimo di 300 mila l’anno.

In merito alla composizione della Commissione, tutte e tre le proposte prevedono che essa sia composta da venti senatori e da venti deputati, nominati rispettivamente dal Presidente del Senato e dal Presidente della Camera in proporzione al numero dei componenti dei gruppi parlamentari. Per quanto concerne i poteri e limiti della Commissione e la disciplina della sua attività, tutte e tre le proposte prevedono che la Commissione proceda alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell'autorità giudiziaria, senza poter adottare provvedimenti restrittivi della libertà e della segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione nonché della libertà personale, fatto salvo l'accompagnamento coattivo. Tutte e tre le proposte prevedono, inoltre, che la Commissione garantisca il mantenimento del regime di segretezza fino a quando gli atti e i documenti trasmessi sono coperti da segreto e che, in ordine a tutti gli altri atti e documenti, sia essa stessa a stabilire quali siano coperti da segreto o comunque non debbano essere divulgati.

Anna Capasso

TAG: SANITà GOVERNO

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