sanità
09 Gennaio 2023 Proroga per tutto il 2023 della possibilità di inviare via internet le ricette ai pazienti, più tempo per accumulare i crediti ECM, rinvio dell’obbligo di fattura elettronica (che resta vietata): sono le tre misure chiave del decreto Milleproroghe
Proroga per tutto il 2023 della possibilità di inviare via internet le ricette ai pazienti, più tempo per accumulare i crediti ECM, rinvio dell’obbligo di fattura elettronica (che resta vietata): sono le tre misure chiave del decreto Milleproroghe in tema di salute ed adempimenti dei professionisti della salute. L’articolo 4, che copre la quasi totalità delle disposizioni in materia, consente ancora tutto quest’anno l’uso di strumenti alternativi al promemoria cartaceo della ricetta confermando l’ordinanza della Protezione Civile del 31 marzo 2022. La norma, in sostanza, evita agli assistiti di doversi spostare nello studio del medico per la consegna della ricetta su carta. Inoltre, per tutto il 2023 i sanitari liberi professionisti non dovranno inviare al sistema di interscambio con fattura elettronica (formato .xml) le fatture sanitarie emesse in libera professione ai pazienti, i cui dati del resto sono già stati comunicati al Sistema Tessera Sanitaria. Dati i ritardi, per un milione di sanitari sarebbe stato impossibile adeguarsi dal 1° gennaio. Per motivi sostanzialmente di tutela della privacy, l’invio al sistema SDI resta vietato sia ai professionisti che già spediscono i dati delle prestazioni al Sistema Ts sia ai sanitari esentati dall’invio. Terza novità importantissima, l’anno in più consentito per totalizzare i crediti del triennio di formazione continua 2020-22: l’interpretazione del testo presenta asperità ma, stando alla lettura più gettonata, l’idea è che i fabbisogni di medici, infermieri ed altri professionisti dovrebbero essere spalmati su un quadriennio (2020-23) e lo sconto o “bonus” di un terzo dei crediti valga su 4 anni e non più su 3.
E veniamo alle norme di organizzazione. Si prolunga dal 2022 a tutto il 2023 la facoltà delle regioni di reclutare medici specializzandi e in pensione anche “sforando” il tetto di spesa per il personale; tra le formule contrattuali d’ingaggio, per gli specializzandi – rigorosamente di ultimo e penultimo anno –si parla di contratti di collaborazione coordinata e continuativa i cui importi vanno a sommarsi alla borsa; possibile anche l’ingaggio di neolaureati. Inoltre, si conferma per tutto quest’anno la facoltà del Ministro della salute di ripartire le quote premiali (0,40% del Fondo sanitario fissato dalla conferenza stato-regioni lo scorso anno) tra le regioni che abbiano istituito una Centrale per gli acquisti di beni e servizi e per quelle che hanno introdotto misure idonee in materia di equilibrio di bilancio. Per il 2024 passano da 32,5 a 38,5 i milioni accantonati per agevolare misure di erogazione dei livelli essenziali di assistenza, ma vanno ripartiti previo accordo stato-regioni; nello specifico, passano da 9 a 12 i milioni annui per finanziare le strutture pediatriche in particolare per l’attività di trapianto allogenico, e da 12,5 a 15,5 i milioni annui per finanziare l’adroterapia, intesa come somministrazione terapeutica non solo di ioni carbonio ma anche di protoni. Ancora, arrivano due norme ad hoc per Croce Rossa ed Agenzia del Farmaco: la prima prolunga ancora l’attività di commissario liquidatore e comitato di sorveglianza della CRI, istituiti per legge nel 2012 ma che dovevano finire i lavori nel 2017, adesso l’attuale situazione può essere sostenuta al massimo entro il 2024; sono poi rinnovati i contratti di collaborazione coordinata e continuativa a tempo in Aifa a tutto il 2023, e per onorarli anche quest’anno si stanziano 760 mila euro dai fondi speciali e di riserva accantonati dal Ministero dell’Economia presso il Ministero della Salute.
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