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Governo e Parlamento

14 Dicembre 2022

La riforma Aifa è legge. Ora pieni poteri al presidente

La riforma dell’Agenzia del Farmaco è legge. Dopo il Senato, che si era pronunciato ad inizio mese, l’ha approvata anche la Camera con 160 voti favorevoli e 54 contrari. Il testo abolisce la diarchia tra Presidente e Direttore generale dell’Agenzia


La riforma dell’Agenzia del Farmaco è legge. Dopo il Senato, che si era pronunciato ad inizio mese, l’ha approvata anche la Camera con 160 voti favorevoli e 54 contrari. Il testo, che è in origine un decreto-legge sulle missioni Nato, il Dl 169/2022, abolisce la diarchia tra Presidente e Direttore generale dell’Agenzia avocando tutte le funzioni al Presidente, ed accorpa in un unico organismo il Comitato Tecnico Scientifico che presiede alla valutazione dei farmaci ed il Comitato di Rimborso Prezzi che fin qui ha dettato il prezzo dei farmaci pagati dal Servizio sanitario. L’abolizione della figura del DG, che oggi è Nicola Magrini, avverrà alla nomina del nuovo presidente. Il nuovo Consiglio di amministrazione sarà formato dal presidente AIFA, d’ora in poi anche rappresentante legale dell’Agenzia, da due rappresentanti indicati dal ministero della Salute e due rappresentanti indicati dalla Conferenza Stato Regioni. Un decreto del ministero della Salute, di concerto con Funzione pubblica ed Economia, e d’intesa con la Conferenza Stato Regioni, fisserà i nuovi criteri per nominare sia il presidente – oggi designato dal ministro della Salute d’intesa con la Conferenza Stato Regioni – sia i 10 membri della nuova Commissione Scientifica ed Economica del Farmaco (CSE, che accorpa CTS e CRP), sia direttore amministrativo e direttore tecnico-scientifico. Queste due ultime figure sono state istituite dalla riforma dell’ex ministra della Salute, Giulia Grillo nel 2019 ma ad oggi non erano mai state nominate.

Il CdA dell’Agenzia resta formato da 5 componenti: il presidente (a momento, Giorgio Palù), due rappresentanti indicati dal Ministero della Salute e due rappresentanti indicati dalla Conferenza Stato Regioni. Sulla riforma si erano espressi in modo favorevole sia il ministro della Salute Orazio Schillaci (con l’unificazione delle commissioni si dovrebbero abbreviare gli iter dei dossier d’approvazione dei nuovi farmaci dove l’Italia ha un ritardo incredibile rispetto al resto d’Europa),  sia l’ex Dg Guido Rasi, poi DG dell’Agenzia europea EMEA, (troppo grande la varietà di prodotti da approvare tra biotecnologici, farmaci innovativi, veterinari, nonché apparecchi diagnostici e device sanitari, per non semplificare gli iter). Contraria invece l’ex ministra della Salute Beatrice Lorenzin, senatrice Pd (il presidente del Cda è figura di natura totalmente politica, si snatura l’indipendenza dell'Agenzia).

Un’altra norma del decreto-legge convertito interessa la sanità ed è relativa alla Regione Calabria; l’articolo 2 estende di 6 mesi il periodo per applicare le misure a sostegno del Servizio sanitario nella Penisola Calabra: doveva finire tutto l’11 novembre 2022 e invece si prosegue fino a maggio 2023. Ma attenzione, la decadenza dei commissari è fissata già ad inizio gennaio 2023 e il Commissario ad acta potrà nominare i successori. Nel testo si specifica poi che i contratti a termine conferiti dalla Regione (ad esempio, l’ingaggio dei medici cubani) sono finalizzati anche ad erogare livelli essenziali di assistenza e ad assicurare sia il rispetto della direttiva europea sui tempi di pagamento sia l'attuazione del piano di rientro dal deficit sanitario.

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