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08 Luglio 2024

Obesità entri nell’agenda del G7 Salute. La lettera dell’Intergruppo parlamentare

La sfida dell'obesità sia fra i temi in agenda del prossimo G7 Salute di ottobre. Lo chiedono al ministro Orazio Schillaci, 7 organizzazioni rappresentative della comunità scientifica, dei pazienti e del mondo politico-istituzionale in una lettera. A firmala i presidenti dell'Intergruppo parlamentare Obesità, diabete e malattie croniche non trasmissibili


Obesità entri nell’agenda del G7 Salute. La lettera dell’Intergruppo parlamentare

"La sfida dell'obesità sia fra i temi in agenda del prossimo G7 Salute di ottobre". Lo chiedono al ministro della Salute, Orazio Schillaci, 7 organizzazioni rappresentative della comunità scientifica, dei pazienti e del mondo politico-istituzionale in una lettera. A firmala i presidenti dell'Intergruppo parlamentare Obesità, diabete e malattie croniche non trasmissibili, Roberto Pella e Daniela Sbrollini; di Amici Obesi, Iris Zani; di Ibdo Foundation, Paolo Sbraccia; di Io-Net Italian Obesity Network, Giuseppe Fatati; di Open Italy, Andrea Lenzi; di Sid Società italiana di diabetologia, Angelo Avogaro, e di Sio Società italiana dell'obesità, Rocco Barazzoni.

"È motivo d'orgoglio premettono che l'Italia abbia assunto la presidenza del G7, e il G7 Salute del prossimo ottobre offrirà al nostro Paese un'opportunità unica per farsi capofila nell'ambito delle più importanti sfide che minacciano la salute globale. Fra queste la sicurezza alimentare, che comprende il tema della malnutrizione, ma anche quello della sovralimentazione. Un problema complesso, che va ben oltre l'aspetto dell'alimentazione coinvolgendo anche gli stili di vita, la prevenzione, gli aspetti genetici, che portano allo sviluppo di patologie ad alto impatto di salute pubblica come l'obesità". L'assenza dell'obesità dai lavori "ci colpisce scrivono gli autori della lettera segnalando il rischio di affrontare solo parzialmente le sfide della sicurezza alimentare".

"L'obesità, parte del più ampio paradosso della nutrizione secondo cui si contrappongono, e in parte si possono addirittura sovrapporre, denutrizione e sovralimentazione sottolineano i firmatari è infatti una patologia cronica, progressiva e recidivante con tassi di crescita che raggiungono proporzioni epidemiche in Italia e nel mondo, anche a livello infantile. Comporta un profondo impatto sulla salute pubblica in quanto fattore di rischio delle patologie croniche più diffuse e pericolose tra la popolazione, prima fra tutte il diabete mellito di tipo 2, ma anche patologie cardiovascolari e tumori, nonché tutte le principali malattie non trasmissibili, causando 4 milioni di decessi annui nel mondo, di cui 1,2 milioni solo in Europa".

"L'Organizzazione mondiale della sanità ha lanciato l'allarme 'Globesità' per i tassi vertiginosi di crescita del problema, e per le proiezioni che stimano una diffusione che raggiungerà il 70% della popolazione entro il 2030” ricordano gli autori della lettera. “L'obesità genera anche un importante impatto negativo sull'economia globale: la World Obesity Federation, di cui tutti i firmatari sono membri, prevede che l'impatto economico globale del sovrappeso e dell'obesità raggiungerà i 4,32 trilioni di dollari all'anno entro il 2035 se le misure di prevenzione e trattamento non miglioreranno. Si tratta di un valore pari a quasi il 3% del Pil mondiale, paragonabile all'impatto del Covid-19 nel 2020. Il problema precisano colpisce sia i Paesi industrializzati che quelli in via di sviluppo, dove già oltre 115 milioni di persone ne soffrono, e si prevede che entro il 2035 il 79% degli adulti con obesità o sovrappeso vivrà nei Paesi a basso e medio reddito. L'urgenza di una strategia e un piano d'azione e di cooperazione internazionale è l'unica risposta plausibile che guarda ad un futuro sostenibile per i cittadini e per i sistemi sanitari nazionali".

Ma anche "in Italia il quadro è allarmante: 6 milioni di cittadini soffrono di obesità si rammenta nella lettera e oltre 23 milioni di persone sono in eccesso di peso, potenziali futuri pazienti. Inoltre, l'Italia svetta tristemente nelle classifiche sull'obesità infantile con la percentuale più elevata, pari al 42%, di bambini in sovrappeso o con obesità nella fascia di età 5-9 anni".
"Chiediamo quindi concludono gli autori che il ministero che Lei ha l'onore di guidare condivida il senso di responsabilità e lo sguardo al futuro della salute e della sostenibilità globale, inserendo la sfida dell'obesità tra i temi oggetto di discussione del prossimo G7 salute. L'Italia potrebbe finalmente guidare un cambio di paradigma globale senza precedenti su questa patologia, affrontando in tutta la sua complessità anche il tema della sicurezza alimentare attraverso l'approccio della salute pubblica, considerando la sovralimentazione e gli stili di vita come elementi caratterizzanti dell'obesità e portando l'Italia ad essere promotore di soluzioni innovative e capofila di un piano d'azione globale di contrasto a questa patologia cronica, progressiva e recidivante".

TAG: OBESITà

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