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Governo e Parlamento

28 Novembre 2022

La manovra arriva alle Camere. Le novità in sanità nel testo definitivo

Ci sono delle importanti novità nel testo definitivo della manovra varato dal Governo che sta per approdare in Parlamento. E attengono alla sanità. Intanto, si definisce il finanziamento del Fondo sanitario nazionale. In secondo luogo, arrivano altri 650 milioni per tenere fede all’acquisto di vaccini e di farmaci contro il coronavirus


Ci sono delle importanti novità nel testo definitivo della manovra varato dal Governo che sta per approdare in Parlamento. E attengono alla sanità. Intanto, si definisce il finanziamento del Fondo sanitario nazionale. Si tratta di 2,15 miliardi per il 2023, che diventano 2,3 nel 2024 e 2,5 nel 2025: in tutto quasi 7 miliardi che portano per sempre il Fondo a oltre 126 miliardi, atteso che nel 2024 salirà con un ulteriore stanziamento da 2 miliardi a 128 miliardi di euro. A latere, in secondo luogo, arrivano altri 650 milioni per tenere fede all’acquisto di vaccini e di farmaci contro il coronavirus che era stato concordato con l’Unione Europea. Tutto questo si trova nel quarto dei cinque articoli dedicati dalla bozza di legge alla Sanità (dal 93 al 97, all’esame delle aule parlamentari dovrebbero diventare come di consueto commi di un unico articolo). Il primo articolo chiarisce invece che l’indennità ai medici ed ai professionisti sanitari posti in prima linea contro il Covid-19 sarà tratta da un fondo da ripartire tra le regioni che sale dagli attuali 90 milioni di euro, di cui 27 ai dirigenti medici e 63 alle figure del comparto, prevalentemente infermieri, a ben 200 milioni. Di questi 200 milioni, 140 andranno alle figure del comparto e 60 ai dirigenti del Servizio sanitario, in prevalenza medici.  Altri 150 milioni andranno alla remunerazione aggiuntiva delle farmacie territoriali in base ad un decreto che dovrà uscire entro febbraio 2023, a titolo di livello retributivo aggiuntivo.

Torniamo adesso allo stanziamento da 650 milioni per vaccini, antivirali, anticorpi monoclonali anti-Covid deciso a Bruxelles; le spese per questi medicinali hanno momentaneamente monopolizzato l’attenzione di Asl e ospedali tanto che non si sono ancora spesi i fondi già stanziati – 40 milioni di euro nel 2022 – per il contrasto all’antibioticoresistenza. A questo punto il governo rilancia, con altri 40 milioni per ciascuno degli anni 2023-24-25 e sottolinea che il fondo non solo va ripartito tra regioni ma anche tra programmi per obiettivi da attuarsi a partire da input nazionali: il primo programma è per il lavaggio delle mani costante del personale sanitario, con un finanziamento da 23 milioni; il secondo per progetti di stewardship (12 milioni); il terzo in ordine di entità di sovvenzioni per il controllo dell’attuazione delle misure d’igiene nei reparti ospedalieri; i tre ulteriori sono dedicati rispettivamente all’incentivazione della prescrizione ritardata per il riscontro del batterio e delle sue sensibilità; alle campagne d’informazione; all’uso dei test diagnostici rapidi. Al centro degli interventi qui le reti tra medici, veterinari, allevatori, agricoltori.

All’articolo 97 provvisorio, si parla di borse di studio degli specializzandi in Medicina; lo Stato ne ha aumentato il numero e si fa carico anche di dare sicurezza agli atenei ed alle loro richieste anticipando non più l’80% come previsto da qualche anno ma il 90% dell’entità degli esborsi previsti. In prospettiva, il livello di finanziamento sarà peraltro ri-concordato con lo stesso Ministero dell’Università.

TAG: FINANZIARIA, FONDI, SANITà, SANITà GOVERNO

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