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Governo e Parlamento

22 Novembre 2022

Approvata legge di bilancio 2023, ecco gli interventi previsti in sanità

Approvata la legge di Bilancio 2023: previsti interventi per circa 32 miliardi. A fare la parte del leone, il caro energia. Flat tax per gli autonomi, lavoro in pronto soccorso appetibile, aiuti alle regioni in deficit, taglio Iva su generi di prima necessità. A fare la parte del leone, il caro energia


Flat tax per gli autonomi, lavoro in pronto soccorso appetibile, aiuti alle regioni in deficit, taglio Iva su generi di prima necessità: nella legge di Bilancio varata ieri dal governo e ora da sottoporre alle aule del Parlamento sono previsti interventi per circa 32 miliardi. A fare la parte del leone, il caro energia. Le misure per i primi tre mesi del 2023 si estendono alle famiglie ed ammontano a oltre 21 miliardi di euro. Prorogati al primo trimestre 2023 i crediti d’imposta per le imprese energivore (si sale dal 40 a 45%) e non energivore (bar, ristoranti salgono dal 30 al 35%). Ma attenzione: i camici liberi professionisti – i dentisti e in queste ore per i medici di famiglia dal Consiglio Nazionale Fimmg – chiedono di essere equiparati alle imprese.

Sanità - Sul fronte Servizio sanitario-ospedali arriva un contributo da 1,2-1,6 miliardi per tamponare i deficit energivori delle regioni. L’entità non è precisa perché il contributo viene da uno stanziamento globale da 3,1 miliardi che comprende il trasporto pubblico. Nel contempo, per le famiglie si alza da 12 a 15 mila euro la soglia di reddito Isee entro la quale si ha diritto a fruire del bonus sociale bollette. Per tornare all’ospedale ed alla sanità, per tutti i professionisti sanitari –medici inclusi- impiegati nei pronti soccorso si ventila un aumento da 90 a 200 milioni dello stanziamento per le indennità: una cifra che sarà inserita nel Fondo sanitario e va comunque tratta dall’aumento di 2 miliardi di tale fondo, già previsto nella precedente Finanziaria.

Sociale - Si rinvia a dopo il 2023 l’entrata in vigore della sugar tax oltre che quella della plastic tax. Accomunano vagamente produttori di plastica e famiglie misure sociali come il taglio dell’Iva dal 10 al 5% per i prodotti per l’infanzia e per l’igiene intima femminile. Nasce una “Carta Risparmio Spesa” per finanziare da un fondo di 500 milioni dei buoni per soggetti di famiglie entro 15 mila euro di reddito Isee, l’erogazione dei buoni sarà gestita dai comuni per l’acquisto di alimenti e beni di prima necessità. L’assegno unico per le famiglie per il 2023 sarà maggiorato del 50% per il primo anno, e di un ulteriore 50% per le famiglie con 3 o più figli. Confermato l’assegno per i disabili.

Lavoro - Per piccole e medie imprese è rifinanziato il fondo da 1 miliardo a garanzia delle operazioni concesse dalle banche o da altri finanziatori. Altre risorse vanno a ridurre il cuneo fiscale, tagliando adempimenti inutilmente onerosi per l’imprenditore. Per il datore che porta a tempo indeterminato dei contratti a termine con prelazione a donne under 36 e percettori di reddito di cittadinanza arriva esenzione dai contributi fino a 6 mila euro e restano nel 2023 le agevolazioni per acquisto prima casa per i giovani under 36. Sui premi di produttività fino a 3 mila euro per i dipendenti l’aliquota scende al 5%. Per gli autonomi la flat tax al 15% verrà estesa con ricavi fino a 85 mila euro. Finora il tetto per avere la tassa al 15% era 65 mila euro. Entro i 40 mila euro di reddito sempre gli autonomi potranno fruire di una flat tax incrementale al 15% con una franchigia del 5%. Infine, il reddito di cittadinanza, fra i 18 ed i 59 anni è riconosciuto non più per 18 mesi rinnovabili ma nel limite massimo di 7-8 mensilità a meno non si abbiano minori, disabili od anziani a carico in casa, e si deve partecipare a corsi di formazione professionali.

Pensioni – Al posto di Quota 102 arriva Quota 103: nel 2023 si potrà lasciare il lavoro con 62 anni d’età e 41 di contributi anziché 42 anni e 10 mesi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne. Sono interessati 50 mila lavoratori. Prorogata per il 2023 Opzione donna con più ostacoli: si va in pensione con il calcolo contributivo a 58 anni se si hanno due figli o più, 59 se si ha un figlio, 60 in altri casi. Confermata la pensione anticipata (Ape sociale) per chi svolge lavori usuranti.

Fisco – Si conferma per ora la cancellazione delle cartelle esattoriali fino a 1.000 euro e fino al 2015.  E si prevede l’innalzamento del tetto da gennaio, da mille a 5 mila euro. Tutto da discutere l’aumento della tassa sugli extraprofitti sugli utili delle aziende energetiche dall’attuale 25% al 33%.

TAG: BILANCIO, SALUTE, SANITà GOVERNO

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