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03 Maggio 2022

Riforma del territorio, Lea ed E-Health, i prossimi obiettivi del ministero della Salute


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Di ieri la notizia di una proroga per la ricetta dematerializzata, «ma a breve arriverà una misura che stabilizzi le conquiste fatte in questi due anni difficili dai cittadini. La semplificazione della vita dell’utente è un passaggio essenziale del Servizio sanitario nazionale». Conclude così Antonio Gaudioso, già segretario di Cittadinanzattiva e oggi a capo della segreteria tecnica del ministero della Salute, la sua relazione al 14° Forum Pharma su “Riorganizzazione e rafforzamento del servizio sanitario nazionale, le sfide che ci attendono”. Introdotto da Carlo Riccardi, past president della Società italiana di farmacologia, che organizza l’evento, Gaudioso annuncia poi ai primi di giugno un decreto interministeriale che revisiona il pay-back, una “troika” tra ministeri di Salute, Economia e Transizione digitale per l’e-health e la prossima riforma dell’Agenzia del farmaco e in particolare delle commissioni prezzi e tecnico scientifica, ventilata un giorno prima dal DG Aifa Nicola Magrini. Tra gli obiettivi a breve-medio termine c’è pure l’elaborazione, a cura di Aifa e DG ministeriali di Programmazione e Dispositivi Medici di un modello di approvazione per i dispositivi diagnostici. Ma l’intervento di Gaudioso dettaglia soprattutto le prossime mosse della sanità italiana a partire dai livelli essenziali di assistenza, dalla riforma della medicina territoriale (che cambierà nome, “DM71 è troppo per addetti ai lavori”), e dal Patto Salute da rivedere con le Regioni. «La mancata applicazione dei Lea è sintomo di uno stato che non va», dice Gaudioso. «Approvati nel 2017, finanziati nel 2018, tariffati con regioni e ministero dell’Economia nel 2019, solo ora sono all’approvazione in conferenza stato-regioni e sono già vecchi perché a fine 2021 la Finanziaria ha stanziato altri 200 milioni per aggiungere i test prenatali non invasivi volti a facilitare la gestione delle patologie. Dopo aver sentito la comunità scientifica, abbiamo rivisto i decreti tariffe aggiungendo le nuove prestazioni ed alle regioni proporremo non solo i contenuti previsti, inclusi quelli sulla procreazione medicalmente assistita, ma anche il Dpcm tariffe aggiornato che utilizza i 200 milioni nuovi e una parte delle risorse liberate revisionando gli elenchi prestazionali». 

Sulla riforma della medicina territoriale, rispettare gli appuntamenti che interessano i 4 miliardi per case ed ospedali di comunità, telemedicina ed assistenza territoriale di prossimità (cui si aggiungono 630 milioni per agevolare l’erogazione dei Lea nel Mezzogiorno e realizzarvi posti in Rsa) è conditio sine qua non per ottenere il resto dei finanziamenti in missione 6 Salute, 20 miliardi in tutto. Gaudioso ricorda che «dopo un percorso partecipato tra 21 autonomie, ministero della Salute e Mef, l’approvazione del decreto sugli standard territoriali si è bloccata perché una regione ha esercitato il suo veto» (la Campania, ndr). «Ma entro fine mese lo adotteremo, da 20 anni lo aspettiamo». Va evitato inoltre il rischio di non utilizzare risorse che poi sarebbero ripartite tra chi meglio dimostra di saperle usare, in modo da acuire i divari esistenti. Gaudioso parla di empowerment delle regioni, di superamento –in questa fase post emergenza pandemica - delle vecchie logiche dei tetti per venire incontro ai bisogni delle persone, e di una maggiore flessibilità nel valutare l’operato delle regioni, altrimenti c’è il rischio che gran parte di esse possa andare in rosso. Nel prossimo Patto Salute, «serve convergere su un modello di medicina territoriale che si adatti ai bisogni di 11 milioni di italiani che abitano nelle aree interne, e stabilire i contenuti delle nuove strutture, ad esempio chi va nelle case delle comunità, cosa fa. Vanno poi affrontati quattro temi basilari quali tossicodipendenze, salute mentale, neuropsichiatria infantile, salute nelle carceri. «Vorremmo passare ad un approccio per cui nulla si porta in conferenza stato-regioni se non produce standard e parametri di riferimento per valutare cosa si sta facendo». C’è infine un quarto pilastro nella disamina di Gaudioso. «E’ la riforma dei modelli di partecipazione delle associazioni di utenti, malati, consumatori ai lavori di ministero della Salute, enti vigilati, Irccs: entro un mese sarà portata una proposta all’attenzione del ministro Roberto Speranza per la successiva condivisione con le regioni. Ogni pezzo delle riforme in esame è agganciato all’altro, così che chi verrà dopo di noi non rimetta in discussione le scelte strategiche fatte oggi».



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