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Governo e Parlamento

16 Aprile 2024

Dl Pnrr, passa la fiducia alla Camera. Le novità sugli emendamenti

La Camera ha approvato la fiducia posta dal governo sul decreto Pnrr. I voti a favore sono stati 185, quelli contrari 115, 4 gli astenuti. Il decreto dovrà avere il via libera definitivo dalla Camera e poi passerà all'esame del Senato


Dl Pnrr, passa la fiducia alla Camera. Le novità sugli emendamenti

La Camera ha approvato la fiducia posta dal governo sul decreto Pnrr. I voti a favore sono stati 185, quelli contrari 115, 4 gli astenuti. Il decreto dovrà avere il via libera definitivo dalla Camera e poi passerà all'esame del Senato. L’emendamento che ha fatto più discutere riguarda la possibilità di introdurre la presenza di volontari per la vita nei consultori femminili. Il testo, a prima firma di Lorenzo Malagola di FdI, era passato in Commissione bilancio ed è stato duramente criticato dalle opposizioni: il coinvolgimento delle "associazioni pro-life" nei consultori "rappresenta l'ennesima offesa ai diritti della donna e alla sua autodeterminazione", è "vergognoso", puntano il dito M5s e Pd. In numerose occasioni anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva ribadito, come da campagna elettorale, che la sua intenzione era quella di non cambiare la Legge 194 ma di applicarla a pieno aggiungendo diritti, e cioè garantendo alle donne la possibilità di scegliere una alternativa.

"Mentre l'Europa definisce l’aborto diritto fondamentale dell'Unione e in Francia questo diritto viene inserito nella Costituzione, in Italia il partito di maggioranza usa un voto di fiducia sul Pnrr per far entrare il movimento cosiddetto pro-vita nei consultori. Si conferma che sul tema dei diritti delle donne questo Governo, se interviene, lo fa senza investimenti e chiamando in causa i pro-vita per ribadire e rafforzare l'attacco alla legge 194, che già vede una sostanziale mancata applicazione della legge dello Stato sul diritto di scelta alla maternità consapevole. Sapevamo già che avere una legge non significa avere acquisito quel diritto, ma questa proposta è inascoltabile, irricevibile e fuori dalla storia". Lo dichiara Antonella Veltri, presidente di Donne in rete contro la violenza (D.i.Re). "Giù le mani dalla legge 194", ammonisce l'associazione.  "Ci chiediamo - continua Veltri - quale sia l'idea di maternità di questo Governo e di chi pensa di poter decidere sui corpi delle donne. I numeri dicono chiaramente che non è certo il ricorso all'aborto la causa della denatalità in Italia", tiene a precisare la presidente. "Sarebbe invece importante - sottolinea invece - implementare i servizi a supporto dell'infanzia e rendere effettivamente applicata la legge 194". Veltri assicura che "le donne in Italia si batteranno per raggiungere l'obiettivo raggiunto in Francia. Basta proclami e propaganda sulle nostre vite".

Le opposizioni al governo si sono schierate fortemente contro l’emendamento. La segretaria Pd Elly Schlein parla di "attacco pesante alla libertà delle donne" al quale "ci opporremo duramente". Per Silvia Roggiani e Marco Furfaro, responsabile welfare del partito, "questo governo continua la sua battaglia contro le donne e contro i loro diritti e lo fa attaccando in primis la legge 194 e il diritto all'interruzione di gravidanza. È vergognoso. Ci batteremo in Parlamento e fuori, insieme alle associazioni femministe, per impedire alla destra questo ennesimo attacco ai diritti delle donne", promettono. Mentre in Aula si votava, un sit-in è stato organizzato davanti alla Camera dal Partito Democratico. "Abbiamo presentato un ordine del giorno al decreto Pnrr che impegna il Governo ad assicurare la piena attuazione della legge 194 e il diritto delle donne ad avere accesso ad una interruzione volontaria di gravidanza". Così la deputata democratica Sara Ferrari firmataria dell'ordine del giorno sottoscritto anche dalla capogruppo dem Chiara Braga. A sollevare il tema anche i rappresentanti del M5s nelle commissioni Affari Sociali di Camera e Senato: "Viviamo in un Paese in cui il diritto all'aborto, all'interruzione di gravidanza è già sotto attacco, in cui è già difficile accedere alla pratica, in cui le donne devono viaggiare fuori provincia o addirittura fuori regione per riuscire ad abortire - la denuncia. Anche l'Europarlamento criticò l'Italia per quei medici italiani che osservano obiezione di coscienza violando la legge e che causano, nei fatti, la mancata applicazione della legge 194 sull'interruzione di gravidanza”.

TAG: PNRR

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