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Farmaci

07 Marzo 2024

Farmaci, dal 31 marzo cambia la modalità di accesso per molti medicinali. Lista in arrivo

Tra poche settimane, dal 31 marzo, molti farmaci oggi reperibili solo in ospedale si troveranno nelle farmacie territoriali. Da quella data, l’Agenzia del Farmaco-Aifa trasferirà dalla distribuzione diretta nella farmacia ospedaliera alla dispensazione in farmacia


Farmaci, dal 31 marzo cambia la modalità di accesso per molti medicinali. Lista in arrivo

Una novità positiva per milioni di pazienti cronici. Tra poche settimane, dal 31 marzo, molti farmaci oggi reperibili solo in ospedale si troveranno nelle farmacie territoriali. Da quella data, l’Agenzia del Farmaco-Aifa trasferirà dalla distribuzione diretta nella farmacia ospedaliera alla dispensazione in farmacia convenzionata medicinali nella fascia A-PH/T acquistati finora da Asl e centrali pubbliche di acquisto. Distribuiti per lo più in ospedale, questi farmaci nelle regioni, dove più dove meno, sono dispensati per conto nelle farmacie territoriali in cambio di una quota per il farmacista. Da aprile invece, quelli scelti dall’Aifa, si troveranno nella farmacia convenzionata, che potrà acquistarli. Difficile capire per ora quanto sarà repentino lo switch. Per il Ministro della Salute Orazio Schillaci, che ha aperto la presentazione della misura, l’obiettivo del trasferimento è facilitare l’accesso alle cure dei cittadini, spesso anziani over 65, disabili, malati oncologici, talora residenti in aree interne lontane dagli ospedali. «La sanità di prossimità si costruisce avvicinando il Servizio sanitario», dice il Ministro evocando un nuovo tassello della riforma dell’assistenza territoriale «dopo la messa a regime della ricetta elettronica e l’allungamento dell’arco di validità delle ricette disposti dal decreto legge semplificazioni». Farmacista e medici del territorio però dovranno contribuire a verificare l’aderenza dei pazienti alle terapie. La distribuzione diretta infatti sta tramontando non solo perché è “scomoda”, ma anche perché si presta a sprechi: a molti utenti sono consegnate dosi di farmaco superiori al bisogno. Inizialmente la misura avrà dei costi, poi – come spiega Americo Cicchetti, DG Programmazione del Ministero della Salute, risparmi sono attesi da un aumento fino al 33% in più dell’aderenza alle terapie. La Finanziaria prevede un tavolo di monitoraggio sulla sostenibilità della misura e revisioni annuali del prontuario.

A soffermarsi sui risparmi anche il sottosegretario Marcello Gemmato. «Nell’indagine conoscitiva della Camera sulla distribuzione diretta, accanto al grido di dolore delle associazioni dei pazienti, emerge che se ci fosse aderenza terapeutica 1,2 milioni di ricoveri per cinque cronicità potrebbero essere evitati con un risparmio di 3,7 miliardi. Con questo cambio di prontuario, l’utenza trova nel farmacista sotto casa un luogo aperto 12 ore al giorno contro le 12-18 a settimana della farmacia ospedaliera. Inoltre, lo sforamento nella spesa farmaceutica diretta del SSN pari a 2,7 miliardi viene almeno in parte riportato sulla spesa farmaceutica convenzionata che da anni è in attivo di 700-900 milioni». Ma quali farmaci stanno per essere “avvicinati” al paziente? Pierluigi Russo Direttore tecnico scientifico Aifa non si sbilancia: l’iter è in corso ma lo sfoltimento al prontuario ospedale/territorio – oggi di 205 principi attivi, cioè il doppio del 2004, anno di esordio – è certo. Le associazioni di pazienti, e in particolare Federanziani con Roberto Messina, provano a fare una scommessa: troveremo in farmacia intravitreali per l’oculistica in nota 98, anti-bpco in nota 99, antidiabetici in nota 100 e nuovi anticoagulanti orali (101). In pole sarebbero medicine con piano terapeutico già prescrivibile dal medico di famiglia, o per cui regioni tipo la Lombardia hanno prolungato la durata dei piani terapeutici a fronte di pazienti spesso stabilizzati. Resterebbero a distribuzione diretta, come ventilano Annalisa Mandorino di Cittadinanzattiva e Loreto Gesualdo presidente della Federazione delle società scientifiche FISM, principi costosi e innovativi (10% del volume a fronte del 90% del valore) e altri come gli anti-Aids a tutela della riservatezza degli utenti. Ida Fortino DG area farmaco Lombardia spiega che la sua regione ha reso disponibili sul territorio anche gli antiepatite B e gli anti-talassemici (questi ultimi affinché bimbi e ragazzi non perdano scuola), ed “evoca” gli anti-psoriasici.

Sui tempi della riforma, Giovanna Scroccaro, che siederà nella neonata Commissione scientifica ed economica del farmaco di Aifa, avverte: non è facile ottenere un trasferimento istantaneo di principi attivi nelle farmacie. «In caso di acquisto diretto a fronte di una spesa di 100 il Ssn retrocede all’industria il 66% del valore, ma anche la cifra originale è frutto di accordi nei quali l’Aifa ha ottenuto sconti ingenti: bisogna fare in modo che le industrie ripropongano detti sconti quando ad acquistare sarà la farmacia. Analogo discorso va fatto per le gare per i generici, dove si arriva a sconti fin all’80%. L’Aifa deve presidiare gli attuali prezzi per garantire la sostenibilità».
Una sfida raccolta da Marcello Gemmato che ricorda come la Finanziaria riduca l’aggio delle farmacie dal 30 all’8,6%. «Un sacrificio fatto per tenere a bordo il progetto sull’aderenza, e che verrà chiesto parimenti a tutti gli attori della filiera, fra produzione e distribuzione».



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