Farmaci
07 Marzo 2024 Nella distribuzione dei farmaci, con la possibilità di trovare in farmacia alcuni medicinali prima distribuiti in ospedale, siamo dinanzi a un cambiamento atteso e per tanti versi radicale e che va monitorato con attenzione. Per tale ragione è stata prevista l'istituzione presso il ministero della Salute di un tavolo tecnico
Nella distribuzione dei farmaci, con la possibilità di trovare in farmacia alcuni medicinali prima distribuiti in ospedale, "siamo dinanzi a un cambiamento atteso e per tanti versi radicale e che va monitorato con attenzione. Per tale ragione è stata prevista l'istituzione presso il ministero della Salute di un tavolo tecnico che sarà responsabile di monitorare gli effetti finanziari di questo provvedimento, a garanzia della sostenibilità del servizio sanitario". Lo ha spiegato il ministro della Salute Orazio Schillaci, intervenendo al ministero all’incontro 'Farmaco accessibile: novità legislative', dedicato alle novità introdotte dalla legge di Bilancio 2024 sulla distribuzione dei farmaci e la dispensazione di alcune specialità, fino ad oggi reperibili solo nelle strutture ospedaliere, nelle farmacie del territorio. L'elenco dei medicinali 'spostati' dovrà essere messo a punto dall'Agenzia italiana del farmaco entro il 30 marzo.
"Auspico che l'attività del tavolo si orienti ad analizzare, oltre all’impatto economico, anche i reali effetti del provvedimento sull'incremento dell'aderenza e il miglioramento delle condizioni di accesso alle prestazioni farmaceutiche che, non dimentichiamolo, sono un pilastro fondamentale dei Livelli essenziali di assistenza", ha aggiunto il ministro, sottolineando l'importanza del lavoro in corso sul tema. "Sono fiducioso - ha detto - che riusciremo in tempi congrui, anche con il contributo prezioso delle società scientifiche e delle associazioni, a rendere ancora più facile, equo e sostenibile l’accesso al farmaco". Con la manovra finanziaria 2024, ha ricordato Schillaci, "abbiamo voluto rafforzare la tutela della garanzia dei cittadini ad accedere più facilmente al farmaco; abbiamo voluto dare ascolto e andare incontro alle necessità dei nostri cittadini, soprattutto degli over 65, dei disabili, dei malati oncologici che costituiscono i maggiori fruitori della distribuzione diretta e che chiedono un sistema sanitario sempre più di prossimità. Né vanno dimenticati quanti vivono in aree interne e in comuni che, non disponendo di farmacie ospedaliere, devono percorrere lunghe distanze per poter raggiungere strutture che spesso osservano orari e giorni di apertura che possono essere limitanti per i pazienti".
"Estendere l'accessibilità ai farmaci significa migliorare l'aderenza terapeutica", ha detto il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, a margine della conferenza stampa del ministero della Salute. L'obiettivo è ridisegnare un sistema sempre più di prossimità in un'ottica di sostenibilità e per questo "bisogna partire da un nuovo modello di riorganizzazione territoriale". Per Gemmato avvicinare il farmaco al cittadino significa anche "far risparmiare le casse dello Stato. Si è stimato che vi sono circa 1,7 milioni di ricoveri inappropriati dovuti a mancanza di aderenza terapeutica. Questa rivoluzione, fortememente richiesta dalle associazioni e comunità di pazienti, ci consentirà a lungo termine un passaggio sostenibile". Riguardo ai farmaci in distribuzione sul territorio, "l'elenco verrà prodotto entro il 30 marzo di ogni anno. L'Aifa aggiornerà il prontuario della continuità assistenziale ospedale-territorio", ha detto Gemmato. Alcuni farmaci attualmente distribuiti solo nelle farmacie ospedaliere o in altre strutture sanitarie pubbliche o acquistati dalle aziende sanitarie e distribuiti attraverso le farmacie convenzionate sul territorio previa prenotazione, potranno dunque essere dispensati direttamente in regime convenzionale attraverso le farmacie aperte al pubblico.
Per il ministro la sanità di prossimità "si costruisce attraverso ogni norma che avvicina il Servizio sanitario nazionale al cittadino, e penso anche alla messa a regime della ricetta elettronica e all’estensione della sua validità che abbiamo previsto nel decreto semplificazione. Sono tutte disposizioni che impattano in maniera incisiva sulla quotidianità dei pazienti, soprattutto se sono anziani, soli e non autosufficienti. In fondo in questi anni abbiamo spesso ripetuto che il paziente del XXI secolo ha bisogni di salute che non vanno intercettati in strutture ospedaliere, ma che vanno seguiti nei presidi territoriali. E le farmacie sono sempre più percepite come strutture di prossimità grazie alla loro capillarità e alla loro continuità di servizio".
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