Governo e Parlamento
16 Febbraio 2024 Tra le proposte degli esperti: introdurre la prevenzione come materia di insegnamento nelle scuole, digitalizzare i processi di invito allo screening, promuovere un’informazione costante e capillare ed estendere il programma sperimentale per la diagnosi precoce del tumore del polmone
Individuare modalità efficaci e sostenibili per allineare l’Italia alla Raccomandazione europea sugli screening oncologici che esorta gli Stati membri dell’UE a estendere gli screening già attivi per il tumore della mammella, della cervice uterina e del colon-retto, e a introdurne di nuovi per il carcinoma polmonare, prostatico e gastrico. Questo uno degli obiettivi della tavola rotonda “La Raccomandazione UE sugli screening oncologici come priorità sanitaria” promossa da All.Can Italia, la coalizione multistakeholder di Pazienti, Clinici, Esperti sanitari e Industria, attiva nel proporre soluzioni concrete per migliorare il percorso dei pazienti oncologici, che si è svolta al Ministero della Salute. “In Italia ci sono ampi margini di miglioramento per estendere i programmi di screening offerti dal servizio sanitario. La raccomandazione Europea ci lancia dei messaggi importanti e ci permetterà di utilizzare delle risorse essenziali sia per avvicinare i pazienti agli screening esistenti sia per implementare screening di nuova generazione ma ci lancia spunti per organizzare al meglio screening anche in patologie in cui questo non esiste se non in maniera opportunistica parlo ad esempio del tumore della prostata”, spiega a margine dell’evento a Sanità33, Rossana Berardi, Tesoriere AIOM (Associazione Italiana Oncologia Medica) e direttrice della Clinica Oncologica dell’AOU delle Marche – Università Politecnica delle Marche.
L’incontro ha visto un’ampia partecipazione della comunità scientifica e delle associazioni pazienti di area oncologica, tra cui ACTO Italia, AIOM, Europa Donna Italia, Fondazione PRO, LILT, ROPI, WALCE. Tra le proposte degli esperti: introdurre la prevenzione come materia di insegnamento nelle scuole, digitalizzare i processi di invito allo screening, promuovere un’informazione costante e capillare ed estendere, fino a rendere strutturale, il programma sperimentale per la diagnosi precoce del tumore del polmone. In Italia, nel 2023 si stimano 395.000 nuove diagnosi di tumore. La neoplasia più frequentemente diagnosticata continua ad essere il tumore del seno (55.900 casi), seguito dal tumore del colon-retto (50.500 casi) e dal tumore del polmone (44.000 casi), neoplasia ad alta incidenza e a prognosi spesso infausta. “Studi scientifici hanno dimostrato come lo screening con l’impiego della TAC del torace a basse dosi nei forti fumatori possa ridurre del 20% la mortalità per tumore del polmone. Ne deriva l’opportunità di ampliare i programmi nazionali di prevenzione oncologica anche verso questa neoplasia, così come indicato dalla Raccomandazione europea”, spiega Silvia Novello, presidente WALCE (Women Against Lung Cancer). “La Rete Italiana Screening Polmonare (RISP), nata nel 2021 con l’obiettivo di reclutare 10mila volontari eleggibili, dei quali oltre 8mila sono già stati sottoposti alla prima TAC, dimostra la fattibilità dell’iniziativa sul territorio nazionale e la buona aderenza da parte dei cittadini. Il programma ha un valore aggiunto in quanto coniuga prevenzione secondaria (con l’impiego della TAC) a prevenzione primaria (con programmi di disassuefazione tabagica). L’ulteriore estensione di questo programma ministeriale al momento attivo in 18 centri e 15 regioni italiane, fino a renderlo strutturale, potrà realmente consentire un cambio di paradigma nella lotta al tumore del polmone ". "È fondamentale far capire ai cittadini, con delle campagne adeguate, l'importanza di sottoporsi agli screening", spiega Stefania Gori, presidente della Rete oncologica pazienti Italia Ropi.
Secondo l’ultimo Rapporto OCSE “Health at a glance 2023”2, il cancro si conferma la seconda causa di morte nei Paesi OCSE dopo le malattie circolatorie, pari al 21% di tutti i decessi nel 2021. Il tumore del polmone resta un big killer rappresentando la prima causa di morte sia per gli uomini che per le donne. Secondo il Report, l’Italia si colloca al di sotto della media OCSE sia per l’adesione allo screening per il tumore della cervice, sia per quello del colon-retto. Nel 20223, in Italia si è sottoposto a screening mammografico il 43% delle donne aventi diritto, mentre i livelli di copertura degli screening cervicale e colorettale sono stati rispettivamente del 41% e del 27%, e con un evidente gradiente Nord-Sud, che penalizza le regioni del Meridione. “È fondamentale fare dell’Italia un’apripista in Europa per quanto riguarda le politiche di prevenzione e diagnosi precoce”, afferma Paolo Bonaretti, portavoce di All.Can Italia. “Per farlo, All.Can Italia, da anni ormai impegnata nell’efficientamento del percorso del paziente oncologico, chiede con forza che i decisori pubblici si attivino per recepire la nuova Raccomandazione europea sugli screening oncologici ed ampliare i programmi di screening, partendo da progetti pilota sperimentali – come avvenuto per la Rete Italiana Screening Polmonare (RISP) – fino alla loro messa a regime. Per questo motivo oggi siamo qui, presso il Ministero della Salute, per cercare di individuare tutti insieme soluzioni concrete per migliorare i percorsi di diagnosi precoce e recepire le indicazioni che provengono dall’Unione europea”.
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